Nuova teoria Odissea: intervista esclusiva a Girolama Sansone

Nuova teoria Odissea: intervista esclusiva a Girolama Sansone


I Viaggi di Ulisse e le Isole Egadi

di Girolama Sansone

Prefazione Aldo Cazzullo

(Quick edizioni, 2026)


Ipotizzare che l’Odissea sia stata scritta da un’autrice di Trapani e che le rotte di Ulisse si snodino tra la costa trapanese e l’arcipelago delle Egadi. E’ questo il suggestivo percorso tra mito, storia e paesaggio tracciato da Girolama Sansone in I viaggi di Ulisse e le Isole Egadi, nuova edizione del saggio da lei pubblicato nel 2005.

Senza alcuna pretesa di risolvere il mistero sulle origini dell’Odissea, l’autrice, grande conoscitrice dell’arcipelago, vede nelle isole di Marettimo, Favignana e Levanzo oltre che in Trapani, un potenziale punto di riferimento geografico per decifrarne alcuni passi. Con il conforto della teoria proposta da Samuel Butler, Girolama Sansone offre un nuovo punto di vista.

Lo scrittore inglese già nel 1897 sostenne che l’Odissea non fu scritta da Omero. Secondo lui il poema fu composto da una giovane donna vissuta a Trapani. Questa avrebbe inserito nel testo i luoghi della sua terra e un proprio autoritratto nel personaggio di Nausicaa.

Con piacere intervistiamo l’autrice, Girolama Sansone, per saperne di più su questa teoria che, sulla scia del kolossal sull‘Odissea di Nolan, sta suscitando grande interesse.


Chi è Girolama Sansone

Girolama (detta Lella) Sansone è nata nel 1960 a sull’isola d’Elba a Marciana Marina (Li) dove ha vissuto per diversi anni. Attualmente è residente ad Erice in Sicilia.

 

Scrittrice e poetessa, ha conseguito la laurea magistrale in Scienze dell’educazione presso la facoltà di Scienze della formazione dell’Università degli studi di Palermo e svolge la professione di insegnante.

 

A destra Girolama Sansone

Studiosa dell’Odissea, nel 2005 ha pubblicato il saggio I viaggi di Ulisse e le isole Egadi dove ha evidenziato il ruolo delle isole Egadi all’interno del poema omerico, riallacciandosi alla teoria sull’origine trapanese dell’Odissea elaborata dallo scrittore inglese Samuel Butler alla fine dell’Ottocento.

 

Ha pubblicato anche due romanzi “Sotto il cielo stellato” (Marcianum Press) con il quale ha vinto il concorso letterario Angelo Musco di Milo e “Per chi se non per te” ( Pegasus Edition) vincitore del concorso letterario Pegasus Golden Selection.


Questo libro è la nuova edizione di un saggio che lei aveva scritto diversi anni fa. Come nacque l’idea? E perché questa nuova veste?

L’idea di scrivere questo libro è nata dopo la lettura di un piccolo paragrafo di una guida intitolata Marettimo – L’isola sacra scritto da Rino Maiorana. Per la prima volta sono venuta a conoscenza della teoria sull’origine trapanese dell’Odissea elaborata dallo scrittore inglese Samuel Butler.

L’iniziale curiosità, si è trasformata nel desiderio di approfondire l’argomento il giorno in cui sono entrata per la prima volta nella Grotta del Genovese a Levanzo, la più piccola delle isole Egadi. Sono rimasta folgorata. Non solo dai graffiti dalle pitture rupestri che testimoniano la presenza dell’uomo in quel lembo di terra durante il Paleolitico e il Neolitico, ma dalla sensazione che ho provato. Quasi una visione, dove ho percepito chiaramente che in quella grotta l’Odissea era di casa.

Mi è stato proposto di fare una nuova edizione del testo a seguito del grande impatto mediatico che ha avuto il kolossal Odissea di Christopher Nolan, in parte girato a Favignana. La scelta di quest’isola a mio avviso non è stata casuale, ma frutto di uno studio approfondito del territorio trapanese. Sono convinta che Nolan era già a conoscenza della teoria di Samuel Butler.

Cosa ha trovato di particolare nella teoria di Samuel Butler sull’origine trapanese dell’Odissea, tanto da farla sua?

La teoria elaborata da Samuel Butler si è incontrata con il mio interesse nei confronti delle isole Egadi. Io sono nata a Marciana Marina, piccolo paese dell’isola d’Elba, ma le mie origini sono siciliane. Quando la mia famiglia ha deciso di tornare a vivere a Trapani io mi sono sentita come un pesce fuor d’acqua. Non conoscevo la Sicilia, né la lingua siciliana, gli usi e le abitudini di questo popolo straordinario.

 

Con il tempo ho imparato ad amare questa terra e ad interessarmi sempre più della sua storia in cerca delle mie origini. Da anni frequento le isole Egadi (ha una bella casa estiva sull’isola di Marettimo, ndr) e posso dire di conoscerle bene sotto ogni punto di vista. Ho scommesso sul fatto che proprio le isole Egadi dovessero rivestire un ruolo centrale all’interno di questa teoria, ruolo non ancora adeguatamente definito dalle ricerche precedenti. E così ho sposato la causa, mi sono messa subito all’opera e dopo anni di studio sono giunta all’elaborazione di questo saggio.

Cosa rappresenta l’omerica isola di Itaca?

Itaca nella metafora della vita che l’Odissea rappresenta la meta di Ulisse. In generale credo rappresenti il fine ultimo a cui ogni uomo aspira. Non si tratta necessariamente di un luogo fisico, ma di ciò che spinge ogni essere umano ad andare avanti lungo il cammino della sua esistenza. È l’essenza della vita, il posto dove l’uomo realizza se stesso. Itaca è il punto di partenza del viaggio e nello stesso tempo punto d’arrivo.

Isola di Marettimo, foto di Matteo Artusi

Come Ulisse, ognuno di noi nella propria vita deve fare i conti con giganti e ciclopi, maghe Circe, Eoli, Sirene e mostri marini come Scilla e Cariddi. Deve misurarsi con le Calipso e le Nausiche di turno prima di giungere ad Itaca, prima di comprendere il senso della vita stessa.

 

Attraverso l’analisi delle descrizioni topografiche e delle tradizioni locali, l’autrice Girolama Sansone offre una prospettiva diversa su uno dei più grandi racconti della letteratura mondiale, accompagnando il lettore in un viaggio tra storia, mito e territorio…” dice Aldo Cazzullo nella prefazione. Anche lei nello scrivere questo libro ha affrontato un lungo viaggio, metaforico e fisico, avendo fatto molte ricerche anche sul campo. Cosa le è rimasto di tutto questo?

l percorso che ho seguito per giungere alla scrittura di questo saggio è stato molto complesso e impegnativo. Ho dovuto studiare in modo approfondito l’Odissea, consultare testi antichi e moderni mettendoli a confronto tra di loro e anche con le caratteristiche topografiche delle isole Egad. Non ho potuto trascurare alcun dettaglio o perdere di vista il nesso tra storia, mitologia e territorio.

Cosa mi rimane di tutto questo? Un amore smisurato verso la Sicilia occidentale che mi sta accompagnando nel mio viaggio personale verso la mia Itaca.


Intervista a cura di Dianora Tinti, scrittrice e giornalista.


 

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