‘Il fiore e la pietra’ di Giuliano Dall’Ò
Il fiore e la pietra
di Giuliano Dall’Ò
(2026, Santelli editore)
Chi è l’autore
Laureato in Architettura al Politecnico di Milano nel 1980 inizia la sua carriera accademica nel 1993 nel settore di Fisica Tecnica Ambientale. Vive e lavora a Milano dove affianca l’attività di professore universitario al Politecnico alla scrittura.
Giornalista pubblicista, unisce alla sua opera riflessione esperienza e sguardo sul reale. Oltre a questo, ha pubblicato altri romanzi con successo di pubblico e critica.
Di cosa parla il libro
La storia si svolge in una sola giornata a Xi’an, antica capitale imperiale della Cina. In una mattina d’autunno dove il sole non sapeva se restare o andarsene, il protagonista vedrà cambiare in poche ore la sua vita.
Anche Yue, la donna che condivide con lui la quotidianità, inizia una nuova giornata mentre intorno a loro la città scorre nel suo ritmo antico e paziente dove ogni gesto, ogni incontro, diventa parte di un percorso di consapevolezza e di trasformazione.
Due solitudini che convivono e che dovranno far fronte ad un evento inaspettato che li costringerà a prendere decisioni importanti e rivoluzionare le loro vite.
Il fiore e la pietra è il racconto di un giorno e di un’esistenza, dove Oriente e Occidente si sfiorano come due linee che cercano un punto d’equilibrio. Con una scrittura limpida e misurata, Giuliano Dall’Ò intreccia amore, silenzio e rinascita in una storia sull’attesa, sul coraggio delle scelte e sulla fragilità dei legami che danno senso alla vita.
Cosa ne penso
Ispirato ad una storia vera, questo breve romanzo si svolge nel presente e lascia nell’animo del lettore tante sensazioni. Prima fra tutte una malinconia crepuscolare serena e naturale, una delicatezza esistenziale. L’inesorabile scorrere dell’esistenza umana appare tormentato da disillusioni, mancanze, solitudine.
La vita dei protagonisti appare rarefatta e sognata. Non si percepisce però il senso gozzaniano del non vissuto, bensì di non realizzato, quasi morto sul nascere. Ma poi, nonostante dubbi e paure, c’è la rinascita, la speranza, la voglia e la necessità di guardare avanti, di scuotersi dal torpore. Anche se ciò significa sgretolare il presente. La scrittura piana, ma coraggiosa, trasforma le emozioni in parole restituendoci una storia che lascia il segno.
A completare questi stati d’animo emerge Xi’an: silenziosa, suggestiva, ricca di vibrazioni e luce. Un crocevia di anime ed epoche dove il passato imperiale si fonde con la vivacità moderna e il tempo prende una connotazione diversa, più intima.
‘La scelta di Xi’an – dice l’autore – non è stata casuale, perché ho vissuto in questa città e ci ho lasciato il cuore. È una città che non si dimentica’.
La storia di Giuliano Dall’Ò parte da una condizione intimista di esperienze personali, ma anche filosofica della vita e del mondo e si fa universale, accomunandoci tutti. Leggendola si può trovare qualcosa che ci riguarda. Non c’è nulla da interpretare, né da sostenere, soltanto da condividere perché trasmette verità, tocca bene le corde del cuore alle quali non si può sfuggire.
Recensione a cura di Dianora Tinti, scrittrice e giornalista.





