Il regista Giovanni Dota ci parla di “Fino alla fine”

Il regista Giovanni Dota ci parla di “Fino alla fine”

Giovanni Dota

Giovanni Dota regista cresciuto a Ponticelli, quartiere della periferia napoletana, con il cortometraggio Interno 18 consegue un Master presso la Scuola di Cinema, Televisione e Fotografia di Napoli Pigrecoemme.

 

Lavora alla serie televisiva Gomorra, prima come aiuto ispettore di produzione e, in seguito, come assistente alla regia. Nel 2015 dirige il cortometraggio Tutto quello che non ci siamo detti, con cui vince vari premi nazionali. Dal 2016 studia regia presso il Centro Sperimentale di Cinematografia.
Nel 2018 esce il suo ultimo cortometraggio dal titolo: Fino alla fine.

 

La storia prende le mosse da uno sparo che squarcia il silenzio della notte. Quattro uomini fuggono dal luogo del delitto. Umberto “Sì e No”, infallibile killer del clan Caputo, ha appena ucciso l’uomo sbagliato. Ora dovrà rendere conto al boss. Per sua sfortuna, la vittima è il nipote di Tonino O’ Infame, il boss più temuto della città. Ma questo pare non essere il problema più grande: Umberto “Sì e No” nasconde infatti un terribile segreto.

  • Ringraziamo Fausto Bailo per averci permesso di intervistarlo in esclusiva.

Chi è Giovanni Dota e com’è nata la sua passione per il cinema?

“La mia passione per il cinema nasce durante la mia adolescenza. C’è stato un momento in cui ho sognato di diventare una rockstar in realtà, ma dopo poco ho capito che, più che per la musica, ero interessato alle storie del rock, alle icone, alla loro immagine“.
“Questo mi ha permesso di conoscermi meglio. Poi un giorno marinai la scuola, e a casa di un amico vidi Pulp Fiction e fu il colpo di grazia. Volevo assolutamente fare alle persone quello che quel film stava facendo a me: provocare in loro un misto di eccitazione, energia, adrenalina e divertimento”.

Quali sono i suoi registi preferiti?

“Non posso che citare Tarantino tra i miei registi preferiti, anche se può suonare un po’ banale, perché per la mia generazione è quasi obbligatorio. Ma sono molto legato anche alla new-hollywood, a Scorsese, Coppola, De Palma (che come autore nel genere è forse quello che più mi ispira) Spielberg… senza dimenticare i grandi autori italiani come Leone, Fellini, e i re della commedia Scola e Monicelli. Sorrentino, poi, è stato forse l’ultimo regista ad avermi influenzato tanto”!

Come è nata la trama del cortometraggio Fino alla fine?

Una scena del cortometraggio

Fino alla fine nasce da un’esigenza produttiva. È frutto di un laboratorio di commedia del C.S.C. in cui avrei dovuto utilizzare almeno un attore dell’Accademia.

 

Io in realtà avrei voluto realizzare un gangster movie e ambientarlo a Napoli, ma dovevo fare una commedia e in più, tra gli attori del centro sperimentale non ce ne erano napoletani. E dunque mi sono chiesto: come farò a inserire un attore non napoletano in un contesto come quello camorristico, e come metterò la camorra in una commedia”?
“E da questo è cominciato tutto…”

Come è stato scelto il cast?

“Gli altri attori, quelli già professionisti e campani, che compongono il cast, sono quasi tutti conoscenze risalenti alla mia esperienza di stagista sul set di Gomorra la serie. All’epoca gli portavo il caffè e all’improvviso, grazie alla sceneggiatura scritta con Giulia Magda Martinez, ero riuscito a convincerli a lavorare con me… è stato grandioso”!

Quanto tempo è stato necessario per la realizzazione del corto?

“Il corto lo abbiamo girato in tre giorni. Forse avremmo avuto bisogno di più tempo ma il budget era limitato”.

Come è stato accolto il cortometraggio dal pubblico?

“Il corto è partito dalla settimana internazionale della critica di Venezia nel settembre 2018, con mio enorme stupore. È raro vedere un lavoro del genere, con molti elementi nazional popolari, ad una delle mostre di cinema d’arte più importanti del mondo. E ciò che mi ha stupito di più è stato il calore della sala Perla, gremita, che si è divertita tantissimo ed ha applaudito tanto e forte. È uno dei ricordi più importanti della mia vita. Da li in poi, tanti festival (avrei dovuto contarli ma non lo so, credo circa 80) e molti premi,(spesso del pubblico con nostra enorme gioia) con la candidatura in cinquina ai globi d’oro. Tante soddisfazioni”!

Progetti per il futuro?

“Stiamo lavorando a un lungometraggio ma non aggiungerei altro, per il momento”!

Post correlati

“Paradiso Italia” parla Mirko Orlando fotografo e fumettista

"Paradiso Italia" parla Mirko Orlando fotografo e fumettista


"Paradiso Italia" parla Mirko Orlando fotografo e fumettista

Mirko Orlando fotografo, fumettista e giornalista. Vanta molte pubblicazioni tra i quali citiamo due saggi di antropologia visiva “Fotografia post mortem” (Castelvecchi, 2013) e “Per una teoria generale della fotografia post mortem” (Il Mulino, 2014). Realizza reportage sui fenomeni...

Parla l’illustratore del fumetto dedicato a Baudelaire

Parla l'illustratore del fumetto dedicato a Baudelaire


Parla l'illustratore del fumetto dedicato a Baudelaire

Dopo la chiacchierata con Andrea Laprovitera, sceneggiatore di Charles Baudelaire, ecco, come promesso, anche quella con l’illustratore Gian Marco De Francisco, allievo di uno dei massimi maestri della scuola sudamericana del fumetto, Carlos Meglia. Autore di numerose graphic novel...

Charles Baudelaire in una graphic novel

Charles Baudelaire in una graphic novel


Charles Baudelaire in una graphic novel

L’anno prossimo cadrà il 200° anniversario dalla nascita di Charles Baudelaire, considerato uno dei più importanti poeti del XIX secolo e indimenticabile autore della raccolta I fiori del male,  considerata un classico della letteratura europea e mondiale. La graphic novel Charles...

Lascia un commento