Paperino e la leggenda delle pietre rotolanti

Paperino e la leggenda delle pietre rotolanti

Blasco pisapia

“If you can dream it, you can do it” (Walt Disney)

Blasco Pisapia, sceneggiatore, illustratore, personaggio manieristico della scena Disneyana.

 

Esattamente ottanta anni fa, presso la sala gremita del Carthay Circle Theatre, venne proiettato il primo film di animazione prodotto dal genio creativo di Walt Disney : Biancaneve e i sette nani. Le prime parole che udirono gli spettatori furono: C’era una volta…

Seguendo questo spirito, con grande piacere, vi presento questa avvincente storia dal titolo: Paperino e la leggenda delle pietre rotolanti  e, come prevede la tradizione Disney, tutto è nato da una raccolta di favole.

 

Un ringraziamento speciale a Fausto Bailo che l’ha intervistato per noi e alla Premiata Libreria Marconi di Bra (Cn) che, come sempre, ha collaborato fattivamente.

Quando è scaturita in lei la passione per l’illustrazione?

“Ho cominciato a disegnare da piccolissimo, come fanno tutti. A tutti i bambini piace disegnare: è un linguaggio espressivo immediato e molto divertente. Tutti i bambini, o quasi, sono appassionati di disegno. Bisognerebbe chiedersi, piuttosto, come mai crescendo non si disegna più”.

Quali fumetti leggeva in tenera età?

“Da piccolo, leggevo soprattutto ‘Topolino’, proprio come adesso. Mi piaceva il settimanale, ma adoravo anche i ‘Classici’ e il ‘Super almanacco’, che mi permettevano di esplorare il meglio delle storie di qualche decennio prima. È tramite queste pubblicazioni che quelli della mia generazione hanno scoperto Barks, Gottfredson e le più belle Grandi Parodie della scuola italiana”.

Come è nata la storia: Paperino e la leggenda delle pietre rotolanti?Blasco Pisapia

“L’idea per questa storia è nata diversi anni fa. Avevo per le mani un volume di leggende bretoni, e mi imbattei in un racconto che sembrava fatto apposta per i paperi, ma passarono alcuni anni prima che buttassi giù il soggetto.

 

Si tratta del primo soggetto che io abbia mai inviato in redazione, ma non giunse mai a destinazione: quando la spedii, il caporedattore a cui era destinata aveva da poche settimane lasciato il suo incarico, ma io non potevo saperlo. Si parla di anni in cui la posta era ancora ‘cartacea’, e suppongo che la missiva sia stata (letteralmente) cestinata”.

La storia Paperino e la leggenda delle pietre rotolanti, possiamo considerarla un suadente omaggio alle leggende celtiche?

“Amo molto frequentare i racconti e le leggende popolari. Talvolta, in essi si trovano temi e motivi che risuonano nel profondo di ciascuno di noi. È per questo che Italo Calvino affermava, con qualche ragione, che le fiabe sono vere. La Bretagna è una terra ricca di leggende che mi incuriosisce molto, ma che non ho mai visitato. Scrivendo questa storia, ho contratto con essa una specie di debito, per cui spero di andarci prestissimo”.

Quanto tempo ha richiesto la realizzazione di questa storia?

“Potrei dire che questa storia mi ha richiesto vent’anni esatti, e non starei mentendo del tutto perché, come raccontavo prima, la prima stesura del soggetto risale a tanto tempo fa. Chi può dire quanto, negli anni successivi, la storia si sia arricchita, a furia di stazionare in un angolino della mia testa”?

Progetti per il futuro…

“Per il futuro, ci sono un po’ di storie già appuntate in forma embrionale. Alcune, come quella di cui abbiamo parlato, si trovano da anni in attesa, aspettando che qualcuno chiami il loro numero, come alla posta. A volte, però, proprio come alla posta, una storia arrivata per ultima si intrufola e passa davanti a tutti, senza rispettare la fila. Al momento, in verità, devo dire che sono fermo con i fumetti: per qualche settimana ancora, mi dedicherò a un progetto editoriale disneyano di cui non posso ancora parlare”.

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