La vita di Reinhold Messner in un fumetto

La vita di Reinhold Messner in un fumetto

Michele Petrucci

Michele Petrucci

Michele Petrucci, giovane astro nascente dell’ illustrazione italiana, nel 1999 si unisce alla studio Innocent Victim e pubblica la sua prima opera dal titolo: Keires.

 

Sulla spinta di questo primo, e apprezzato, lavoro realizza l’anno successivo il volume: Sali d’argento. Entrambi i libri approdano sia su mercato francese che americano.

 

La sua ascesa continua come un’onda inarrestabile: nel 2001 illustra il volume I giochi della morte, edito da saldaPress, poi Numeri, edito da Magic Press. Nel 2002 riceve il premio Nuove strade alla manifestazione Napoli Comicon. Seguono altri appassionati lavori.

Nel 2017 esce la graphic novel Messer. La montagna, il vuoto, la fenice (Coconino Press). Un volume che non può mancare nelle biblioteche degli appassionati.

 

Ringrazio Fausto Bailo per questa bella intervista e la Premiata Libreria Marconi di Bra (Cn) che, come sempre, ha collaborato fattivamente.

Quando è nata la sua passione per l’illustrazione?

“La mia passione per il disegno è nata da piccolo come nella maggior parte delle persone. Ma al contrario di molti io ho continuato a coltivarla”.

Quando è nata l’idea di creare una graphic novel  basata sullaCover MESSNER 72 vita di Reinhold Messner?

“Nel 2013 ho fatto una camminata di 3 giorni per le strade secondarie della mia provincia (ndr, Pesaro Urbino). In quell’occasione ho visto una video intervista a Messner dove lui parlava del camminare.

 

Diceva cose molto interessanti e condivisibili  così, incuriosito, ho fatto qualche ricerca su di lui. Ho scoperto una vita incredibile e tanti punti in comune tra la sua visione di avventuriero e la mia di artista”.

Quando è avvenuto il suo incontro con Reinhold Messner?

“Un anno dopo: Soltanto nel 2014 sono riuscito a incontrarlo per proporgli una biografia. L’iniziale diffidenza verso un mezzo espressivo che non conosceva è subito diventata interesse e collaborazione”.

Partendo dalle prime scalate per arrivare sino alla attraversata del deserto di Gobi, quanto è stato complesso narrare la vita di una icona come lui?

“Questa era la prima volta che affrontavo una biografia a fumetti e il fatto che il soggetto fosse una leggenda vivente ha complicato di certo le cose.

 

Come dicevo, la vita di Reinhold Messner è complessa e difficilmente riassumibile. Ho cercato di raccontare quello che ho ritenuto più straordinario e, in qualche maniera, interessante anche per me come artista.

 

Il rapporto con la natura, la totale devozione a un progetto e alla sua realizzazione, qualunque esso sia, per esempio. Il raggiungimento di una vetta, la traversata di un deserto o la costituzione di un sistema museale della montagna.

 

Ho lavorato sulle parole di Messner stesso, attingendo a interviste e ai suoi libri e ho usato il montaggio delle scene utilizzando molti salti temporali, come strumento per creare quel pathos necessario per tenere avvinto il lettore alla storia”.

messner paginaQuali illustrazioni rappresentano meglio la sintesi di una vita totalmente votata al rispetto e al tempo stesso alla conquista della natura?

“Non è facile rispondere. Forse sceglierei quella dove Messner scala una vetta innevata camminando caparbiamente, a testa bassa. Oppure la sua mano che afferra la roccia che è un po’ il trait d’union del libro”.

Quale genere musicale riassume meglio il carattere della sua graphic novel?

“Durante la lavorazione del libro ho ascoltato molto CSI di Giovanni Lindo Ferretti (che cito anche all’inizio del secondo capitolo). Una musica, una nenia quasi ancestrale”.

Progetti per il futuro…

“Al momento ci sono almeno 3 idee di libri che stanno cercando di prevalere una sull’altra. Probabilmente non sarà un’altra biografia ma una storia di fiction”.

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