Nell’arte dell’io esordio poetico di Riccardo Grechi

Nell’arte dell’io esordio poetico di Riccardo Grechi

Riccardo Grechi - Foto 4Chi è Riccardo Grechi

Nato a Bologna nel 1986 e appassionato di musica fin da piccolo, a soli 30 anni diventa batterista di professione.

 
Diplomato in batteria ed elettronica, contemporaneamente scrive poesie ed aforismi mettendosi alla prova attraverso la partecipazione a svariati concorsi letterari.
Nel frattempo trova anche il tempo per viaggiare e conoscere, cosa che influirà non poco sia sul piano musicale che letterario.

 

Per conoscerlo meglio gli abbiamo fatto un paio di domande…

Cosa puoi dire ai nostri lettori in più su di te?

Innanzi tutto che sono una persona razionale e pragmatica, sicuramente più portata al fare che al dire. Anche la preferenza della forma aforistica è dovuta principalmente al mio carattere e, credo, anche al fatto che ho sempre svolto molte attività contemporaneamente: questo mi ha indirizzato inevitabilmente verso la sintesi, il succo delle cose.

Nella tua biografia ho letto che sei appassionato di musica. Che rapporto c’è tra questa e lo scrivere?

La mia ispirazione deriva, non tanto da altre forme d’arte, quanto dalle persone e da ciò che mi accade nella vita. A volte lo scrivere è complementare alla musica, che rimane la passione principale, altre volte è indipendente e la utilizzo perché, in quel momento, meglio esprime ciò che ho dentro. Per me non esistono mezzi comunicativi assoluti.

Di cosa parla “Nell’arte dell’ioNell'arte dell'io

Composto da dodici capitoli, uno per ogni anno impiegato per scriverlo, questo libro di aforismi rappresenta l’evoluzione dell’autore dai 17 agli attuali 30 anni.

 

Contrassegnati da titoli sicuramente evocativi, vanno da “La genesi”, al “Il conflitto” passando per “Il carisma” fino ad arrivare a “L’io”, rappresentano diverse situazioni e realtà vissute dall’autore.

Cosa ne penso

Esprimendo in forma sintetica, con pochi e precisi termini, un pensiero morale o un sapere pratico, l’aforisma non è per tutti. Anche questa raccolta, dove Riccardo Grechi gioca a catturare brandelli di pensieri e a esprimerli in poche battute, non è di immediata e facile comprensione. Per assimilare al meglio questi componimenti che sfociano, a volte, in vere e proprie poesie ermetiche, è necessario leggerli e rileggerli, ragionare ed elaborare.

 

Conditi da una cinica e disincantata ironia (Sono uguale a voi; forse anche peggio – Da “Il diniego”) questi rigorosi aforismi criticano spesso la società, ma anche l’autore stesso (Siamo tutti in attesa di qualcosa di meglio – Da “L’ ossessione”)

 
paroleGrechi sceglie termini e parole comuni che incasella in concetti che entrano improvvisi nella nostra mente dove rimangono a sedimentare per un bel po’, perlomeno fino a quando non ci accorgiamo che quei pensieri, fino ad allora per noi sconosciuti, sono proprio veri.

 

Non è una lettura consolatoria, anzi, una volta terminata, non se ne esce proprio tanto sereni (Il problema non è la tristezza delle persone quanto il fatto che queste non sappiano di esserlo – Da “La comprensione”) ma è comunque un utile esercizio mentale che porta a conclusioni lontane e spesso sorprendenti. Un esordio letterario meditato e particolarmente riuscito. Sicuramente da leggere!

 

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