Cinema: intervista a Alessio Di Cosimo

Cinema: intervista a Alessio Di Cosimo

“Il miglior modo per imparare a fare un film è farne uno.”
(Stanley Kubrick)

Alessio Di Cosimo

Continuano le interviste a registi italiani, firmate Fausto Bailo...  Questa è la volta di Alessio Di Cosimo che ha recentemente ricevuto una menzione speciale alla serata conclusiva del Riff (Rome Independent Film Festival) per il cortometraggio Per sempre, da lui scritto e diretto.

 

Il protagonista è l’attore svedese Lou Castel che vanta apparizioni cinematografiche nel Il Gattopardo di Luchino Visconti, I pugni in tasca di Marco Bellocchio  e nel western Quién sabe? diretto da Damiano Damiani.

Per Pier Paolo Pasolini  il cinema era un’esplosione del suo amore per la realtà. E per lei, quando è nata questa  passione?

“La passione per il cinema è nata da piccolissimo; quando cominciai a guardare in tv i film per ragazzi del Giffoni film festival che a quei tempi mandavano in onda in tv tutta l’estate. Rimanevo giornate intere davanti allo schermo affascinato da quei film, sognando che un giorno anche io avrei potuto vivere storie simili. A 19 anni, poi, finita la scuola, mi iscrissi all’università per studiare cinema, purtroppo però non l’ho terminata”.

Quali sono i suoi registi preferiti?

“Un regista che amo e continuamente studio è Sergio Leone, un genio assoluto che, con pochissimi film, è riuscito a lasciare qualcosa di indelebile nel cinema mondiale.Fra gli artisti, Massimo Troisi“.

Come è nato il cortometraggio Per sempre?

Sento molto il tema degli anziani, è una delle cose che mi emoziona di più. Avevo già girato un corto anni fa con due anziani protagonista. Questa volta ho cercato di pensare ad una storia che poi avrei potuto realizzare facilmente, visto che spesso, per mancanza di fondi, tante storie non si riescono a realizzare. Così è nato questo corto con un solo attore e la cosa si è rivelata un successo“.

Come è nata la collaborazione con l’attore Lou Castel?

Lou Castel con Gian Maria Volontè in Quién sabe?

“Abbiamo pensato molto, insieme alla produzione che mi ha sostenuto, ad un attore anziano che potesse interpretare questo ruolo. L’anno prima avevo conosciuto Lou Castel alla presentazione del documentario sulla sua vita e mi ero reso conto subito del suo fascino e grandezza. Lo abbiamo fatto venire da Parigi ed è stata subito magia poterlo dirigere”.

Qual è stata l’accoglienza per il suo cortometraggio al Rome Independent Film Festival?

“Molto bella, è stato il primo festival al quale abbiamo partecipato con questo corto ed è partito subito bene. Quando, durante la premiazione, è salita sul palco la responsabile di Rai Cinema per annunciare cha avrebbero acquistato il corto, è stata una grandissima emozione”.

Progetti per i futuro.

“Ho pronto il mio primo lungometraggio. Stiamo cercando di trovare tutti i fondi necessari per poterlo realizzare, anche qui parlo di anziani, è una commedia, si sorride e ci si emoziona. Spero tanto di riuscire a farlo entro quest’anno”.

 

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