La giusta mezura: sentimenti in primo piano

La giusta mezura: sentimenti in primo piano

Flavia Biondi

Flavia Biondi

Flavia Biondi nasce a Castelfiorentino (FI) nel 1988. Fin da sempre appassionata alle storie che raccontano le vicende del quotidiano lavora ai suoi fumetti tutti incentrati su personaggi dall’apparenza modesta ma dal grande cuore.

 

Dopo il diploma artistico e la laurea presso L’accademia di Belle Arti di Bologna in Fumetto e Illustrazione, fonda, assieme a sette colleghi “accademici”, l’etichetta Manticora Autoproduzioni con cui collabora alla realizzazione di numerose antologie.

 

Con la casa editrice Renbooks pubblica Barba di Perle (2012), L’Orgoglio di Leone (2014) e L’importante è finire (2015) tre grapich novel a tematica LGBT. Per i tipi di Bao Publishing pubblica la graphic novel  La Generazione (2015) e La Giusta Mezura (2017) . Nel 2017 partecipa con una storia breve all’antologia Melagrana di Attaccapanni Press.

 

La giusta mezura rappresenta il brillante risultato di una giovane talentuosa illustratrice, il volume edito dalla BAO Publishing.

 

Un ringraziamento speciale a Fausto Bailo che l’ha intervistata per noi e alla Premiata Libreria Marconi di Bra (Cn) che, come sempre, ha collaborato fattivamente.

Quali fumetti leggeva in tenera età?

“I primi fumetti con cui sono venuta a contatto erano le raccolte di Lanciostory e Skorpio di mio padre. Dalle loro pagine ricordo in special modo i disegni di Meglia sulle pagine di Cybersix, che adoravo.
In adolescenza, come gran parte dei miei coetanei, leggevo principalmente manga, in particolar modo ero innamorata di Miura e Ai Yazawa”.

Quali sono stati i suoi primi passi nella illustrazione?

Ho studiato fumetto all’Accademia di Belle Arti di Bologna, mentre lavoravo sulla mia tesi ho pubblicato sul blog che avevo in quegli anni una piccola storia breve che era stata scartata da un concorso al quale avevo partecipato. Successivamente fui contattata da Renbooks, una casa editrice a tematica LGBT di Bologna, che mi chiese di proporre un soggetto basato su quella breve storia. Da lì il mio primo grapich novel Barba di perle uscito nel 2012”.

Quale è stata la scintilla che l’ha portata realizzare il graphic novel: La giusta mezura?La giusta mezura

Volevo raccontare una storia d’amore, di una relazione già avviata, una storia di persone che condividono la vita già da molti anni.

 

L’idea era di parlare di come le nostre relazioni cambino con i colpi del tempo, di quanto sforzo necessiti reinvetarsi l’amore negli anni. Cercare di raccontare la vita dopo il “vissero felici e contenti”.

La storia narrata nel suo graphic novel mostra la complessità della società nella quale sono immersi i trentenni di oggi?

“Ne offre uno spiraglio perlomeno. Entrambi i protagonisti del libro vivono in un limbo fra la fine della vita universitaria e l’età adulta. Entrambi si mantengono con lavori saltuari mentre cercano di realizzare le proprie aspirazioni, coscienti di appartenere ad una generazione con aspettative meno stabili di quelle delle famiglie in cui sono cresciuti”.

Ha scritto altre graphic novel?

“Prima de La Giusta Mezura ho realizzato un altro grapich novel sempre per Bao Publishing: La Generazione (2015). Prima ancora due titoli per Renbooks, Barba di Perle e L’orgoglio di Leone (2014)”.

LAGIUSTAMEZURAp72_ Tavola in risposta all'ultima domandajpgQuale potrebbe essere la colonna sonora del suo libro?

“Non saprei trovarne una che si adegui a tutto il racconto, ma in un senso più pratico nel periodo in cui disegnavo le pagine de La Giusta Mezura ho ascoltato moltissimo l’album Birds della cantautrice italiana Thony”.

Quale illustrazione secondo lei rappresenta meglio il graphic novel: La giusta mezura?

Pagina 72 è una delle tavole a cui sono più affezionata. Manuel, il compagno della protagonista dorme dopo aver avuto grandi notizie per il suo futuro, lei siede al suo fianco afflitta dal loro presente.

 

C’è la ricerca di una vicinanza fisica ed emotiva dei due personaggi, uniti dal loro affetto reciproco, e contemporaneamente la distanza che li separa creata dalla divergenza pratica delle loro preoccupazioni”.

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