L’Unione Sovietica nelle graphic novel di Thierry Robin

L’Unione Sovietica nelle graphic novel di Thierry Robin

La morte di StalinThierry Robin, nasce nel nord della Francia, più precisamente nel comune di Damery, si specializza in animazione presso l’Accademia di belle arti di Reims.

 

In collaborazione con Lewis Trondheim  realizzano la serie per bambini Piccolo Babbo Natale. Ama l’oriente, in particolar modo l’impero celeste, Art Mouveau, appassionato del cinema muto tedesco, da questo mix nasce la serie a fumetti Koblenz, Rouge de Chine, La Teigne.

 

Collabora con Fabien Nury alla realizzazione di due graphic novel: La morte di Stalin e Morte allo Zar!

 

Bailo Fausto l’ha intervistato in esclusiva per noi e alla Premiata Libreria Marconi di Bra (Cn) che, come sempre, ha collaborato fattivamente.


Quali fumetti leggeva in tenerà età Thierry Robin?

“Sopratutto i fumetti della Bd, in testa il giornalino di Spirou. Anche il giornale di Tintin, Pif e altri. Come autori: Franquin, Jijé, Uderzo, Goscinny, Tillieux, Macherot, Charlier, tutta questa generazione mi piaceva moltissimo, la diversità dei giornali, molti stili diversi, diversi tipi di storie, mi piacciono ancora per la diversità, nel mio lavoro come nel mio gusto artistico”.

Quali illustratori l’hanno influenzata maggiormente?

“Successivamente, ho scoperto i fumetti più maturi, sempre con le riviste, prima di tutto Métal Hurlant, a seguire gli altri, scoprire altri autori importanti come Giraud/Moebius, Gotlib, Druillet, Juillard, Hermann: tardi, ho letto i fumetti americani con interminabili storie di super eroi, ma la passione è durata poco”.

Come è nata l’idea di creare una graphic novel basata sulla morte di Stalin?La morte di Stalin fumetto

“15 anni fa, ho sentito lo storico Jean Jacques Marie, alla radio, parlare della vita di Stalin. Immediatamente sono corso a documentarmi, per dieci anni mi sono letto le biografie, documenti, film, riviste di propaganda che riguardavano l’Unione Sovietica è il periodo staliniano. Ho un bagaglio completo riguardante questo periodo.

 

Nel 2000 ho iniziato a disegnare una biografia completa di Stalin, una volta ultimata la quarantesima pagina che corrispondeva a sei mesi del 1918, mi sono rapidamente reso conto che era troppo importante per me raccontare la vita di Stalin, prendendo più di 1000 pagine, poi mio malgrado ho abbandonato il progetto. È li che sono stato contattato attraverso Dargaud che Fabien Nury aveva appena terminato una sceneggiatura basata sugli ultimi tre giorni di agonia di Stalin, la sceneggiatura era ottima ho accettato di disegnarla”.

Quanto tempo è stato richiesto per realizzare questo lavoro?

“Ho lavorato a lungo su questo progetto, il libro che abbiamo realizzato non è quello che avevo pensato: sono passato da una storia che doveva raccontare 74 anni, la vita di un dittatore, a una storia che racconta gli ultimi tre giorni di agonia, nella sua dacia, la lotta per la successione per prende il suo posto.

La cosa che ho trovato di notevole nella scenario di Fabien Nury è che, anche se si tratta di un periodo molto breve e si verificano pochi avvenimenti, riesce a fornirci un quadro vivido della storia dell’Unione Sovietica, della sua follia, aberrazione e mostruosità. In un gusto mix tra humour e paura”.

Quanto tempo è stato richiesto per avete l’opera terminata?

“Sono stati necessari tre anni”.

Quale forma d’arte, quale atmosfere meglio descrivono la graphic novel Morte di Stalin?

“Senza dubbio, una commedia noir”.

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