Intervista a Lorenzo Zonin, dai vini ai libri per bambini
Storie per bambini felici
Racconti Brevi per Crescere Liberi e Forti
di Lorenzo Zonin
(Amazon, 2025)
Trentotto brevi storie per allenare un cuore leggero e curioso. Intervista all’autore di Storie per bambini felici, dedicato ai bambini di oggi, di ieri…e di domani
Lorenzo Zonin, vicentino, 52 anni è un ingegnere gestionale prestato all’enologia (produce vini bio nella sua azienda a Gavorrano, in provincia di Grosseto).. Ha viaggiato molto, soprattutto per lavoro, ha vissuto alcuni anni negli Stati Uniti, in Francia e in Spagna. Ha due figli piccoli, Vita e Leo e come lui stesso ama definirsi, è soprattutto un papà che coltiva viti ed emozioni in Toscana. E proprio vivendo ogni giorno a contatto con la terra, ha sviluppato l’idea che ogni storia sia un seme di felicità, pronto a germogliare nel cuore fertile dei suoi bambini.
Appassionato di scrittura, affascinato dal potere dell’arte, delle parole e della mente, interpreta la vita e l’uva, cercando di trasformarle in emozioni autentiche che si esprimono tanto nei suoi racconti quanto nelle sue bottiglie. Convinto che la vita sia grande quanto i sogni che scegliamo di inseguire, dedica la raccolta Storie per bambini felici ai bambini e a chiunque desideri allenare un cuore leggero e curioso.
Di cosa parla il libro
Queste brevi storie che hanno per protagonisti due bambini, Vita e Leo, che non sono solo i figli dell’autore, ma l’archetipo di tutti i bambini, con la loro curiosità, le paure, le loro speranze e le loro delusioni. Trentotto piccole avventure che li conducono a scoprire il mondo, accompagnati dall’amore e dell’insegnamento degli adulti, che a loro volta imparano dall’innocenza dei bambini.
Storie da leggere la sera, per far conoscere ai piccoli la loro forza interiore, guidarli nel mondo delle emozioni, aiutandoli a celebrare ciò che li rende unici. Ma attenzione, Storie per bambini felici è anche un libro per i genitori che desiderano crescere figli sereni e autentici, attraverso racconti semplici ma capaci di toccare il cuore. Ogni breve racconto, infatti, si conclude con un pensiero, scritto in corsivo.
L’autore entra nel libro come un personaggio per riflettere sull’insegnamento che si può trarre da ogni storia. Tra pozzi di desideri, stelle che brillano dentro e giardini di emozioni, ogni storia illumina il cammino dei piccoli, regalando loro lo stupore di sentirsi unici, amati, profondamente vivi.
Cosa ne penso
Ci sono libri che non ti aspetti, storie all’apparenza semplici che nascondono al loro interno verità complesse, universali e senza tempo. Storie che non nascono dalla penna dello scrittore affermato, ma escono direttamente dal cuore di un padre, che prima ancora è stato figlio e che ha fatto tesoro delle sue esperienze per trasferirle ai propri figli e a chiunque abbia voglia di leggerle.
Quello raccontato da Lorenzo Zonin è un mondo visto con gli occhi dei più piccoli, che portano le cose alla loro dimensione per osservarle meglio e capirle.
Come il Fanciullino del Pascoli. E proprio come il bambino nascosto dentro il poeta, crescendo, forse, porteranno con sé la stessa meraviglia con cui hanno guardato per le prima volta l’universo intorno a loro.
Lo spiega bene l’autore nella quarta di copertina: “queste brevi storie custodiscono insegnamenti sani e profondi, radicati in molte tradizioni spirituali e filosofiche: dal buddhismo al cristianesimo, dallo stoicismo alla psicologia contemporanea. Leggerle è come piantare semi preziosi nel giardino segreto del nostro cuore: con il tempo germogliano in pensieri nuovi, che ci aiutano a comprendere le emozioni, a sentirci più liberi a valorizzare la nostra unicità e ad affrontare la vita con coraggio e amorevole filosofia. Per accoglierle davvero serve apertura, curiosità e un pizzico di coraggio: quello di chi è disposto a pensare con la propria testa, anche a costo di sembrare diverso. Un rischio che vale la pena correre per essere felici”.
Dunque racconti da leggere ai bambini prima di dormire, da ascoltare e da scoprire insieme, per stimolare il dialogo, condividere pensieri ed emozioni, ma soprattutto regalare il tempo vissuto insieme, la forza di credere nei propri sogni e il coraggio di essere se stessi.
Come è nata l’idea di un libro di racconti per bambini?
Ho sempre avuto bisogno di pormi delle domande sul perché mi sentissi in un certo modo, in particolare triste, ansioso, insoddisfatto, inadeguato. Ma è stato solo all’università che ho cominciato ad appassionarmi ai saggi di crescita personale.
Ho cominciato a trascrivere e collezionare tutte le storie profonde che trovavo su quei libri, che reputavo belle e allo stesso tempo utili per riflettere su aspetti del nostro carattere, sulle nostre paure, sul coraggio di fare le scelte giuste e altri temi che non vengono affrontati dalle materie scolastiche.
Notavo che queste storie, anche attraverso l’uso di metafore, semplificavano e snocciolavano il problema dando soluzioni pratiche. In questi ultimi quattro anni, dopo la separazione da mia moglie, ho deciso di raccontare queste storie ai miei bambini, che non solo le adoravano ma ne ricordavano i concetti nella vita di tutti i giorni.
Era un modo gentile per dire loro: Se fai così, vedrai che il problema diventa più leggero.
Lei ha una formazione tecnica, ti occupi di un settore che ha più a che fare con i numeri che con le parole. Come si concilia con contenuti educativi e in certo senso filosofici, che denotano una sensibilità non comune?
È vero, non ho una formazione umanistica nel senso classico. In me convivono due modi di pensare: uno determinista, che ama la struttura, la logica, la coerenza; e uno aperto al caso, all’intuizione, all’imprevisto. Ad esempio, mi affeziono a un’idea, la porto avanti con disciplina, ma so anche lasciarla andare senza troppi rimpianti se non mi fa battere il cuore.
La mente tecnica mi ha insegnato ad agire e a costruire. La mente sensibile, mi ha insegnato l’emozione e l’ascolto.
Quanto della sua esperienza di padre – e prima ancora di figlio – è alla base dei racconti?
Sicuramente la mia esperienza di figlio prima, e di padre poi, ha avuto un ruolo fondamentale. Mio padre e mia madre mi hanno plasmato e non avrei avuto il coraggio e la voglia di scrivere questo libro se non avessi avuto la necessità di trasferire ai miei figli quei valori che reputavo importanti.
Ma forse non è proprio questo il punto di partenza del libro.
Alla base dei racconti c’è anche il desiderio di dare forma a domande psicologiche ed emotive universali: la paura di sbagliare, il bisogno di essere visti, il rapporto con il cambiamento, la perdita, la fiducia, la libertà.
Le esperienze personali diventano l’ispirazione per rispondere a questioni comuni.Per questo il libro prende in considerazione alcune delle problematiche che ho dovuto affrontare nella mia vita, e che credo siano comuni ad ogni essere umano a ogni età.
Leggendo il libro, si capisce che è rivolto agli adulti – genitori e non solo – prima ancora che hai bambini, tant’è che al termine di ogni racconto ha scritto una riflessione. Perché questa scelta?
Sì è vero, ma si rivolge all’adulto semplicemente perché è stato pensato per raccontare storie. Quindi lo strumento è maneggiato dall’adulto e attraverso di lui avviene la trasmissione del messaggio al bambino. C’è bisogno che l’adulto capisca a fondo il messaggio della storia per poterlo trasferire correttamente al bambino, che in genere alla fine della lettura pone domande spiazzanti che innescano un dialogo. Inoltre l’adulto, leggendo il pensiero finale, può non essere d’accordo e quindi può decidere di non leggere la storia al bambino.
In ogni caso repetita iuvant, quindi l’insegnamento della storia, chiamato pensiero, si fissa ancor di più se ripetuto in poche frasi riassuntive.
È comprensibile che si possano percepire i temi affrontati come più vicini al mondo degli adulti. Il mio è semplicemente un punto di vista personale, nato dall’esperienza e dalla riflessione, senza la pretesa di essere quello giusto. Credo che ogni adulto, conoscendo il bambino, possa valutare con sensibilità se i contenuti di questo libro siano già comprensibili e adatti al suo percorso di crescita. A volte noi genitori, nel tentativo di proteggere i nostri bambini, scegliamo di rimandare certi argomenti. Mentre dovremmo confidare nelle loro capacità di comprensione, perché questo tipo di approccio rafforza la loro autostima.
Qual è l’obiettivo che si è posto scrivendo questo libro?
Aiutare i bambini, ma anche gli adulti, ad affrontare con maggiore consapevolezza le situazioni complesse della vita e a riconoscere e accogliere le proprie emozioni. Nasce anche dal desiderio di creare uno spazio di ascolto e di presenza tra le persone, lontano dagli schermi e dal rumore quotidiano, in cui le parole degli adulti possano diventare un momento dolce e prezioso.
Domanda d’obbligo: pensa di dare seguito a questa esperienza?
Sì, ho già altre storie pronte e diversi temi che mi piacerebbe approfondire in futuro. Prima di andare avanti, però, sento il bisogno di ascoltare: raccogliere critiche, dubbi e suggerimenti dei lettori per far crescere e migliorare il progetto. Vorrei anche tradurre il libro in più lingue. Non è un’opera esaustiva, ma rappresenta già un buon punto di partenza per lavorare su noi stessi e sul modo in cui viviamo la nostra vita.
Recensione ed intervista a cura di Lina Senserini, giornalista e docente.






