Esordienti: ‘Il tempo inconiugabile’ di Filippo Casanova
Il tempo inconiugabile
di Filippo Casanova
(Les Flâneurs, 2026)
Chi è l’autore
Nato ad Altamura nel 1996, Filippo Casanova è laureato in Lettere Moderne con una specializzazione in Sociologia della Letteratura.
Studioso di autori del Novecento e del contemporaneo, ha pubblicato saggi, articoli scientifici e racconti, collaborando con la rivista di critica letteraria Incroci. Il tempo inconiugabile è il suo esordio nella narrativa.
Di cosa parla il libro
Il 25 giugno 1984, G. muore a soli ventidue anni in un incidente sul lavoro. Non lascia figli, né un’eredità materiale. Eppure continua a vivere nei racconti della sua famiglia, trasformandosi in una presenza silenziosa che attraversa il tempo.
Molti anni dopo, il nipote, nato troppo tardi per conoscerlo, decide di ricostruirne la figura. Ma, mentre rincorre le tracce dello zio, scopre che ogni risposta apre nuove domande e che quella ricerca diventa, inevitabilmente, un viaggio dentro se stesso.
Ne nasce un romanzo intenso e raffinato, dove il lutto, la memoria e il potere delle parole si intrecciano in una riflessione profonda sul significato dell’identità e sull’impossibilità di colmare davvero certe assenze.
Cosa ne penso
Una storia di memoria, identità e parole. Esistono assenze che non si limitano a lasciare un vuoto. Cambiano il linguaggio di una famiglia, deformano i ricordi, attraversano le generazioni e finiscono per plasmare anche chi quella persona non l’ha mai conosciuta.
Il tempo inconiugabile, romanzo d’esordio di Filippo Casanova, nasce proprio da questa domanda: quanto può influenzarci una vita interrotta prima ancora di poter diventare memoria?
Perché leggere questo libro? Perchè è un romanzo capace di emozionare senza mai indulgere nel sentimentalismo. Una riflessione intensa sul lutto, sulla memoria familiare e sulla costruzione dell’identità.
Una scrittura colta e ricca di rimandi letterari, che invita a una lettura lenta e meditativa.
Una storia universale che parla del bisogno umano di dare un senso al passato.
Ideale per chi ama i romanzi introspettivi, le storie familiari che attraversano il tempo e la narrativa capace di interrogare il lettore più che offrirgli risposte.
Il tempo inconiugabile riesce ad accompagnare il lettore ben oltre l’ultima pagina.
Recensione a cura di Dianora Tinti, scrittrice e giornalista





