Oskar Schindler il Giusto di Nicoletta Bortolotti

Oskar Schindler il Giusto di Nicoletta Bortolotti

La memoria va alimentata come il fuoco della vita, che esso sia il piatto cucinato dalla nonna, il primo abbraccio ricevuto dalla mamma in un brutto momento, il primo bacio dato a una ragazza, tutto quello che hai visto, ricordalo, perché tutto quello che dimentichi, ritorna a volare nel vento (Fausto Bailo)

L’incredibile vita di Oskar Schindler è balzata agli onori della cronaca grazie all’incontro del tutto casuale tra lo scrittore australiano Thomas Keneally e Leopold Pfefferberg, sopravvissuto allo sterminio grazie a Schindler. Keneally fu colpito dalla storia che l’amico gli raccontò e, stabiliti contatti con gli altri «ebrei di Schindler», dalle loro preziose testimonianze scrisse il romanzo La lista di Schindler uscito nel 1982, da cui fu tratto il film Schindler’s List diretto da Steven Spielberg.

Da pochi mesi è uscito un piccolo prezioso libro per ragazzi dal titolo: Oskar Schindler il Giusto (Einaudi) scritto da Nicoletta Bortolotti e illustrato da Iacopo Bruno.

Nicoletta Bortolotti

Nicoletta Bortolotti

Nicoletta Bortolotti nasce in Svizzera, ma è italiana d’adozione. Vive a Milano dove lavora presso Mondadori. Si occupa della parte redazionale che riguarda i lavori dedicati alle serie per ragazzi, ma non solo.

È autrice di diversi libri, ha scritto e pubblicato per le case editrici italiane più importanti: da Mondadori a Baldini & Castoldi, passando per Sperling & Kupfer.
Ha curato molte storie per ragazzi con grande successo di critica e pubblico.

Ringraziamo ancora una volta Fausto Bailo per questa bella intervista e la Premiata Libreria Marconi di Bra (Cn) che, come sempre, ha collaborato fattivamente.

Quale è stata la scintilla che l’ha portata a scrivere il libro Oskar Schindler il giusto?

“Ho sempre nutrito un particolare interesse verso il periodo storico della Seconda guerra mondiale e dell’avanzata in Europa del nazismo. Mia nonna era di origine ebrea, ma si è salvata grazie al fatto che aveva sposato un medico svizzero e viveva nella Confederazione Elvetica. Il romanzo “In piedi nella neve” (Einaudi ragazzi) si ambienta a Kiev nel 1942 e racconta la storia della leggendaria “partita della morte”, la partita di calcio che giocarono i campioni del Dynamo Kiev contro i tedeschi.

“La bugia che salvò il mondo”, in prossima uscita sempre per Einaudi ragazzi, narra invece del medico Giovanni Borromeo, primario del Fatebenefratelli a Roma, che strappò alla deportazione molti ebrei ricoverati raccontando alle SS di una malattia inesistente, il morbo di K.  Se in questi due romanzi ho mescolato la fiction con la realtà storica in modo da coinvolgere il pubblico giovanile con una trama il più possibile avvincente innestata su una solida ricerca delle fonti, Oskar Schindler è Storia allo stato puro. Non ho dovuto inventare nulla perché nel suo caso la realtà supera davvero la fantasia…

Oskar Schindler

Oskar Schindler

Inoltre non esisteva un libro che narrasse ai ragazzi, con un linguaggio semplice ma non banale, questa vicenda epica e incredibile, forse una delle più grandi e simboliche di tutta la tragedia dell’Olocausto.

 

Il capolavoro cinematografico di Spielberg contiene passaggi drammatici molto forti e inoltre si concentra per la resa filmica sugli snodi decisivi della vita di Schindler, isolandoli quasi in splendidi fotogrammi.

 

Ma la vita dell’imprenditore tedesco scorreva anche nei binari meno lucenti della quotidianità, tra fatture, conti da pagare, liste di operai, burocrazia, e regali comprati al mercato nero, tangenti diremmo oggi, che lo portarono alla rovina per corrompere gli alti gerarchi di Hitler riuscendo in questo modo a salvare gli ebrei impiegati nella sua fabbrica di stoviglie e munizioni. Il libro a cui il film si è ispirato, e la sua stesura meriterebbe un altro romanzo, “La lista di Schindler”, è un’inchiesta giornalistica piuttosto complessa nel linguaggio e nell’assemblamento delle testimonianze, di impegnativa lettura per chi non è adulto”.

Come è nata l’idea di trasformare il contabile Itzhak Stern nella voce narrante del libro.

“Confesso che all’inizio mi sono sentita sovrastata da un personaggio così grandioso e contraddittorio. Schindler si era iscritto inizialmente al partito nazista e poi lo aveva combattuto dall’interno.

Andava a cena con gli alti gerarchi del regime, in particolare con il sanguinario boia Amon Ghot, li illudeva della sua amicizia per ottenere contratti per la sua fabbrica e intanto si faceva beffe di loro, li utilizzava per nascondere e proteggere i suoi operai.

Amava sua moglie ma anche le belle donne, amava bere e mangiare in compagnia, e non perse l’entusiasmo per la vita quando la vita intorno a lui moriva. Fino all’atto finale, in cui grazie alla celeberrima Lista, riuscì addirittura a strappare 1100 persone al campo di concentramento. Un’impresa impossibile per chiunque, all’epoca, che ha davvero del miracoloso.

Non trovavo un tono adeguato per raccontare ai ragazzi una storia così dura e complessa, che andava a a svelare le radici più nascoste del nazismo come “sistema”. Un sistema violento e corrotto anche al suo interno e non solo nei confronti degli ebrei o dei popoli occupati. Un sistema in cui si poteva comprare tutto, perché niente in realtà aveva valore.

In questo senso mi è stato di grande aiuto lo staff dell’Einaudi ragazzi che mi ha incoraggiato a proseguire con la voce narrante di un uomo anziano a metà fra il saggio e il nonno, che prende per mano un bambino e racconta l’avventura umana di Oskar quasi come una favola: il contabile ebreo e studioso del Talmud Itzhak Stern, migliore amico di Schindler”.

Quanto è stato importante il lavoro di ricerca storica per la realizzazione di questo libro?

“Moltissimo. La ricerca storica è la base di tutti i miei libri e non si concentra solo sugli aspetti centrali della vicenda, ma anche sui dettagli che concorrono a ricostruire un ambiente, lo scorcio di una via, il pensiero di un protagonista, un vestito, un’epoca.

 

Per questo, oltre alle fonti per così dire ufficiali, quali libri, video e testimonianze, mi servo di foto d’epoca, utilissime per avere uno sguardo immediato su un mondo che non c’è più ma che continua a vivere nella memoria, immagini e anche diari turistici.

 

Quanti gradi c’erano nell’inverno del 1942 a Cracovia? Che tipo di freddo dovettero sopportare, oltre a tutte le altre inenarrabili sofferenze, gli ebrei nei ghetti e nei campi di concentramento? E fino a che mese dura la neve? A Kiev esistevano le vasche da bagno nelle case? Si portavano vasche colme di acqua calda nelle abitazioni…”

Lei incontra spesso gli studenti delle scuole, quali sono le domande che le porgono più di frequente?

“Gli incontri con i ragazzi sono sempre un’esperienza straordinaria, dalla quale torno con una ricchezza immensa. Le domande più frequenti riguardano l’ispirazione, la creatività, gli snodi di una storia.

Come hai iniziato a scrivere? Come e da che cosa ti viene l’ispirazione per un racconto? Poi se rivolgo le stesse domande a loro, scopro uno scrigno di storie, scopro che molti studenti hanno il loro romanzo “nello zaino” che attende solo di essere scritto o anche solo ascoltato come in un’antica tradizione orale.

E scopro che tra loro resistono tanti lettori, buoni lettori, nonostante l’assedio di internet  e dei videogiochi. E questo fa ben sperare. Poi, con la sorprendente e diretta autenticità dei giovani, mi rivolgono domande su aspetti molto più concreti dei mestieri legati alla scrittura. Chi prende i soldi dei diritti alla morte di un autore? Ma tu quanto guadagni? Un adulto non oserebbe mai rivolgere tali quesiti per pudore o imbarazzo. Ma l’unica moneta di scambio che chiedono i giovani è l’autenticità”.

Una scena del fim Schindler's List

Una scena del fim Schindler’s List

Nel mondo globalizzato di oggi dove aumentano i problemi sociali ed economici non c’è il rischio di ricadere nell’intolleranza?

“Credo che l’intolleranza sia insita purtroppo nella natura umana e quindi ogni epoca conosce le sue forme di intolleranza e cerca i suoi modi per estirparla. Ci sono poi periodi storici particolari in cui razzismo e sopraffazione possono esplodere con conseguenze catastrofiche com’è accaduto durante il nazismo, il momento dove il male ha travalicato ogni limite giungendo al suo culmine, al punto di non ritorno: la Shoah.

Non so se il sapere della storia possa proteggerci definitivamente, come una sorta di vaccino a lungo termine, dai rigurgiti di violenza razzista e intolleranza che anche oggi si manifestano, certo è che lo sguardo consapevole, la narrazione di ciò che è stato, soprattutto ad opera dei testimoni, sono la prima forma di resistenza eroica, di affermazione coraggiosa dei valori della vita e soprattutto del principio per il quale non ci sono vite più importanti di altre.

L’insegnamento di Schindler può essere attuale anche oggi, per esempio quando pensiamo ai migranti che sbarcano sulle nostre coste come a una massa indistinta di persone, a una sorta di immenso popolo senza volto, che rischia di intrappolarci nella distinzione fra “noi” e “loro”, alla radice di ogni efferata forma di razzismo.

Schindler il Giusto conosceva a uno a uno i suoi operai, ne sapeva i nomi, ne aveva ben presenti i singoli volti, tanto che dettò quasi a memoria la lista delle 1100 persone da salvare, perché allora non c’erano database o computer, tutt’al più polverosi archivi. La frase del Talmud incisa nel prezioso anello regalato a Oskar Schindler dai prigionieri liberati, dopo che uno di loro si era cavato un dente d’oro e lo aveva fuso, è significativa in tal senso: “Chi salva un solo uomo salva l’umanità intera”.

Quale personaggio della Divina Commedia può essere paragonato a Oskar Schindler?

Tiepolo-Cavallo-ditroia“Forse potrei paragonare Oskar Schindler  a Ulisse, per la grandezza eroica del personaggio, l’astuzia e l’intelligenza nell’ingannare i Troiani con il leggendario cavallo.

 

Anche Oskar fu astuto e intelligente nell’ingannare i nazisti, e anche lui fu assetato di vita e di conoscenza. Ma dovette ingannare il diavolo non tanto o non solo per vincere una guerra, bensì per salvare la sua vita e quella di migliaia di persone. Le Colonne d’Ercole oltre le quali Ulisse spinse la sua nave a un orizzonte sconosciuto, furono per gli 800 uomini e le 300 donne salvati da Oskar i cancelli dei campi di Gross-Rosen e di Auschwitz che si spalancarono di nuovo sul mare della vita. E dunque Oskar Schindler sarebbe certamente collocato in Paradiso”.

Quale frase può rappresentare meglio la presa di posizione contro i razzisti di ieri/oggi?

“Mi piace questa frase di William Faulkner: Vivere nel mondo di oggi ed essere contro l’uguaglianza per motivi di razza o colore è come vivere in Alaska ed essere contro la neve”.

Alla quale aggiungerei questa di Martin H. Fisher: Le lacrime di una persona rossa, gialla, nera, marrone e bianca sono tutte uguali

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