Poesia Cruda. Gli irrecuperabili non esistono

Poesia Cruda. Gli irrecuperabili non esistono

Davide Cerullo

Davide Cerullo

La  vita di Davide Cerullo sembra uscire direttamente dal romanzo Ragazzi di vita di Pier Paolo Pasolini.

 

I suoi, tanti, libri la dicono lunga…  Parole evase (Edizioni Gruppo AEPER) del 2013, Ali bruciate, I bambini di Scampia (Paoline Editoriale) e Diario di un buono a nulla per citarne alcuni.

 

C’è poi Scampia, dove la parodia diventa riscatto ( Società Editrice Fiorentina) e l’ultimo, Poesia Cruda. Gli irrecuperabili non esistono , (Marotta Cafiero) dove la cultura, la letteratura e la poesia diventano gli strumenti per far aprire gli occhi a chi non riesce ancora a vedere.

 

Ringraziamo ancora una volta Fausto Bailo per questa bella intervista e la Premiata Libreria Marconi di Bra (Cn) che, come sempre, ha collaborato fattivamente.

Ci racconti la sua adolescenza.

“La mia è stata una adolescenza complicata, travagliata, difficile perché in casa eravamo quattordici, sei femmine e otto maschi, ed io ero il nono.

Abitando in un quartiere fragile come Scampia, alle Vele, diciamo che poi vele-scampia-degrado-1non è stato difficile scegliere (se così si può dire) di fare parte della camorra, della malavita. A dieci anni, già provavo il piacere per il crimine, perché non avevo visto altro, soltanto pessimi esempi.

 

Pur numerosa, la mia non era una famiglia protettiva, di quelle che stavano attente a come crescevano i figli, interessata a far si che la nostra vita fosse dignitosa.

 

A quattordici anni mi sono ritrovato a gestire una della piazze di spaccio di Scampia, arrivando a guadagnare novecentomila lire al giorno”.

Ci racconti la sua esperienza nelle carceri e di come è avvenuto l’incontro con la letteratura…

A sedici anni c’è stato il primo arresto, già li ho assaggiato il crudo delle carceri minorili, poi a diciotto anni vengo riarrestato e condotto nel carcere di Poggio Reale a Napoli, nel padiglione Avellino stanza trentuno e dentro ci stavamo in 25 persone.

Ricordo ancora quante notti mi sono stretto le mani sulle orecchie per non sentire le urla dei ragazzi che venivano presi a botte nelle celle di punizione…

Un giorno, tornando dall’ora d’aria, perché ci davano un’ora d’aria al giorno, sulla mia branda ho trovato un piccolo libricino, era il Vangelo. Non l’avevo mai letto, anzi non avevo mai sfogliato un libro in vita mia. All’inizio mi vergognavo un po’ a  prenderlo, perché avevo paura del giudizio degli altri, che mi deridessero, ma poi mi decisi.

Lo sfoglia e, nelle penultime pagine, trovai scritto per tre volte il mio nome Davide, Davide, Davide, così per un attimo mi sentii parte di quella storia.

Strappai quelle due pagine e me le tenni… fu un qualcosa che si rivelerò per me sanitario. Perché vede, ci possono rubare tutto, il cellulare, la borsa, il denaro ma c‘è una cosa che non ci può togliere nessuno ed è la parola.  Cominciai a riflettere su di me, sulla mia identità. Ancora non sapevo chi ero,  ma attraverso la letteratura, i libri di Pasolini, Don Lorenzo Milani, Gandhi, Martin Luther King, ho scoperto tante cose su di me, sulla mia condizione e, piano piano, sono riuscito ad uscire da quel tunnel”.

Poesia Cruda. Gli irrecuperabili non esistonoCome è cambiata la sua vita da quando si è scoperto narratore di storie?

“Riscoprendo una identità, riscoprendo chi sei, aspiri poi ad altro, miri ad altro, incontri altre persone, altre storie, altre provocazioni importanti che sicuramente non portano alla morte oppure al carcere, quindi non puoi che essere felice. Io sto bene in montagna, in una libreria, in una biblioteca, con i miei figli Chiara, Alessandro e con  il nostro cane Maya”.

Il suo ultimo libro: Poesia Cruda. Gli irrecuperabili non esistono è una autobiografia, ma al tempo stesso un’opera neorealistica sulla realtà sociale di oggi…

“Si, diciamo che si fa sempre prima a dichiarare una persona irrecuperabile. E’ il segno della nostra cattiva volontà, di non volere sforzarci di arrivare a credere che quando si manca di umanità verso gli altri, si sta mancando prima di tutto di umanità verso noi stessi.

Gli altri non sono altro che lo specchio nella nostra vita e fino a quando non  vedremo in loro la libertà, raggiunta anche grazie al nostro aiuto, la nostra risulterà uno scandalo, perché non è altro che il riflesso della loro. Per questo gli irrecuperabili non dovrebbero esistere”.

Quanto è importante la cultura nella società di oggi?

“La cultura porta a realizzare il più grande atto di democrazia e di libertà che esita. Il sapere fa si che nessuno possa metterti i piedi in testa, io ho preso tanti calci nel sedere nella vita per non essere andato a scuola, perché non c’è stata una scuola che mi abbia portato ad aprire gli occhi sul senso vero dell’esistenza. Questo è la cultura“.

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