Parla l’illustratore del fumetto dedicato a Baudelaire

Parla l’illustratore del fumetto dedicato a Baudelaire

Dopo la chiacchierata con Andrea Laprovitera, sceneggiatore di Charles Baudelaire, ecco, come promesso, anche quella con l’illustratore Gian Marco De Francisco, allievo di uno dei massimi maestri della scuola sudamericana del fumetto, Carlos Meglia.

 

Autore di numerose graphic novel tra le quali citiamo: Da grande, opera di denuncia sociale sul precariato nel mezzogiorno (2016 edito Edizioni Lilliput ), Ragazzi di scorta. Rocco, Vito, Antonio: gli agenti di scorta di Giovanni Falcone (2016 edito Becco Giallo), Un caso di Stalking (2010 edito Edizioni Voilier), la prima opera a fumetti in Italia che tratta di tale reato. Nostra madre Renata Fonte (2012 edito 001 Edizioni), Charlotte Salomon. I colori dell’anima (2019 edito Becco Giallo).

Ringraziamo Fausto Bailo e la Premiata Libreria Marconi di Bra (Cn) per aver reso possibile queste interviste.

Quando è entrato a far parte del progetto editoriale che si è concretizzato della graphic novel Baudelaire?

“L’idea è nata da un coordinamento della casa editrice Lisciani per la collana I Girasoli,  curata da Giuseppe Guida. Sono stato contattato quasi subito, insieme ad altri autori (sceneggiatori, illustratori e in poco tempo si è creato un team affiatato. Io sono stato associato allo sceneggiatore Andrea Laprovitera e  ad altri stimati colleghi. La graphic novel  uscirà in commercio dal gennaio 2021.

E’ stato complesso ricreare le ambientazioni e i costumi della Parigi di metà ottocento?

“È stato abbastanza complesso. Baudelaire ha vissuto nell’800 e, come si può immaginare, non c’è moltissimo materiale visivo, quadri. Le poche fotografie che lo ritraggono sono di età adulta per cui, per la realizzazione delle tavole di Baudelaire giovane, ci siamo basati molto sulle interpretazioni ed analogie”.

Quanto tempo ha richiesto realizzare questo lavoro?

“Essendo quasi un centinaio di tavole, direi un anno di lavoro“.

Quale tecnica grafica ha utilizzato per creare le sue illustrazioni?

“Da molto tempo utilizzo tecnologie digitali, in questo caso cercando di utilizzare anche tecniche tradizionali come l’acquerello e la matita, che rappresentano una tecnica pittorica del ricordo. Infatti il tratto con la matita e l’acquarello non risulta molto dettagliato e permette di creare immagini sfumate che richiamano al passato”.

La vostra graphic novel si indirizza verso un pubblico in particolare?

“Questo lavoro si rivolge verso il pubblico degli adolescenti. Attraverso opere come queste essi possono conoscere, oppure recuperare grandi autori. La lettura del fumetto infatti risulta molto vicina alla loro età.

In passato ha realizzato altre graphic novel?

“Si, ho lavorato con molte case editrici, da Becco Giallo a 001. Prima di questa ho lavorato su Charlotte Salomon (Becco Giallo), una graphic novel realizzata con la sceneggiatrice Ilaria Ferramosca. Fra l’altro i diritti del fumetto sono stati venduti in Spagna, Gran Bretagna e Stati Uniti, sono molto contento perché è stato segnalato come uno dei 24 fumetti più apprezzati del mondo anglosassone”.

Progetti per il futuro?

“Ci sono una serie di progetti che stanno evolvendo, per motivi scaramantici preferisco non dire altro”.


 

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