Biennale creatività femminile Bra: Cristina Valente

Biennale creatività femminile Bra: Cristina Valente

Si è da poco conclusa a Bra, in provincia di Cuneo, la Biennale della Creatività al femminile – W.A.B. Women art Bra.

Questa 3^ edizione della mostra-concorso completamente dedicata al talento delle donne, ha presentato una novità importante rispetto alle passate edizioni, perchè oltre alle creative italiane, ha visto la partecipazione di artiste provenienti da altri paesi europei, come Germania, Svizzera, Regno Unito e Romania.

 

Dopo l’intervista ad alcune delle protagoniste, come Giorgia Ruggeri e Kiki Maggiora, ecco quella a Cristina Valente, voce e compositrice della musica relativa all‘opera Sguardo di donna, realizzato da Patrizia Ravinale con Sonia Andriani autrice dei versi. 


Ringraziamo Bailo Fausto e la Premiata Libreria Marconi di Bra (Cn) per aver reso possibile questa intervista.

Cristina ci parli di lei ed il suo incontro con il mondo della musica…

“Il mio incontro con la musica è legato alla mia infanzia. In famiglia avevamo un pianoforte di nonna paterna e sono sempre stata affascinata da ciò che c’era dentro, i suoni che uscivano dalla strumento musicale mi hanno da sempre stregata. Pur essendo un pianoforte scordatissimo, da bambina ero rapita da quelle note musicali…  Finalmente negli anni ottanta mi è stato regalato un Fonillo! La mia generazione è cresciuta a pane e cartoni animati, ed io ero innamorata delle canzoni di Enzo Draghi che scriveva gli arrangiamenti dei brani cantati da Cristina D’Avena.

Anche i miei genitori sono sempre stati appassionati di musica, tutta, da quella classica ai Queen, e fin dalla più tenera età mi hanno trasmesso questo amore.”

Come è nata l’idea di partecipare alla Biennale della creatività femminile di Bra?

Cristina Valente

“Non è nata da me, ma io sono stata acquisita in un secondo tempo. L’artista Patrizia Ravinale aveva pensato ad un’opera che narrasse il viaggio di una donna attraverso i suoi occhi.

 

Prima ha coinvolto l’avvocato Sonia Andriani perchè scrivesse una sorta di poesia che narrasse in parole ciò che lei aveva pensato a livello figurativo, poi me, chiedendomi di portare il mio supporto musicale alla sua opera.

 

Quando ho visionato l’opera che mostrava una donna che cercava di scappare da una situazione triste e trovare una soluzione sia per se stessa che per i propri figli, ho avuto come un flash… Da questo pensiero è nata la musica che ho scritto, composto e cantato.”

Quali sono stati i suoi esordi nel mondo della musica?

“Un concorso presso Stesa. Ero nella classe di sperimentazione musicale presso la Scuola Medie Piumatti e abbiamo vinto con una composizione per orchestra da camera under 15. In quel momento dentro di me è scattato qualcosa che ha fatto pensare che io avrei voluto fare musica nella vita”.

Come è cambiato il mondo della musica dal triste avvento della pandemia?

“Sul piano generale è stato uno schiaffo, con questo virus sono stati annullati tutti gli eventi culturali. Pochi giorni fa mi ha chiamato una mia cara amica che vive in Calabria, violoncellista professionista che suona con i 100 Cellos, e mi ha raccontato che nulla le manca di più che cantare dal vivo. Io ho la grande fortuna di avere uno studio dove lavoro da sempre on-line per l’estero, Sono dell’idea che questa crisi pandemica deve insegnarci qualcosa, ma bisogna ripartire”.

Con quali artisti musicali le piacerebbe collaborare?

“Mi piacerebbe molto lavorare sia con Andrea Bocelli che con Renato Zero; perchè credo che sia dal punto di vista artistico che musicale abbiano veramente molto da dare. Al momento sto lavorando con un artista degli Stati Uniti“.

Progetti per il futuro?

“In quando scaramantica preferisco non dirlo”.


 

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