“Anche gli uonimi sognano” di Mario Filocca

“Anche gli uonimi sognano” di Mario Filocca

 

Chi è Mario Filocca

Mario Filocca si è laureato al Politecnico di Milano, proponendo con Renato Foni e Renzo Piano una tesi sulla visione sociale dell’urbanistica. Attualmente svolge la professione di architetto nel settore innovativo della bioarchitettura. Nel 2017 il suo Progetto Iris è stato insignito del prestigioso Premio Fondazione Cariplo per l’innovazione.

 

Mario Filocca

Oltre a questo libro ha pubblicato Peperoni alla piastra, Ed.Pegasus, un romanzo che ci ricorda l’importanza dei sentimenti, dell’amore,Al confine delle terre conosciute – Confessioni di donne raccolte da un maschilista tenero con i quali ha ottenuto importanti riconoscimenti :  Premio Milano International, Premio internazionale Lilly Brogi (Firenze), Concorso Nazionale Argentario, Premio nazionale Casentino, Premio Cumani Quasimodo e Premio Faretra.

 

Nel 2019 è stato selezionato, con altri quattro autori, per la realizzazione di un CD commemorativo dei sessant’anni dall’assegnazione del Nobel a Salvatore Quasimodo.

 

Di cosa parla Anche gli uomini sognano (Ed.Il Filo)

Marco, fin da bambino, è sempre stato un sognatore, attratto dalle cose invisibili che passano attraverso gli occhi, tanto che quando la maestra gli chiede quale animale preferisca, lui risponde subito il cerbiatto per quello sguardo tenero e spaurito.

“La giovane maestra sorrise intenerita e non poté far a meno di allungare una mano per accarezzare la testa di quel bambino intelligente e sensibile.”

Anche nell’adolescenza, ama convivere con personaggi immaginari. Tra questi ce ne è uno che più degli altri fa correre la sua immaginazione: il Fantasma Femminile Senza Volto, il suo sogno di donna, l’amore.

Ma è negli occhi di Annie che ritrova le stesse emozioni di quando aveva scelto il cerbiatto per il suo sguardo: dolcezza, tenerezza, forza, mestizia, aneliti di sogni incompiuti. Non è vero che gli uomini non sognano…

Cosa ne penso

Anche gli uomini sognano

Pagine di silenzio e solitudine, dove si intuisce malinconia, a volte dolore, e un senso continuo di mistero.

 

Il tema centrale è l’Amore, certo, ma cos’è questo sentimento se non un enigma?  Il protagonista insegue l’amore con mente lucida, ma sempre con una sottile tensione che sembra sfociare, da un momento all’altro, in ossessione.

 

Sembra che Marco non aspetti altro che esserne catturato, ma poi  la sfugge ed essa stessa lo placa regalandogli le ali. E lui vola  nell’enigmatica sostanza dell’universo, immergendosi in una consolazione metafisica, aprendosi alla melodia della vita e dell’amore. Il dolore si fa sogno  e si addolcisce in una solitudine immensa di cui è assoluto padrone.

Suggestioni incantevoli pervadono questo libro dove sembra che la realtà ci guardi, ci sogni e ci immagini: non il contrario. Frutto dell’illusionismo, ogni regola viene  trasgredita.

“L’Amore Senza Volto che non vuole sapere di andarsene mi scuote dolcemente, mi accarezza, mi sorride, mi prende evocando luci/ombre nel notturno chiaroscuro, con profumi intensi, delicati, con toccanti sentori, con lievi fruscii… i fruscii dell’anima.”

Mario Filocca  tratta la materia amorosa con un fare così delicato che alleggerisce il cuore. Come un giocoliere regge lo spericolato equilibrio di cose sovrapposte, così lui  affronta il misterioso incastro dei sentimenti umani con indulgenza e sensibilità matura, attento a non farlo crollare.

Un’opera che è capace di evocare visioni oniriche e immagine fantastiche grazie ad un’immaginazione straordinaria, ma mai allucinata, come in certi film di Gillian o Fellini.

A volte, la semplice musicalità della parola si trasforma in poesia  regalando al lettore anche il brivido del verso:

PLENILUNIO

Mando ora un bacio alla luna piena

che benevola lo rifletta

e lo adagi dolcemente sulle tue labbra intonse.

Il sortilegio può compiersi

solo in notti serene di plenilunio.

I vecchi raccontano che,

se il bacio non ritorna, l

’Emittente vagola eternamente correndo per boschi

ululando alla luna

fin che questa, impietosita,

non lo chiamerà a sé.

Uno scrigno di tesori queste sessanta pagine che si concludono con Le donne trasparenti, 13 figure di donne reali e fantastiche  che ammaliano, inteneriscono, spaventano, circuiscono, fanno soffrire o innamorare. Donne che non potranno, e forse non dovranno, mai essere cancellata del tutto, anche se alla fine scivoleranno via… (o resteranno?)


 

 

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