Lacrime per un matrimonio

Lacrime per un matrimonio

 

Dunque, la mia mamma, che molti amici anche di FB hanno avuto per maestra, era donna piuttosto determinata, di una buona cultura e mentalità pratica. Aveva però due debolezze: una, il festival di Sanremo, che mi ha trasmesso con carattere dominante.

L’altra, evidentemente recessiva, erano le famiglie reali con tutto ciò che stava loro intorno, scandali, matrimoni, pettegolezzi e parentele. Sapeva come erano intrecciate tra loro le varie regine e principesse, i principi consorti e i re, spaziava dai Savoia allo Scià di Persia passando per la regina d’Olanda.

caccia-al-ladroCosì, quando nel 1956, si sposò Grace Kelly, la vicenda principesca-cinematografica la mandò in visibilio. Grace, protagonista di film indimenticabili (il suo preferito era Caccia al ladro con Cary Grant) e il principe Ranieri convolavano a giustissime nozze.

 

Mia madre era una che si documentava su tutto, Sanremo e principesse compresi, leggendo i rotocalchi dell’epoca. Ma in quel caso, era talmente entusiasta che volle precisare alla edicolante quale era il giornale che voleva, aggiungendo:

 

“quello dove sono tutte le foto del matrimonio”

“Quale matrimonio?” rispose l’altra, piuttosto nervosa.

“Ma quello della principessa, di Grace!”

La signora, tra l’altro di dimensioni piuttosto voluminose, si erse in tutto il suo sdegno: “Ma io dico, tutti con questo matrimonio! Anche la mi’ figliola s’è sposata e non l’abbiamo fatta tanto lunga, capito?”

Era davvero contrariata la giornalaia e, scuotendo la testa, disse a mia madre: “Ecco, lo tenga questo giornale, se la guardi la sua principessa “ e le passò bruscamente la rivista.

Lei, donna educatissima, rimase talmente male che raccontava questo aneddoto anche molti anni dopo e diceva che la giornalaia l’aveva fatta piangere. E, mentre guardava il servizio fotografico, le scorrevano le lacrime, pensando a come era stata trattata, secondo lei ingiustamente. Insomma, in sostanza, mia madre pianse al matrimonio, non il mio, però, quello di Grace!

P.S. inutile dire che cambiò edicola

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