Il cielo su Ebla, parla lo sceneggiatore

Il cielo su Ebla, parla lo sceneggiatore

“L’umanità deve porre fine alla guerra, o la guerra porrà fine all’umanità”
(John Fitzgerald Kennedy, Discorso all’ONU, 1961)

Emiliano Barletta

Nel 1964 ebbe inizio una campagna di scavi da parte di una missione archeologica italiana diretta da Paolo Matthiae dell’Università La Sapienza di Roma. Con lo scoppio della guerra in Siria, l’antica città di Ebla, situata a circa 50 chilometri da Aleppo, nel Governatorato di Idlib, diventò una roccaforte dei ribelli subendo danni incalcolabili.

Da questa tragica vicenda è nato il fumetto: Il cielo su Ebla, scritto e sceneggiato da Emiliano Barletta e disegnato sapientemente da Gianlorenzo Di Mauro, entrambi membri del collettivo artistico Ronin.

Ringraziamo Fausto Bailo e la Premiata Libreria Marconi di Bra (Cn) che hanno permesso questa intervista a Emiliano Barletta.

Quando ha sentito parlare per la prima volta di Ebla?

“Nel 1995, andai a visitare la mostra “Ebla. Alle origini della civiltà urbana” a Palazzo Venezia a Roma. Fu una rivelazione, improvvisamente mi si apri un mondo, quello dell’archeologia, che era stato un mio sogno fin da bambino. Ero in un periodo particolare della mia vita in cui ancora non sapevo cosa avrei fatto da grande. Di quella mostra ancora conservo gelosamente il catalogo”.

Cosa rappresenta Ebla per lei?

“In un’altra intervista ho detto che Ebla è stata la svolta della mia vita, l’apertura al mondo. Si tratta della mia prima esperienza, non da turista, in un paese straniero. Aver passato così tanto tempo nel villaggio di Tell Mardikh, a contatto con persone diverse dalla mia cultura europea, mi ha dato la possibilità di capire meglio, di empatizzare anche, con loro e il loro modo di guardare il mondo”.

E l’idea di realizzare il fumetto Il cielo su Ebla come nasce?

“Tutto è nato dopo il bombardamento da parte delle forze governative e dei caccia russi del sito archeologico di Ebla. In un video dei caschi bianchi siriani, si vedevano i gravi danni alle strutture operate dalla bombe. Il primo fumetto era formato da un’unica tavola e si intitolava Cartoline da Ebla. Venne pubblicato, ad ottobre del 2017, su Facebook ed ebbe un certo numero di condivisioni. Dopo un po’, era la fine del 2017, mi contattarono Mattia Ferri e Giacomo Taddeo Traini, che volevano sviluppare le Cartoline in massimo dieci tavole per STORMI, una nuova rivista che sarebbe nata nel marzo del 2018. In quel momento è nato il progetto de Il cielo su Ebla.

Quando è entrato nel progetto l’illustratore Gianlorenzo Di Mauro?

Fin da subito. Con Gianlorenzo ci siamo conosciuti in quel calderone di esordienti – e non solo – che è il collettivo Ronin e che pubblica il Magazine omonimo . Dopo aver visto il video dei caschi bianchi, ho subito chiamato Gianlorenzo per chiedergli quattro immagini ad integrazione del testo delle Cartoline da Ebla, che avevo scritto di getto e con rabbia. Quando è partito il progetto Il cielo su Ebla per STORMI, non ho avuto dubbi che dovevamo proseguire insieme quel percorso”.

Il tempo impiegato per realizzare questo lavoro?

“Un paio di mesi buoni. Sono partito subito dalla sceneggiatura, poiché già avevo pensato a come strutturare il racconto e la cadenza delle tavole, sia quelle dei miei ricordi che quelle estrapolate dai video. La fase successiva è stata quella di realizzare uno storyboard con delle foto per dare meglio l’idea finale del tutto. C’è stato un grande lavoro anche da parte dei redattori di STORMI, sia Giacomo che Mattia hanno saputo darci i giusti consigli per realizzare al meglio il fumetto”.

Quali erano i suoi sentimenti mentre realizzava questo lavoro?

“Molto contrastanti, poiché eravamo in una fase acuta della guerra civile siriana. C’erano diversi fronti aperti in cui si combatteva: Idlib (la regione dove è situata Ebla), Afrin (poi caduta in mano ai turchi) e la regione della Ghouta orientale. Avrei voluto raccontare di tutti quei luoghi, non solo di Ebla, della loro importanza. Veniva distrutto, dall’aviazione turca, il Tempio di Ain Dara nella regione di Afrin, mentre vedere la sofferenza degli abitanti della Ghouta orientale, mi ha fatto pensare all’importanza nella storia umana di quella regione. Un’area ecologica particolare poiché, secondo Jacques Cauvin nel suo libro Nascita delle divinità nascita dell’agricoltura, era il luogo in cui era nata, per la prima volta al mondo, l’agricoltura in un arco temporale che andava dal 12.000 al 6.300 a.C.”

Ha presentato questo volume nelle scuole?

“Purtroppo no. Ma conto di riprendere un progetto che era nato nel 2016, e che mi vedeva coinvolto in alcuni incontri per parlare della Siria, prima della guerra, a scolaresche delle medie e superiori. Oltre al Cielo su Ebla, vorrei parlare anche de Il clown di Aleppo, una storia pubblicata sul portale Graphic-News e disegnata da Umberto Torricelli, e che per me è sempre stata complementare alla storia pubblicata su STORMI”.

Secondo lei, quale tavola può riassumere meglio la sintesi del fumetto?

Tavola 10

“Sicuramente la tavola 10. Otre ad essere una delle tavole graficamente più belle del fumetto (una versione light è stata usata come copertina per la versione cartacea curata da Marco Della Verde), rappresenta anche un momento particolare della realizzazione della storia.

 

Era la metà di febbraio, e ormai avevamo concluso le 10 tavole che c’eravamo prefissate. Mi arriva un messaggio da un mio amico siriano, che vive in Italia, che mi avverte che la popolazione della regione di Idlib sta sfollando per via dei troppi bombardamenti giornalieri. A quel punto chiedo a Giacomo e Mattia la possibilità di aggiungere una tavola per raccontare l’attualità.

 

I redattori sono stati subito d’accordo e Gianlorenzo, ormai coinvolto anche lui emotivamente, ha prodotto una delle tavole migliori del fumetto: il cielo oscurato dalle nubi, la popolazione in fuga e la prospettiva leggermente dal basso, ti da subito l’idea della sofferenza e dell’impotenza delle persone comuni di fronte alla potenza distruttiva delle bombe“.

Progetti per il futuro?

“Dopo aver partecipato con due fumetti brevi, disegnati da Bruno Farinelli e da Gianlorenzo Di Mauro, all’antologia Combatti la paura (Edizioni Il Galeone, 2018) esordirò, nella seconda metà del 2019, con una biografia a fumetti edita dalle Edizioni NPE, e disegnato da Alessandro Buffa, che si intitolerà Il funambolo.

“A marzo, sul terzo numero della rivista a fumetti Oblò, ideata da Claudio Calia e Omar Martini, uscirà un fumetto breve, disegnato da Alessio Lo Manto, che parlerà, con toni più leggeri, di una disavventura capitatami ad Ebla“.

“Infine, all’inizio di quest’anno, uscirà una miniserie, in sette parti, scritta da me e disegnata da Lucio Stefanello il cui titolo sarà 7. Verrà pubblicata gratuitamente su di un nuovo portale di Webcomics . La serie, che non appartiene ad alcun genere, è pensata come un puzzle che si costruisce puntata dopo puntata”.
“Poi tanti altri progetti, dei quali però è ancora presto per poterne parlare”.

 

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