Pittura e scrittura: ‘Tra l’incudine e il martello’ di Alfredo Catarsini

Pittura e scrittura: ‘Tra l’incudine e il martello’ di Alfredo Catarsini


Tra l’incudine e il martello
di Alfredo Catarsini
curato da Elena Torre, prefazione di Vittorio Sgarbi
(La Nave di Teseo, 2026)


Chi è Alfredo Catarsini

Alfredo Catarsini(Viareggio, 1899-1993) inizia a dipingere molto presto e, ancora ragazzo, a Parigi incontra Amedeo Modigliani. Nel ’39 vince il Premio Cremona e partecipa alle Biennali di Venezia e alle Quadriennali romane dal ’42 al ’59. Moltissime le mostre in Italia e all’estero, tra cui Palazzo dei Diamanti, Palazzo Strozzi, Museo di Milano e Salon Babylone a Parigi, fino al 1991.

Trova ispirazione dalla sua terra, con la quale mantiene un profondo legame. L’incessante ricerca pittorica lo porta dall’arte figurativa ad approdare a due originali sue espressioni: il Riflessismo e il Simbolismo meccanico. Noto soprattutto per l’attività di pittore, disegnatore e ritrattista, dal 2005 un suo Autoritratto è alla Galleria degli Uffizi.

Catarsini fu anche un apprezzato scrittore: Giorni neri è il suo primo romanzo, pubblicato nel 1969. La sua lunga vicenda pittorica e umana si conclude a Viareggio il 28 marzo 1993, dopo aver studiato, scritto e disegnato fino alla fine dei suoi giorni. Nel giugno 2020 è nata la Fondazione Alfredo Catarsini1899.

Di cosa parla il libro

Il romanzo di Catarsini ci riporta nella Viareggio degli anni Venti, tra darsene, officine e l’eco delle lotte operaie.

 

Il protagonista è Gregorio, un giovane fabbro che sogna di trasformare il ferro in arte, ma che si ritrova a fare i conti con il soffocamento delle libertà imposto dal nascente regime fascista.

Autoritratto Alfredo Catarsini

Cosa ne penso

Dopo il successo di Giorni neri – edito negli anni Sessanta del Novecento e ripubblicato nel 2021 -, è tornata in libreria la voce letteraria del pittore viareggino Alfredo Catarsini, autore di un’opera civile sulla libertà e il dissenso. Inserito, qualche giorno fa sulle pagine de La Lettura (l’inserto domenicale del Corriere della sera) è annoverato tra gli scrittori più importanti della Versilia.

Con lo sguardo profondo di un artista capace di eccellere sia nel segno pittorico sia nella parola scritta, Catarsini riesce a «dipingere le parole e far parlare i colori», tratto che evidenzia una capacità di intuizione pari a quella del suo maestro Viani nel raccontare non solo ciò che si vede, ma soprattutto ciò che si sente.

Scritto originariamente negli anni Settanta, e rivisto dallo stesso autore nel 1984 che ne affidò la cura futura alla nipote Elena, Tra l’incudine e il martello nasce dalla volontà di testimoniare le «continue agitazioni di piazza» che segnarono il dopoguerra italiano

Attraverso una scrittura limpida e profondamente visiva, l’autore costruisce un racconto potente di memoria civile, popolato da figure memorabili definite dall’autore stesso come «esseri anarcoidi, intelligenti e analfabeti».

 

Non mancano riferimenti autobiografici toccanti, come la prigionia del fratello Gino o la figura imponente del maestro Lorenzo Viani. A questo proposito di recente Vittorio Sgarbi disse che nel libro «Catarsini condivide con Viani il radicamento viareggino, l’attenzione al mondo del lavoro e un’idea dell’arte come riflesso di una verità umana concreta, prima che come puro esercizio di stile».

Un libro che ha le potenzialità per piacere e interessare un vasto pubblico.


Recensione a cura di Marco Ferri, addetto stampa


 

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