Intervista esclusiva alla regista Alessandra Pescetta

Intervista esclusiva alla regista Alessandra Pescetta

“Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni”
Eleanor Roosevelt

Continuano le nostre chiacchierate con i nuovi astri del cinema italiano. Questa volta, con grande piacere, abbiamo intervistato Alessandra Pescetta regista dell’ottimo cortometraggio Solstizio d’inverno con la quale recentemente ha vinto il premio Miglior Fiction Italiana al Sardinia Film Festival.

Alessandra Pescetta

Alessandra Pescetta è una regista, sceneggiatrice e produttrice cinematografica italiana. Negli anni ’90 ha diretto molti videoclip per noti artisti, tra i quali ricordiamo Ligabue, Elisa, Avion Travel, Elio e le Storie Tese e Subsonica e spot pubblicitari per brand di fama internazionale  come Campari, Bulgari, Tissot e Disaronno e dirigendo nel contempo opere di videoarte e cortometraggi.

 

Dal 2011 si è dedicata a progetti cinematografici che hanno posto al centro della propria indagine i mondi relazionali ed emozionali di protagoniste femminili che vivono in paesi stranieri e su temi sociali quali l’ambientalismo e i disturbi alimentari. I suoi film hanno ricevuto importanti premi a festival in Italia e all’estero.

  • Ringraziamo Fausto Bailo per aver reso possibile questa intervista.

Quali sono stati i suoi registi di formazione?

“La mia formazione inizia da giovanissima nello studio di un pittore e nelle scuole di danza classica e contemporanea, poi continua all’Accademia di Belle Arti di Venezia dove ho avuto la fortuna di studiare con il videoartista Fabrizio Plessi e il critico cinematografico Carlo Montanaro.

La scelta decisiva di passare al cinema e alla videoarte è stata quando, in un piccolo cineforum di Venezia in cui c’erano molte rassegne interessanti è apparsa quella su Tarkowsky e Kurosawa. Una volta uscita dal cinema, non riuscivo più vedere nello stesso modo la natura, le persone, la città. Ho acquistato a poco a poco una telecamera da cui non mi separavo mai e non potevo fare a meno di concentrare il mio campo di visione e osservare ogni minimo dettaglio, cogliendone l’immensa potenza micro-cosmica.

Peter Greenaway, un altro maestro virtuale, l’ho amato per il suo senso pittorico e compositivo, i dialoghi minimalisti e ricchi di metafore. Dopo anni da autodidatta ho frequentato la scuola Fare Cinema di Marco Bellocchio, un altro mio maestro che è sempre un importante punto di riferimento per me, e infine Alejandro Jodorowky, che amo visceralmente”.

Come è nata la trama del cortometraggio Solstizio d’inverno?

“Considero l’arte anche uno strumento di azione sociale, e penso che riservare un’attenzione alle tematiche ambientali dell’eco-sostenibilità sia un compito importante per un artista. Un giorno in occasione del festival di Chiarissima, il direttore ha manifestato la sua volontà di sensibilizzare i cittadini sul tema dell’abbandono selvaggio dei rifiuti, ci siamo trovati subito d’accordo che il linguaggio narrativo del cinema fosse il mezzo più appropriato. Sono nate subito delle idee che ho sviluppato insieme a Francesca Scotti, scrittrice con la quale collaboro da tempo, portando alla luce il soggetto e la sceneggiatura di Solstizio d’Inverno.

 

Ci siamo ispirate al fenomeno solstiziale invernale, cui si ricollegano simbologie connesse alla luce ed al sole che sembrano rinascere ciclicamente. Anche per un rifiuto nell’immondizia ci può essere un’altra vita, un nuovo ciclo. E la doppia vita degli oggetti è una metafora della possibile doppia occasione di esistenza delle persone. Ridare vita a un oggetto che sembrava destinato a non averne più equivale alla rinascita di una persona, di una comunità, di una storia”.

Le riprese dove sono avvenute? Come è stato scelto il cast?

“Il progetto è piaciuto a LGH che ce lo ha finanziato. Così lo abbiamo ambientato proprio a Chiari (in provincia di

Una scena tratta dal cortometraggio

Brescia), sia nel centro storico che nella periferia. Le persone del luogo si sono subito rese disponibile per la collaborazione così, oltre ai 2 personaggi principali quali Igor (interpretato dal noto attore italiano Giovanni Calcagno, e Bahar (interpretata dalla giovane e talentuosa attrice turca Elit İşcan), che sono due attori professionisti, abbiamo collaborato con attori locali.

Elit Iscan l’ho conosciuta un paio d’anni prima al festival del Cinema di Frontiera, e mi aveva così colpito che mi ha ispirata alla scrittura di solstizio d’inverno, Giovanni Calcagno è il mio compagno di vita e di arte, e mi sono molto confrontata con lui per i dialoghi e i personaggi.

L’insieme dei brani musicali è eseguito dal vivo dal corpo Bandistico di Chiari G.B. Pedersoli con la direzione del Maestro Morlotti, e il brano Pioggia d’Aprile dalla originale cantautrice italiana Eleuteria. Nel film ho voluto dare risalto agli accenti linguistici dei personaggi, un elemento importante per contestualizzare il luogo in cui si svolge il film. Quindi oltre all’accento turco naturale di Bahar e all’accento dell’est di Igor, ecco gli accenti bresciani dei personaggi locali, interpretati oltre che dagli stessi musicisti della banda anche dagli attori locali di Ideateatro, segno di una presenza significativa in una drammaturgia radicata nella vita della comunità”.

Come è stato accolto Solstizio d’inverno dal pubblico?

Calorosamente e con molto interesse. E’ stato presentato in anteprima al RIFF Rome Indipendent Film Festival ed è stato finalista al . Inoltre è stato scelto per T.E.H.R per i diritti umani, rassegna in collaborazione con Amnesty International. Sta girando molti festival internazionali dal sud Corea alla Turchia“.

Conta di organizzare proiezioni nelle scuole(*)?

E’ già stato presentato a molte scuole della Lombardia, dando vita a importanti dibattiti, affrontando i temi dell’economia circolare, del riciclo e dell’utilizzo virtuoso delle risorse. Nel prossimo autunno ce ne sono altri in programma per scuole medie e superiori.

Quali i progetti futuri di Alessandra Pescetta?

“Nel maggio del 2019 sono stata selezionata alla Film Production Residency a Busan (Corea del sud) – che fa parte del network dell’UNESCO come unica regista italiana per rappresentare l’Italia, dove ho girato il cortometraggio In the land of morning calm, che è in fase di post-produzione e che finirò a breve.

 

Poi un nuovo lungometraggio che dovrei girare nel 2020. E tanti progetti meravigliosi che stanno per prendere vita. Non manca il mio insegnamento al Centro Sperimentale di Cinematografia di Milano e alla LABA di Brescia oltre a decine di Workshop che conduco in varie città di Italia”.

 

(*)Se qualche scuola fosse interessata a ricevere informazioni può scrivere a: lacasadeisanti@gmail.com

 

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