Einaudi Ragazzi: Il coraggio salpa a mezzanotte

Einaudi Ragazzi: Il coraggio salpa a mezzanotte

Per la serie Incontri con gli scrittori di Einaudi Ragazzi  questa volta intervistiamo con grande piacere Andrea Atzori che, come fosse predestinato, nasce nell’orwelliano 1984.

 

Ha pubblicato molti romanzi, tra cui la saga fantasy per ragazzi Iskìda della Terra di Nurak (Condaghes), su cui il Premio Oscar Anthony LaMolinara ha realizzato un teaser cinematografico.

 

La sua ultima pubblicazione è Il coraggio salpa a mezzanotte ed è uscita dalle rotative proprio della Einaudi Ragazzi.

Ringraziamo Fausto Bailo e la Premiata Libreria Marconi di Bra (Cn) per la preziosa collaborazione.

Andrea, ci parli di lei e com’è nata la sua passione per la scrittura…

Più una necessità che una passione, quella dell’immaginazione. Ho sempre sognato a occhi aperti, costruito castelli sulle nuvole, emozionandomi per le vicende di chi li abitava. A un certo punto mi dissi che sarebbe stato bello se anche altri avessero potuto emozionarsi per loro. La scrittura è stata il mio strumento per far sì che ciò accadesse”.

Quali sono i suoi scrittori di formazione?

“Quelli che mi accompagnarono durante l’adolescenza. Tolkien, Wilbur Smith, Patrick O’Brian. A loro devo il gusto per l’avventura e, in un certo senso, anche per l’epica. Se ne sono aggiunti poi tantissimi altri, ma credo che i primi mi abbiano davvero definito come scrittore”.

Quale scintilla l’ha portata a scrivere Il coraggio salpa a mezzanotte?

Andrea Atzori

Un viaggio alle Isole Shetland – setting del romanzo insieme alla Norvegia. Mi appassionai alle vicende del Bus delle Shetland, episodio della Seconda guerra mondiale poco noto dalle nostre parti, ma davvero toccante.

 

Sono stato marinaio per breve tempo, e lo rimango nel cuore, così pensai che mi sarebbe piaciuto portare ai giovani lettori italiani la storia dei coraggiosi capitani norvegesi che lottarono per la Resistenza contro i nazisti. Passarono anni da quel viaggio, poi – grazie a una chiacchierata con un collega – si aprì la possibilità di scrivere un romanzo. Così è nato Il coraggio”.

 

Come nasce il personaggio di Haakon?

Haakon: il ragazzo con il nome del Re. In Norvegia, durante la guerra, il Re era Haakon VII. Amatissimo dalla gente, il suo simbolo era disegnato sui muri in spregio all’invasore. Il Re andò in esilio a Londra, ma non si arrese mai formalmente, né lo fece il suo popolo. Ecco, volevo che il giovane protagonista, pensando al proprio nome, sentisse un richiamo implicito al coraggio necessario a compiere ogni scelta difficile, soprattutto quando è una scelta giusta e imprescindibile”.

Se il protagonista del romanzo potesse assomigliare a un personaggio della Divina Commedia, quale sarebbe?

“Domanda curiosa. Be’, sicuramente Dante. A volte, per quanto si faccia di tutto per vivere in pace, la ‘selva oscura’ si spinge sino alla soglia di casa propria. Allora fare finta di niente non porterebbe a nulla; bisogna aprire il cancello, partire e affrontarla. È la storia di ogni essere umano”.

Il libro sarà presentato anche nelle scuole?

“Me lo auguro. Pur essendo godibile per chiunque, il romanzo ha nei ragazzi delle scuole medie il suo target di collana (Einaudi ragazzi – Carta bianca). Io lavoro spesso con le scuole e mi auguro che possa farlo anche in questa occasione. A suo modo Il Coraggio, nonostante sia un romanzo storico, affronta temi di pressante attualità“.

Secondo lei, quale potrebbe essere la colonna sonora di questo libro?

“Posso giusto accennare a quali artisti ho ascoltato per ispirarne la stesura. Tra questi c’è Cathie Ryan, cantautrice irlandese di musica folk. Non scozzese, né norvegese, ma in qualche modo le sue canzoni mi hanno aiutato a ricordarmi delle distese verdeggianti e spoglie delle lontane Shetland, con quel tocco di malinconia che questa storia possiede sino alle sue pagine finali. Se invece dovessi dire una canzone sola, allora sarebbe That Moon Son, di Gregory Alan Isakov”. Buon ascolto e buona lettura!”.

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