“Antonio Scalonesi. Memoriale di un anomalo omicida seriale” di Davide Buzzi

“Antonio Scalonesi. Memoriale di un anomalo omicida seriale” di Davide Buzzi

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Antonio Scalonesi. Memoriale di un anomalo omicida seriale

di Davide Buzzi

(96 rue de la Fontaine Edizioni, 2020)


Chi è Davide Buzzi

Davide Buzzi  nasce il 31 dicembre 1968 ad  Acquarossa (Svizzera).  Cantautore e autore, inizia la sua carriera artistica nel 1982 accanto a  Giampiero Albertini  Franco Diogene nel film in  L’oro nel camino. Nel 1993 pubblica il suo primo cd, Da grande, cui seguiranno Il Diavolo Rosso: Romaneschi (1998), Perdo pezzi (2006), Non ascoltare in caso d’incendio (2017) e, dallo scorso 15 ottobre 2021 il nuovissimo album, Radiazioni sonore artificiali non coerenti.

Nel 2013 pubblica il suo primo libro di racconti dal titolo  Il mio nome è Leponte… Johnny Leponte e nel 2017 il racconto breve  La Multa. Nel corso della sua trentennale carriera è stato insignito di diversi premi, anche internazionali. Fra questi: la  Targa Città di Milano nel 1997, il  Premio Città San Bonifacio a  Verona  nel 2000 e il  Premio Myrta Gabardi a  Sanremo nel 2002.

Nel 2012 ha ottenuto due nomination agli ISMA Award di Milwakee (USA) e nel 2013 una nomination ai NAMMY Award di Niagara Falls (USA), entrambe le volte per la sua canzone The She Wolf.

Per la fotografia nel 2020 ha vinto il primo premio assoluto al concorso internazionale Common People / StoryRiders – allaround the stories – cunti, racconti e percorsi di arte contemporanea di Torchiara.

Fotografo di formazione, è attivo anche nel campo del giornalismo come membro di redazione del mensile Voce di Blenio e, da per diversi anni quale inviato speciale di Radio Fiume Ticino al Festival di Sanremo. Nel 2021 ha ricevuto il Premio di Giornalismo della Svizzera italiana nella categoria Freelance.

 

Davide Buzzi

Di cosa parla

Questo originale romanzo autobiografico è basato sulla confessione rilasciata dall’omicida seriale Antonio Scalonesi, personaggio di pura fantasia, al procuratore pubblico Giuseppe Cortesi, fra l’altro realmente esistente e supervisore della storia.

Cosa ne penso (a cura di Daisy Raisi *)

Ciò che colpisce in maniera particolare, in questa narrazione, a parte la crescente efferatezza dei delitti descritti, è l’assoluta mancanza di motivazione alla base degli stessi.

Antonio Scalonesi, la maggior parte delle volte, uccide per capriccio, senza alcuna ragione. Lo spunto può fornirglielo un articolo di giornale o la spiccata antipatia per un individuo. Nel suo carnet, non mancano le vittime accidentali: sventurati che si ritrovano a essere casualmente presenti sul luogo del crimine pagando con la vita la sfortunata coincidenza.

Uccidere regala al serial killer una scarica di adrenalina, una goduria indescrivibile, seguita a breve distanza da una profonda depressione. Per lui, questa macabra pratica si converte presto in una sorta di dipendenza; i tempi fra un delitto e l’altro si accorciano pericolosamente.

 

Il protagonista viene descritto come un uomo dall’intelligenza superiore, un bugiardo patologico, egocentrico, narcisista, spietato e calcolatore, convinto di essere l’essenza pura della grandezza. Si autodefinisce un animale che segue il flusso della giungla, uno che colpisce la sua preda solo per il gusto di sentire la sua paura e le pulsazioni del proprio cuore.

Quando poi nella sua dimora fanno irruzione due misteriosi tipi dell’Est minacciandolo di morte, la sua vita si fa ancora più complicata, ma Scalonesi è pronto perfino a morire pur di fare qualcosa che gli dà piacere come, appunto, uccidere. Ogni delitto è per lui come un figlio. Una sua creatura, concepita con una cura maniacale.

La confessione che rilascia a Cortesi, favorita da un evento estremo che deciderà a sorpresa la sua sorte, non è frutto di un tardivo e sorprendente pentimento bensì del megalomane, delirante desiderio di passare alla storia. Altro non voglio aggiungere per non togliervi il gusto della lettura.

In appendice al romanzo troverete degli allegati che contribuiscono a rendere questa opera davvero ben costruita, dettagliatissima, ultra credibile e originale: ritagli di giornale, rapporti della polizia scientifica, accertamenti medico-legali e altro ancora.

Non vi resta che leggerlo lasciandovi piacevolmente coinvolgere dall’eccellente ritmo narrativo, dallo stile incisivo e dalla trama avvincente.


* Daisy Raisi, scrittrice e editor


 

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