‘La radiomante di Himmler’: intervista esclusiva a Marco Consentino

‘La radiomante di Himmler’: intervista esclusiva a Marco Consentino


La radiomante di Himmler
di Marco Consentino e Domenico Dodaro
(2026, Neri Pozza)


Chi sono gli autori

Marco Consentino, già Capo dell’Ufficio del Cerimoniale del Senato, ha scritto manuali di costume e comportamento, libri di ricette, testi teatrali e sceneggiature di graphic novel. È autore dei romanzi I fantasmi dell’Impero (con Domenico Dodaro e Luigi Panella, Sellerio 2017, Premio selezione Bancarella 2018) e Madame Vitti (con Domenico Dodaro, Sellerio 2022).

Domenico Dodaro, avvocato, esperto di diritto di impresa, vive a Roma. È autore dei romanzi I fantasmi dell’Impero (con Marco Consentino e Luigi Panella, Sellerio 2017, Premio selezione Bancarella 2018) e Madame Vitti (con Marco Consentino, Sellerio 2022).

Di cosa parla il libro

La storia è ambientata nel 1943 e si snoda tra il tratto maremmano della costa toscana e Berlino. Per la vicenda e i due personaggi principali, Maria Magnani e Corismo Corsi, gli autori si sono ispirati a Maria Mataloni e a suo marito Costantino Cattoi, persone realmente esistite e vissute in quel periodo a Porto Santo Stefano, sull’Argentario.

 

Maria Mataloni era una sensitiva, conosciuta per le sue straordinarie capacità di localizzare, a decine di metri di profondità, acqua, minerali o oggetti nascosti tramite pendoli o bacchette. Dopo il matrimonio con Corismo Corsi degli anni ’30, mise a frutto questi suoi talenti e fondò con lui una società radio geotecnica per svolgere ricerche idriche, minerarie ed archeologiche e che, soprattutto all’inizio, ebbe discreta fortuna.

Consentino e Dodaro

In un periodo storico dove ancora il nazismo dettava legge in Europa, aggiungendo a nazionalismo estremo, antisemitismo radicale, razzismo scientifico e volontà di espansione territoriale anche l’ossessione esoterica, i poteri di Maria non potevano certo passare inosservati.

 

In particolare Himmler, seguace del misticismo e della mitologia norrena/germanica, impegnato nella lotta tra gerarchi per accaparrarsi le grazie di Hitler, vedeva in lei la possibilità di impossessarsi dell‘Oro del Reno: un tesoro mitico che conferiva potere assoluto a chi lo possedeva, simbolo della purezza e supremazia ariana.

 

Ecco allora che la vicenda si trasforma in una vera e propria spy story che ruota attorno al coinvolgimento di Maria nelle ricerche esoteriche del regime nazista.

 

In questa lotta tra buoni e cattivi, bene e male, emerge una perfetta armonia tra i fatti storici o di ispirazione storica e la psicologia dei personaggi. Gli autori non raccontano solo una storia, permettono al lettore di creare un legame emotivo profondo, quasi una sorta di identificazione, con gli attori della storia.

 

Dopo ‘Madame Vitti’ il duo Consentino/Dodaro fa luce su un altro personaggio femminile che non si trova sui libri di storia, ma che di sicuro vale la pena conoscere e ricordare.


Intervista a Marco Consentino

 

Questa storia si ispira ad una donna realmente vissuta negli anni venti del Novecento a Monte Argentario, in Toscana: Maria Magnani nel libro, Maria Mataloni nella realtà. Cosa vi ha attirato di questa figura, tanto da scriverci un romanzo?

Maria Mataloni era una sensitiva nata nel 1906 nel paese dove sono cresciuto: Porto Santo Stefano, e divenuta famosissima negli anni venti grazie ai suoi poteri di radiomante. Facoltà formidabili e inspiegabili. La ragione per la quale ne conosco la storia è personale: la mia mamma maestra, Bruna Bindi, classe 1923, abitò per quasi un anno nella villa sulla Giannella di proprietà della coppia Cattoi-Mataloni.

Tra il settembre 1944 e il giugno 1945 fu istitutrice della maggiore delle loro figlie, Giovanna Atlantica, e aiutò anche Maria Pia nell’imparare a leggere e scrivere. Non a caso il libro è dedicato alle due bambine di allora (la prima nata nel 1934, la seconda nel 1938).

La storia è piuttosto complessa e, appare evidente, ha alle spalle un grande lavoro di ricerca. Come avete gestito la realizzazione dell’opera?

L’idea che “i nazisti di Indiana Jones” potessero interessarsi ai poteri della coppia Cattoi-Mataloni è vecchia di quasi dieci anni. Con Domenico ne parlammo già prima di ‘Madame Vitti’, ma volevamo che la trama, pure se frutto di fantasia, sembrasse reale; insomma, non ci bastava una giustapposizione di verità e verosimiglianze.

 

Per arrivare a questo risultato ci è voluto molto tempo, sia prima di iniziare a scrivere (per focalizzare il plot) che dopo aver cominciato: ogni volta che il filo narrativo si scontrava con la cronaca, i dati, le circostanze dell’epoca lo abbiamo piegato, modificato, riannodato. E considerato il fatto che – almeno al primo livello di lettura – si tratta di un giallo, far tornare i conti è stato, soprattutto nei quadri finali, piuttosto complicato.

Quali sono le difficoltà maggiori per uno scrittore che decide di dedicarsi al romanzo storico?

La ricerca, naturalmente. Può portare via molti mesi, a volte anni, prima di acquisire la solidità necessaria a sostenere il peso della narrazione: per quanto sia entusiasmante, è un lavoro che logora. Ma la difficoltà maggiore consiste nel resistere all’impulso di scrivere tutto quel che si è imparato.

 

A volte, studiando si scoprono chicche delle quali è impossibile non innamorarsi, dettagli che per solo il fatto di essere veri (specialmente se curiosi o peggio, mai sfruttati in narrativa) ci chiamano. È come se pretendessero visibilità, ritenendo in buona fede di essere utili mentre molto spesso è vero il contrario.

 

Ti faccio un esempio – e ce ne sono diecine – che riguarda questo romanzo: Himmler aveva un aereo personale, con tanto di sigla e nome del pilota. È con quello che Wimmer viene condotto in Ucraina nel capitolo uno, e la tentazione di riportarne i dati è stata fortissima. Ma è evidente che avrebbero rappresentato per il lettore un’informazione superflua, e uno sforzo di memoria fine a se stesso.

Come si riesce a colmare i vuoti della storia con l’immaginazione, creando personaggi credibili in contesti reali?

È il contraltare di quanto appena detto. Nella maggior parte dei casi i dati non possono essere usati tal quali, ma offrono comunque spunti poderosi. Sempre per rimanere alla Radiomante, a Orbetello Maria compra giornali per il marito, e la conversazione con l’edicolante (personaggio credibile in contesto reale) ci serve per riportare una riflessione indispensabile di lei sull’evolversi degli eventi.

Ci abbiamo messo un sacco per trovare il modo di farla pensare senza che apparisse forzato, finché l’idea dell’edicola sul Corso, con I quotidiani di quel giorno esatto, ce ne ha offerto la possibilità. Certo, ci vuole anche fortuna: nel Corriere dei Piccoli di quella settimana il Sor Pampurio invece di essere contento (come di solito) per il nuovo appartamento, lo era d’esser qui per sfollamento. Cioè esattamente quel che serviva…

Quale è il confine tra la verità storica e la narrazione romanzesca?

Se il lavoro è venuto bene, nel romanzo il confine non si vede. Il lettore dovrebbe domandarsi a ogni pagina: questo sarà vero o è inventato?.

Tu hai scritto e pubblicato per Sellerio editoreI fantasmi dell’impero’ e ‘Madame Vitti’, due romanzi storici di grande successo. Sempre con Domenico Dodaro e, nei ‘fantasmi’ anche insieme a Luigi Panella. Qual è il valore aggiunto di scrivere a quattro/sei mani? E come suddividete la stesura?

Ci tengo a dire, innanzitutto, che il successo c’è stato in entrambi i casi, ma con numeri molto diversi. Madame ha venduto meno di un terzo dei Fantasmi, che hanno superato le quarantamila copie e stanno per uscire in edizione economica. Il che rafforza il valore del collettivo, visto che in quel caso eravamo tre e non due. Come si fa? Scrivendo sul cloud… Si decide la trama (salvo modificarla in corso d’opera), poi ci si assegnano i compiti (io scrivo I capitoli tre e cinque, tu, l’uno e il due eccetera), quindi ciascuno interviene dove vuole correggendo gli altri senza infingimenti. Si litiga, ma è come disporre naturalmente di un editor.

 

E il risultato è un linguaggio omogeneo; alla fine neanche noi riconosciamo più gli interventi sul testo dell’uno o dell’altro. Un’opera a più mani è credibile soltanto se non si vede chi ha scritto che cosa. Noi ci siamo riusciti e ne andiamo orgogliosi, perché è difficilissimo sia correggere evitando l’autocensura che accettare serenamente le modifiche altrui.

Dopo la storia dell’Africa italiana e del crollo dell’impero fascista, la storia vera e dimenticata di una donna italiana che dalla Ciociaria emigra a Parigi alla fine dell’Ottocento fondando un’accademia di pittura per sole donne e quest’ultima vicenda che si svolge negli anni Quaranta del Novecento, avete in mente di indagare altre epoche?

Mai dire mai, ma lo sforzo che ci vuole per entrare con la testa e il cuore in un’altra epoca è grande. Al momento, dovessi scrivere un nuovo romanzo storico credo rimarrei nella prima metà del Novecento…


Intervista a cura di Dianora Tinti, scrittrice e giornalista.


 

Condividi:

Post correlati

‘I miei umani difettosi’, ne parla l’autrice Elly Bennet

'I miei umani difettosi', ne parla l'autrice Elly Bennet


'I miei umani difettosi', ne parla l'autrice Elly Bennet

I miei umani difettosi di Elly Bennet (Accornero edizioni, 2025) Chi è l’autrice Nata a Lecco, è amante dell’arte in tutte le sue forme, della natura, dei viaggi e degli animali. È un’avida lettrice e disegnatrice, oltre che una cantante emergente. Da sempre dalla parte dei più...

Fumetti: intervista esclusiva a Fabio Celoni

Fumetti: intervista esclusiva a Fabio Celoni


Fumetti: intervista esclusiva a Fabio Celoni

Paperone in Atlantide sceneggiatura e illustrazioni di Fabio Celoni Sono convinto che i fumetti non debbano solo far ridere. Per questo nelle mie storie trovate lacrime, rabbia, odio, dolore e finali non sempre lieti. Osamu Tezuka Fabio Celoni è disegnatore e...

Intervista esclusiva alla scrittrice spagnola Julia Navarro

Intervista esclusiva alla scrittrice spagnola Julia Navarro


Intervista esclusiva alla scrittrice spagnola Julia Navarro

Julia Navarro è tra le scrittrici spagnole più apprezzate in Italia e, con oltre quattro milioni di copie vendute nel mondo, i suoi libri si sono affermati come un fenomeno editoriale capace di coniugare storia e suspense.   E' recentissima l'uscita in libreria di Il bambino che...

Lascia un commento