‘Suona e vivrai. Le ragazze dell’orchestra di Auschwitz’

‘Suona e vivrai. Le ragazze dell’orchestra di Auschwitz’


Suona e vivrai
Le ragazze dell’orchestra di Auschwitz
di Alessandra De Fiori
(Santelli editore, 2025)


Chi è l’autrice

Alessandra De Fiori, nata nel 1967, vive in provincia di Bergamo dove è Dirigente Scolastica di un istituto comprensivo. Da sempre attiva nell’avvicinare i propri studenti al tema della Shoah, ricerca e narra storie vere. Suona e vivrai – Le ragazze dell’Orchestra di Auschwitz è il suo terzo romanzo, dopo Il capostazione di Tradate (2021) e Una storia da raccontare (2024).

Di cosa parla

Siamo a Auschwitz Birkenau, nel 1943. La potente Oberaufseherin SS Maria Mandl decide di costituire un’orchestra femminile nel campo; incarica dunque le funzionarie di reclutare le musiciste tra le prigioniere. Gli inizi sono difficili, perché le giovani scelte non sono professioniste, e ben presto si diffonde la paura che la Mandl le mandi tutte a morte.

 

La SS Maria Mandl

Ma quando, nel luglio del 1943, ad Auschwitz fa il suo arrivo la famosa violinista Alma Rosè, tutto cambia. Capace, rigorosa, ma anche sensibile e attenta, Alma riesce in poche settimane a reclutare altre musiciste e ottenere prestazioni di altissimo livello. E Maria Mandl mostra la propria soddisfazione concedendo all’orchestra straordinari privilegi come cibo più abbondante, abiti caldi, una doccia ogni giorno.

 

Mentre nel resto del campo si compie uno sterminio senza precedenti, la baracca dell’orchestra diventa così un luogo di salvezza, dove preservare ciò che resta della propria dignità e umanità, e dal quale Alma Rosè tiene alla larga la disperazione.

 

Perché lei sa che oltre la baracca della musica non c’è altro che Birkenau, con la sua follia e la sua violenza, e che l’unico modo per sopravvivere è suonare.

Cosa ne penso

Si tratta della vera storia dell’orchestra femminile di Auschwitz, ricostruita grazie alle testimonianze di alcune sopravvissute e a rigorose ricerche storiche. La fantasia riguarda solamente fatti minori, il resto è ciò che accadde, dice l’autrice nelle ‘Note finali’ del libro.

Tanto (per fortuna, perchè la memoria deve essere preservata) è stato scritto sulla II Guerra mondiale e follia nazista, ma la vicenda di queste giovani donne deportate, organizzate in un’orchestra e costrette a suonare per i nazisti, è fra le meno conosciute. Ben venga quindi questa pagina nascosta tra le pieghe della storia dove la musica salva. Forse per una manciata di giorni ma salva, rimandando la camera a gas, le torture, i soprusi. Ma come vivevono le prigioniere dalla bravura eterogenea che, ironia della sorte,devono esibirsi proprio per i loro carnefici? Cosa provano nei confronti delle altre deportate meno fortunate di loro? Quali scontri avvengono all’interno di ognuna di loro?

Abbiamo avuto una possibilità di sopravvivere solo grazie al capriccio di una Oberaufseherin. Ma non siamo noi le responsabili delle

Alma Rosè

sofferenze inflitte alle prigioniere di questo campo; e quelle sofferenze non si allevierebbero se l’orchestra non esistesse – dice una di loro.

Ecco, ciò che affascina in questo libro è la perfetta armonia tra evidenza storica e psicologia dei personaggi. L’autrice non racconta solo i fatti, fa entrare il lettore nel cuore delle protagoniste. Sembra quasi di percepire la loro paura, il loro terrore e le fragilissime speranze che le tenevano in vita in mezzo all’orrore. E anche le difficoltà, i conflitti interiori di Alba Rosè che a dispetto di tutto riesce a tenere insieme l’orchestra, a mantenere gli equilibri tra le diverse personalità. Perché un dubbio o una debolezza d’animo può costare la vita a lei o alle altre.

Credo che nessuno di noi possa comprendere o calarsi fino in fondo nella mente di quelle milioni di persone che hanno rappresentato, loro malgrado, uno dei momenti più bassi del cammino umano. Solo chi ha vissuto quella situazione sa cosa vuol dire impotenza assoluta, trattamenti tra i più crudeli, degradazione umana, fame e sete.

Un libro realistico, schietto, senza orpelli letterari. Tuttavia morbido e semplice che lascia sì l’amaro in bocca, ma anche quel filo di speranza che fa ancora credere nel genere umano.

Una storia che non lascia indifferenti.

Una storia che ci ricorda con quanta superficialità noi tutti tendiamo a cancellare dalla memoria gli aspetti più vergognosi delle vicende umane.

Una storia da custodire e tramandare.


Recensione a cura di Dianora Tinti, scrittrice e giornalista.


 

Condividi:

Post correlati

Il nuovo thriller di Marco Alberici: ‘Assassini’

Il nuovo thriller di Marco Alberici: 'Assassini'


Il nuovo thriller di Marco Alberici: 'Assassini'

Assassini. Cronaca di una notte all'Altea d'oro di Marco Alberici (2026, Amazon Indipendent Publishing) Chi è Marco Alberici È nato a Boretto in provincia di Reggio Emilia nel 1965. Dopo la laurea in Economia e commercio, all’università di Parma, ha iniziato a lavorare in...

‘Vendetta mortale’ di Melinda Leigh

'Vendetta mortale' di Melinda Leigh


'Vendetta mortale' di Melinda Leigh

Vendetta mortale di Melinda Leigh (Indomitus Publishing, 2026) Chi è l’autrice Melinda Leigh è un'autrice bestseller di Amazon e del Wall Street Journal, nota per i suoi avvincenti romanzi di suspense e i suoi personaggi ben delineati. Con la serie thriller poliziesca dedicata...

‘La città dalle finestre chiuse’ di Sara Notaristefano

'La città dalle finestre chiuse' di Sara Notaristefano


'La città dalle finestre chiuse' di Sara Notaristefano

La città dalle finestre chiuse di Sara Notaristefano (Les Flâneurs Edizioni, 2026) Chi è Sara Notaristefano Nata a Taranto nel 1980, ha vissuto a Merano prima di rientrare nella sua città, dove insegna Lettere. Collabora con riviste di critica letteraria e ha curato...

Lascia un commento