L’Odissea diventa Topodissea

L’Odissea diventa Topodissea

In ogni tempo, ad ogni età, una bella storia ci spaventa, ci appassiona, ci commuove! Insomma, ci emoziona! Proprio come questa avventura, perchè è la storia di chi vuole tornare a casa… Come tutti noi!
(Citazione Topoddiseo)

Sono trascorse quasi tre generazioni da quando gli uomini e donne del settimanale Topolino fecero quello fino ad allora sembrava impossibile: realizzare parodie di classici delle letteratura, sia europea che americana, come l‘Inferno dantesco, Don Chisciotte o Guerra e pace.

E ancora oggi il settimanale Topolino non smette di regalarci nuove emozionanti storie. Godiamoci quindi questa Odissea attraverso i suoi personaggi più celebri, l’abile sceneggiatura di Roberto Gagnor e le illustrazioni di Donald Soffritti (gentimente concesse a noi dalla Disney Italia).

Ringraziamo Fausto Bailo e la Premiata Libreria Marconi di Bra (Cn) per la collaborazione.

 

Intervista a Donald Soffritti

Quali sono stati i suoi primi passi nel mondo del fumetto?

“I miei primi e timidi passi nel mondo del fumetto li feci per caso su Sturmtruppen. Si, mi rendo conto che le parole come timido debutto è stato piuttosto forte, ma è andata così. Presentai alcuni elaborati al grande Bonvi, per caso, quando un mio carissimo amico e grande artista comico, Gianni Fantoni, mi disse che lo sarebbe andato a trovare.

 

Dopo aver analizzato i miei disegni Bonvi si soffermò su una versione fumettizzata di Chiambretti. Gli piacque, così mi chiese di approfondirlo, lui sarebbe stato disposto a pubblicarlo. Io di fumetto a livello pratico non ne sapevo quasi nulla… fino ad allora li avevo solo letti e basta. Imbastii una storiellina da dieci tavole che Bonvi, stagliuzzandola, la fece diventare di sei per ragioni di spazio e debuttai su Sturmtruppen N. 43 del dicembre 2003. Così iniziò la mia avventura nel mondo del fumetto”.

Quando è approdato alla Disney?

“Nel 1997, al secondo tentativo a distanza di tre anni l’uno dall’altro.
Il primo andò malissimo e avevano ragione loro. Mi rimisi quindi a lavorare nell’ombra e contemporaneamente dopo tre anni mi presero sia in Accademia Disney sia al magazine Prezzemolo, mascotte di Gardaland. Per quest’ultimo disegnai un paio di storie, una su testi miei e una di Alberto Savini.

Passai poi definitivamente in Disney dove feci il corso di fumetto all’ Accademia nel 1998 mentre, parallelamente, inchiostravo le matite di altri disegnatori, in particolar modo Turconi e Barbucci. Alla fine del 1999 iniziai l’avventura come disegnatore, avventura che continua tutt’ora”.

Come è nato il progetto che si è concretizzato con la pubblicazione del fumetto Topodissea?

“L’idea è tutta di Roberto Gagnor, io venni scelto come disegnatore potenzialmente adatto per un tipo di racconto avventuroso/umoristico, ovvero con azione e gag, dalla redazione e ne fui molto molto contento”.

Tra i moltissimi personaggi che compaiono nel fumetto, quale le è piaciuto di più realizzare?

“Nella Topodissea ho disegnato personaggi che non avevo ancora toccato, come Plottigatt e Topesio e devo dire che è stato molto piacevole cimentarmici. Mi sono divertito molto anche a disegnare Gambadifemo. Gambadilegno è un personaggio straordinario che amo molto e anche nell’inventare due cattivi come Scilla e Cariddi ho cercato ispirazioni da personaggi reali.

 

Altro personaggio che ho amato moltissimo disegnare è stata Circelia che ho voluto fare piuttosto ammaliante, seduttrice, ma nello stesso tempo misteriosa e pericolosa. Ma oltre ai personaggi, tutti bellissimi, mi sono divertito molto nel disegnare il mare in tempesta, tra onde altissime nuvole burrascose e pioggia. Concludendo, devo dire che sono state 80 pagine molto stimolanti, anche dal punto di vista narrativo sul quale ho speso molto, con molta attenzione alla relazione tra vignette e impaginazione”.

Quando tempo è stato necessario per la realizzazione delle tavole?

“Tanto. Ho prodotto non più di 10 tavole al mese quindi ci ho messo quasi 8 mesi, ho recuperato qualcosa verso la fine.
Vero è che avevo tra le mani un’opera molto importante e volevo farla al meglio prendendomi il tempo necessario per riuscirci”.

Tra le innumerevoli opere create dall’uomo quale di esse sceglierebbe per omaggiarla attraverso i volti di Topolino, Paperino & C.?

“Bella domanda. La storia offre moltissimi spunti in tutte le direzioni e tanto è già stato affrontato da Disney. Considerando i molti paletti tematici, che sono tabù per Disney, mi orienterei sulla storia dell’arte. Partirei da qualche aneddoto storico come ad esempio la diatriba tra Bernini e Borromini (Zio Paperone e Rockerduck), oppure cambiando direzione sulla stravaganza delle case di Frank Lloyd Wright (Topolino) o quelle coloratissime di Hundertwasser (Pippo). Sono spunti dal mio punto di vista molto stimolanti per costruirci sopra belle storie”.

Ritiene che i temi trattati in Topodissea siano ancora attuali?

Parliamo di amicizia, sani principi, amore, legami forti, il bene che vince sul male, solidarietà, fratellanza… direi quindi proprio di si. Sono temi che vanno battuti e ribattiti alla ridondanza. Quello che deve arrivare in chi legge, soprattutto di questi tempi, è la voglia di vivere bene con se stessi e con gli altri”.

Progetti per il futuro?

“Ce ne sono tanti, forse troppi. Alcuni progetti miei ai quali sto lavorando, anche se con molta calma ed alcuni in collaborazione con altri amici e sceneggiatori. Sono un po’ evasivo quando devo parlare di progetti che sono ancora in stato embrionale, sbilanciarmi su cose ancora non certe è un sempre un azzardo quindi, se ti va, ne riparliamo volentieri quando ho qualche conferma in più.

 

Per adesso posso dirti che sto portando avanti la serie di paperizzazioni che ho iniziato tempo fa, sia la serie Birds in Jazz sia gli omaggi ad attori famosi che ho chiamato Star Ducks, di cui ne farò sicuramente una raccolta.
Per il resto, come si dice in questi casi… Stay Tuned!!”

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