‘Nulla d’importante tranne i sogni’ di Rosalia Messina

‘Nulla d’importante tranne i sogni’ di Rosalia Messina


Nulla d’importante tranne i sogni
di Rosalia Messina
(2023, Arkadia Editore)


Chi è Rosalia Messina

Nata a Palermo nel 1955, giudice in pensione, è autrice di poesie, testi teatrali, raccolte di racconti e romanzi, anche per bambini. Con Marmellata d’arance (Edizioni Arianna, 2013) è arrivata finalista al concorso Una storia per il cinema 2022. Del romanzo ne è stato fatto anche la versione teatrale, realizzata insieme alla sorella Anna, con cui ha vinto il premio L’Artigogolo 2017, sezione Drammaturghi esordienti. Il romanzo è stato pubblicato poi in forma monografica, dalla casa editrice Chipiuneart.

Di cosa parla il libro

La protagonista Rosamaria Mortillaro, detta Ro, nota scrittrice siciliana, ha un rapporto altalenante e complicato con la sorella Annapaola, detta Nana, dalla quale cerca di farsi perdonare tutto ciò che ha avuto in più dalla sorte.

 

Nana ogni tanto crea le condizioni per un allontanamento e rende difficili le riconciliazioni. Il filo usurato e più volte riannodato finisce per spezzarsi in modo irreparabile a causa di un banale contrasto innescato da Nana, a seguito del quale Ro decide, con dolorosa lucidità, di volersi sottrarre al gioco delle tregue e dei conflitti. Sarà un evento scatenante a dare il via a un percorso singolare e grottesco alla fine del quale emergerà l’autentica natura di Rosamaria.

Cosa ne penso

Uscito il 15 settembre 2023, dopo cinque anni di stesura, il romanzo racconta il difficile rapporto dell’autrice con la sorella e la sua passione per la scrittura. Una storia alla quale Rosalia Messina tiene molto. Rispetto alla primissima stesura ci sono stati numerosi cambiamenti: parti ampliate, soppresse, capitoli aggiunti, diversi editing e pubblicazione di altre opere, ma senza per questo mai dimenticare nel frattempo Ro, Nana e gli altri personaggi.

“La personalità della protagonista, Ro, è complessa, ricca di sfaccettature difficili da cogliere se non la si guarda con occhi affettuosi, cioè come l’ho guardata io, man mano che il suo personaggio prendeva corpo e sostanza nelle pagine che andavo scrivendo, e come la guardano gli amici di vecchia data, il nipote Fosco e, soprattutto, la cara amica Anita”. Ha spiegato l’autrice.

Ro vorrebbe essere all’altezza di un ideale di donna giusta e generosa. Vorrebbe essere perdonata, e soprattutto perdonarsi, per essere così tanto più dotata della sorella. Nana, a sua volta prova per Ro una invidia che ogni tanto la porta a inscenare un conflitto e ad allontanarsi, lasciando poi a Ro il compito di ricucire lo strappo.

È un gioco delle parti che dura, come tutti i meccanismi di questo tipo, fino a quando uno dei partecipanti perde la pazienza e si sottrae al ruolo assegnato (o peggio, autoassegnato), facendo saltare gli equilibri.

Azzeccata la tecnica narrativa basata in parte su una serie di lettere che danno movimento al plot e ‘freschezza’ alle vicende.

Un altro aspetto da sottolineare è l’ambientazione siciliana, molto curata. La sicilitudine, come la chiama lei stessa. I profumi, i colori, i sapori, la parlata e il paesaggio siciliano hanno un largo spazio in tutte le pagine del romanzo.


Recensione a cura di Francesca Ghezzani, giornalista e addetta stampa.


 

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