L’anima pop del “Premio letterario Amalago”

L’anima pop del “Premio letterario Amalago”

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La scorsa domenica 15 maggio si è svolta a Stresa, sull’incantevole Lago Maggiore, la cerimonia di premiazione della 1^ edizione del Premio Letterario Amalago, riservato ai romanzi storici.

Anche se nata soltanto da pochissimo tempo, la manifestazione ha già dimostrato di poter ambire a diventare un importante punto di riferimento nel panorama dei concorsi letterari italiani.

L’ideatrice del Premio, Sibyl von der Schulenburg

All’insegna della trasparenza, il Premio ideato dalla scrittrice Sibyl von der Schulenburg, insegue due grandi obiettivi: promuovere la buona scrittura e unire i comuni che si affacciano sul lago Maggiore, italiani e elvetici, in un comune progetto culturale che vuole premiare i libri amati dal popolo dei lettori e non decisi da case editrici o nicchie di intellettuali staccati dalla realtà.

Per questo la candidatura dei libri è stata proposta dal web e da blog letterari selezionati come Mangialibri, Thriller storici e Dintorni, Claudio Fiorentini e il nostro Letteratura e Dintorni. Dieci titoli fra quelli proposti sono arrivati in semifinale.

I testi sono poi stati valutati da una Commissione tecnica, presieduta da Stefano Zecchi e composta dalla scrittrice Sibyl von der Schulenburg, Giuseppe Polimeni, Flavio Santi e Marco Fornasir. Per educare gli studenti all’arte e alla bellezza, sono state coinvolte nella valutazione dei testi anche le scuole, che hanno creato appositi gruppi di lettura.

I tre titoli finalisti decisi dalla Commissione sono stati poi valutati da un gruppo di recensori letterari del web o testate giornalistiche.

A questa edizione hanno contribuito Luigia Amico, Claudia Babudri, Connie Bandini, Enrico Bistazzoni, Renzo Brollo, Gianna Castelmagno, Serenella Corvo, Raffaellina Di Palma, Alessandra Farinola, Raffaello Ferrante, Claudio Fiorentini, Davis Frati, Eleonora Giudici, Maria Marquez, Roberto Orsi, Donatella Palli, Matteo Palli, Laura Pitzalis, Maria Rizzi, Serge Roic, Mario Sellitri, Lina Senserini, Luca Siniscalco, Lorenzo Strisciullo, Sara Valentino e la sottoscritta.

Stefano Zecchi e Roberto Alessi

Oltre a Stefano Zecchi, filosofo scrittore opinionista italiano e professore di estetica presso l’Università degli studi di Milano, è intervenuto alla cerimonia finale Roberto Alessi, giornalista e direttore di Novella 2000. I due hanno data vita a un piacevole dibattito sul mondo dei concorsi letterari, della letteratura e della cultura in genere.

Il vincitore di questa edizione, con Le sette dinastie (Newton Compton), è stato Matteo Strukul, autore bestseller della saga MEDICI, vincitore del Premio Bancarella 2017, tradotto in venti lingue e quaranta Paesi del mondo. Pensate che solo in Italia ha venduto oltre 850.000 copie. A lui è stato assegnato un premio in denaro di 3.000 euro.
Con questo romanzo Strukul indaga sette famiglie che hanno fatto la storia dell’Italia del XV secolo, sette governanti che hanno conquistato il potere con l’inganno e la ferocia.

Al secondo posto, di strettissima misura, Maurizio Ponticello, scrittore e giornalista, presidente dell’associazione di giallisti Napolinoir, che con questo romanzo La vera storia di Martia Basile (Mondadori), è giunto al suo decimo libro, il primo storico. A lui è andato il secondo posto e un premio in denaro di 2.000 euro dedicato a Agar Sorbatti, la prima donna ingegnere delle Marche (laureata nel 1923) e la settima del Regno d’Italia. Tutt’oggi un modello di riferimento nel mondo femminile.

Le mie interviste agli autori finalisti

Ponticello narra la storia di Martia che, nella Napoli sul finire del 1500, viene venduta dal padre a soli 12 anni a un cinquantenne che sarà un marito violento. Una storia di soprusi ancora tristemente attuale.

A terzo posto con Giuliano e Lorenzo (Scrittura e scritture) si è piazzata Adriana Assini, scrittrice e acquarellista romana, pluripremiata per i suoi numerosi romanzi storici.
Con un linguaggio antico, Assini ci regala un affresco della Firenze del XV secolo, dove i due fratelli Medici, uno gaudente e l’altro temperante, forgiarono una città che ancora oggi non li ha dimenticati.


Dianora Tinti, scrittrice e giornalista

Foto di Manfredo Pinzauti


 

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