Parallax, esordio di Ivan Catania

Parallax, esordio di Ivan Catania

Chi è Ivan Catania

Infermiere e informatico, Ivan Catania nasce a Sanremo. Appassionato di scrittura, ha collaborato con riviste di vari settori: dall’IT al settore sanitario, tra cui Occhio Clinico. Come blogger, ha collaborato con varie testate elettroniche come Callr.it, Lupokkio.it e il britannico Next Wired.

 

Ha scritto diversi racconti, saggi e novelle, partecipando a svariati concorsi letterari.

 

Divoratore di fantascienza sin dalla prima infanzia, ricorda Gene Roddenberry come appuntamento post cena, con Star Trek Original Series.

 

Fra i tanti, ad influenzarlo nella scrittura, sicuramente Isaac Asimov, Joël Dicker, Philip K. Dick, ma anche le serie TV The handmaids tale e Fringe.

 

Marito e padre di due splendidi bambini, ci dice: Lavoro per sopravvivere. Scrivo per vivere e per farvi vivere infinite vite!

 

Parallax è il suo romanzo di esordio (Herkules Books Editore, 2018) dedicato proprio a loro.

 

L’amore per lo scrivere ha radici lontane e profonde, come ci rivela lui stesso: “Il mio amore per la scrittura nasce con l‘aver imparato a scrivere. O meglio, nel momento in cui ho avuto necessità di scrivere qualunque cosa. Potrei dire dall’infanzia. A volte è amore: scrivo perché mi piace dar vita a nuove storie, mondi e personaggi. Altre volte è necessità: quando per esempio ho bisogno di estraniarmi, di andare via lontano, di essere qualcun altro…

Di cosa parla Parallax

Ambientato in un futuro nemmeno troppo lontano, siamo solo nel 2148, il romanzo prende le mosse dallo scampato pericolo di una collisione terra/asteroide. La tecnologia è arrivata a livelli elevatissimi e così il corpo celeste è stato catturato e la razza umana è ancora salva.

Sulla Terra la situazione però non è delle migliori. Il genere umano è a rischio estinzione, a causa di tanti fattori, compresa la sua povertà morale, limitatezza e mediocrità che si rivela in tutta la sua potenza quando si scopre che l’asteroide contiene una quantità immensa di oro purissimo.

L’uomo più potente e ricco del pianeta decide che l’unica soluzione è distribuire l’oro fra tutti i cittadini, in parti uguali, ma questo sarà ostacolato da molti, compresi familiari e amici più cari. E la storia si tingerà di giallo con l’uccisione della moglie…

“Sono 10 mesi che ragiono caro amico…. Analizzando tutti i punti a favore e contro. Quello che abbiamo non è nostro! È di tutti. Tutti devono poterne usufruire, tutti devono sapere, e tutti lo avranno. È giusto così Trevor. Abbiamo analizzato noi l’asteroide perché solo noi avevamo i mezzi per farlo e solo noi potevamo distruggerlo se fosse stato un pericolo per la Terra. Quando abbiamo inviato Infinity four, nello stesso istante in cui è decollata, sapevo che quello che avevamo trovato non era nostro. Per la legge planetaria ci spetta di diritto, anzi siamo noi i salvatori del pianeta. Ma per la mia coscienza sono solo un custode. E presto sarò il distributore. Ho già attivato il dottor Ghizopoulos per studiare una procedura su come raffinarlo, dividerlo e renderlo disponibile in parti uguali.”

Cosa ne penso

Un romanzo in bilico fra il fantascientifico e il giallo: un fantagiallo. Sullo sfondo di uno scenario futuro, infatti, l’elemento narrativo si fonda su ipotesi di carattere più o meno plausibilmente scientifiche e si sviluppa in una mescolanza di fantasia e scienza. La vicenda però indaga anche su un delitto e i sospettati fanno parte di una cerchia ristretta e ben definita, come in ogni giallo che si rispetti.

Da apprezzare l’abilità con la quale Ivan Catania è riuscito a fondere la scienza del ragionamento deduttivo, tipica del giallo, con le trovate futuristiche tipiche della fantascienza.

Un’accoppiata di generi senza dubbio interessante che ha avuto illustri predecessori. Basti pensare a Abissi d’acciaio (1953) e Il sole nudo (1956) nei quali il grande Isaac Asimov ha messo fianco a fianco un poliziotto umano e un detective/robot.

Quindi, anche grazie a questo mix, l’autore ha costruito una storia avvincente, ben delineata, ricca di personaggi credibili e interessanti che incarnano vizi e virtù di una razza umana che rimane uguale, da questo punto di vista, nonostante il passare dei secoli.

Se da una parte è consolante constatare come, nonostante gli innumerevoli mutamenti per la Terra e gli uomini, anche nel 2148 sopravvivano filantropi, persone che svolgono e sostengono attività benefiche a favore di tutta l’umanità, dall’altra non rincuora certamente vedere persistere la meschinità e l’avidità, la sete di denaro e gloria.

Oltre a ciò, l’incognita del destino dell’uomo in Parallax assume ruolo da protagonista principale. L’autore cerca di interpretare il tema fortemente dibattuto nella storia dell’umanità, sia a livello mitologico, religioso che filosofico, della questione di se, come e quando l’universo sia destinato a finire.

 

Pagine ricche di contenuti, quindi, in un gioco di specchi dove le virtù si mescolano ai vizi e le domande non sempre trovano risposte.

 

Un romanzo snello ed agile, ben scritto e con una trama molto curata sotto ogni aspetto con vistose implicazioni etiche ed esistenziali.

 

Più di un fantagiallo, una lettura trasversale consigliata a tutti coloro che amano passare qualche momento in compagnia di un buon libro!

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