Intervista a Roberta Gorni, l’illustratrice delle donne

Intervista a Roberta Gorni, l’illustratrice delle donne

Sacerdotesse, Imperatrici e Regine della musica (Becco Giallo editore) è un superlativo volume che avrebbe portato gioia anche nel cuore di Euterpe (Dea della musica e della poesia).

Sono storie di bambine nate quasi tutte in condizioni di povertà, ma con la fortuna di ritrovarsi immerse in un ambiente vivace e pieno di stimoli. Queste bambine, diventate poi donne, sono riuscite a cambiare il proprio destino. Nonostante occupino ancora oggi un posto molto importante e nonostante siano state fondamentali per la musica jazz, calypso e rock’n’roll e abbiano spianato la strada, non solo in campo musicale, a molte donne e a molti uomini, alcune di loro rimangono ancora poco conosciute, se non addirittura sconosciute. Fragili, sensibili, simpatiche, carismatiche e bellissime, sono donne che hanno lottato contro il sessismo e il razzismo, contro i pregiudizi. Queste donne meritano di essere ricordate e raccontate per la loro tenacia, per la passione che hanno riposto nel loro sogno di bambine, per avere sempre avuto uno sguardo attento nei confronti di ciò che le circondava, un’innata voglia di giustizia e uguaglianza. Ogni storia è accompagnata da una selezione di brani musicali perché il lettore possa immergersi nelle voci di queste formidabili interpreti.

Uno dei primi nomi che compare nel volume è quello di Bessie Smith , considerata la più talentuosa cantante blues e jazz degli anni venti e anni trenta. Non mancano subito dopo il trombettista Melba Liston,  Aretha Franklin, Nina Simone, Miriam Makeba, Janis Joplin, tanto per fare qualche nome.

Le illustrazioni sono firmate dalle straordinarie mani di Anna Cercignano, Zeno Colangelo, Elisa2B, Paolo Gallina, Roberta Gorni, Alessandro Grazian, Eva Rossetti, Manuela Santoni, Davide Toffolo, Luisa Torchio, Clarice Trombella, Gabriele Villani e Mel Zohar.

Grazie a  Fausto Bailo e alla Premiata Libreria Marconi di Bra (Cn),  vi presentiamo l’esclusiva l’intervista a Roberta Gorni, realizzatrice di quattro tavole che compaiono nel libro.

Roberta Gorni

Roberta, com’è nata la sua passione per la l’illustrazione?

Sono nata con la matita in mano, disegno da sempre. Da piccola ero molto più diligente, ogni giorno nessuno mi distoglieva dal disegnare a ore su foglio dopo foglio… Ho studiato al liceo Artistico e poi mi sono laureata in Architettura a Venezia, ma la passione per l’illustrazione è parte di me da sempre: prima da fruitrice, poi da autrice e disegnatrice. L’oggetto libro è per me meraviglioso e ne possiedo di illustrati tanti da poter aprire una libreria, lo dico sempre! In questo campo mi sono formata in modo abbastanza autodidatta, ho seguito diversi corsi con grandi nomi dell’Illustrazione, ma è stato soprattutto un trasferimento di quattro anni a Barcellona, in Spagna, che mi ha permesso di trovarmi in un contesto artistico fertile, circondata da altri amici e artisti appassionati, forgiandomi come persona e artista.

In quel periodo ho pubblicato diversi libri illustrati, prima in Italia, poi in Spagna. Impegno totale, ma oggi in essi vedo poca maturitá artistica e personale.Rientrata in Italia per un pó di tempo mi sono fermata -vivere dei compensi del mondo illustrato in Italia è molto difficile- ma senza mai mollare. Oggi lavoro molto in contesto artistico come operatrice didattica, in Istituzioni Museali -come la Biennale di Venezia-, dove accompagno i bambini in visite guidate alla comprensione delle Esposizioni, ideando e conducendo laboratori artistici.

Ho partecipato alla realizzazione di questa graphic novel con gioia,  dopo diversi anni di inattivitá editoriale, e spero costituisca l’inizio di una ripresa in questo senso, anche perché per la prima volta sento di aver chiaro come e cosa voglio disegnare. Credo di aver trovato il mio stile. Oltretutto quello dell’illustratore é un lavoro solitario e che necessita di molta autodisciplina e mestiere, esercizi di mano e mente, croci o delizie che faccio fatica ad impormi, ammetto di essere un pò pigra e indolente, ed é su quello che devo lavorare”!

Quando è entrata a far parte del progetto editoriale che ha consentito la realizzazione di Sacerdotesse, imperatrici e regine della musica?

“In un certo senso ci sono entrata bussando io alla porta degli editori: circa un anno fa ho proposto a BeccoGiallo Editore -con cui avevo giá collaborato in passato- la pubblicazione di un mio progetto libro dedicato ad artiste donne dalle vite travagliate, di cui avevo realizzato giá diversi ritratti: tra loro cantanti, donne coraggiose icone del passato, artiste in vari campi come Frida Khalo, Romy Schneider e Edith Piaf . Tre dei ritratti che mostrai loro erano giá nella lista dei 20 del progetto libro delle Sacerdotesse.

 

Gli editori mi proposero di inserirli in quest’altro progetto e sono oggi lì stampati: quei disegni non sono nati quindi su commissione, ma per un mio intimo riconoscimento verso quelle donne straordinarie. Di questo vado molto fiera, perchého lavorato davvero con passione e devozione. Ho scelto di inserirli in questo progetto editoriale con illustrazioni a più mani che giá aveva carne al fuoco, così ero certa avrebbero visto luce in una pubblicazione sicura e in tempi brevi. Gli altri ritratti però li ho ancora lí, per ora fermi, e mi piacerebbe in futuro vederli stampati in un altro progetto solo a loro dedicato, o organizzarne un’esposizione…Vedremo”!

Quante illustrazioni ha realizzato per il volume?

“Nel libro i miei ritratti sono quattro: Janis Joplin, Josephine Baker, Nina Simone e Mavis Staples“.

Ci parli della splendida illustrazione dedicata alla cantante Janis Joplin?

Janis Joplin

“Il ritratto di Janis, come tutti gli altri, é nato a partire da una ricerca fotografica. Una volta scelto lo scatto che ho ritenuto più efficace, ho lavorato abbastanza rapidamente e di getto. Non impiego mai piú di un’ora credo per ritratti come questo.

 

A dire il vero non ho mai guardato l’orologio, ma il ritratto di Janis potrei benissimo averlo realizzato anche nell’arco di quaranta minuti di lavoro. La tecnica come si vede é mista e contempla la commistione di diversi materiali: matita grassa, pastelli, pennarelli, pennarelli indelebili, pastelli ad olio e cera…un bel miscuglio insomma, ma sempre con l’intento di ottenere un effetto finale dai colori e i chiaroscuri intensi, forti, energici. Questo si, niente digitale. I miei disegni li devo poter tenere tra le mani mentre li faccio, colori segni e sbavature li devo poter toccare tutti. Sono una materica -quasi- irriducibile.

Quale strumento musicale potrebbe rappresentare la sua illustrazione dedicata alla cantautrice Janis Joplin?

“Oh Lord, won’t you
Buy me a Mercedes Benz
My friends all drive Porsches
I must make amends”

“Ci ho pensato un po’ prima di trovare risposta a questa domanda, intendo che a una Nina Simone associo immediatamente un pianoforte, per esempio. Ad Aretha Franklin una tromba o un saxofono… a Janis non associo uno strumento, perché credo che la sua voce stessa lo sia. Uno strumento unico, graffiante, roco e selvaggio come le grida e le risate che intervallano i suoi pezzi… in questa strofa, nell’incipit di questa canzone, io sento nitidamente lo strumento Janis .Lei era una donna che amo moltissimo, mi sono interessata molto alla sua vita, guardandone interviste e documentari, oltre che ascoltandone le canzoni. Da ragazzina la trovavano brutta e si è per molto tempo sentita deridere per questo, era fuori posto col suo talento singolare e privo di pudori, soffriva nel suo provinciale paese di nascita, nella sua stereotipata famiglia. Provo una grande tenerezza e ammirazione per lei e la vita che ha dovuto cercarsi da sola fuggendo dal suo ottuso luogo di nascita. Ma fuori di lì è diventata una bella donna, una leonessa con un’autentica struggente voce, chiome selvagge e bellissime gambe,spesso passate inosservate”!

Progetti per il futuro?

Sono diventata un po’ scaramantica in questo senso e finchè non vedo un mio libro illustrato -a volte anche scritto- sullo scaffale ne parlo a malapena o per niente. Tendo a progettare libri in toto, da sola, testo e immagini nascono insieme nella mia testa e ora c’è un progetto libro che mi piacerebbe sviluppare.

 

Soggetto? Uno sguardo divertito e ammirato, una realistica osservazione sulla meravigliosa bizzarìa del mondo dell’infanzia. Non ho materiale per dire molto di più. Per ora è solo tutto nella mia testa e in qualche foto archiviata.Spero riuscire a portarlo a termine e che qualche editore ne risulti poi interessato. Incrociamo le dita”.

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