“Diario-Anne Frank”: parla l’illustratore Scarduelli

“Diario-Anne Frank”: parla l’illustratore Scarduelli


Diario – Anne Frank

a cura di Matteo Corradini

con illustrazioni di Giovanni “Gioz” Scarduelli

(2023, Rizzoli Editore)


Non mandate i figli in gita ai campi di sterminio. Lì si va in pellegrinaggio. Sono posti da visitare con gli occhi bassi, meglio in inverno con vestiti leggeri, senza mangiare il giorno prima, avendo fame per qualche ora.”

(Liliana Segre)

Per celebrare la Giornata della Memoria,ogni anno vengono pubblicati molti volumi a tema: saggi, racconti, romanzi, graphic novel.

Da pochi giorni è uscito: Diario – Anne Frank una edizione con illustrazioni di Giovanni “Gioz” Scarduelli (edito Rizzoli nella collana BUR Memoria) che abbiamo avuto il piacere di intervistare.


 

Giovanni “Gioz” Scarduelli è autore, illustratore, fumettista e visual designer. Lavora principalmente con case editrici e quotidiani per cui disegna interni, copertine, storie, fumetti, lettering e qualsiasi cosa si possa fare con la matita. Tra gli altri, ha illustrato copertine e romanzi di Walter Veltroni e Pietro Grasso.

Giovanni “Gioz” Scarduelli

Ha disegnato i fumetti Nikola Tesla premio Giancarlo Dosi 2019 – scritto da Sergio Rossi (Beccogiallo, 2018), Edward Hopper – Pittore del silenzio scritto da Sergio Rossi (Centauria, 2019) e Mark Rothko – Il miracolo della pittura scritto da Francesco Matteuzzi (Centauria, 2020), che sono tradotti in vari paesi.

 

Ha progettato e disegnato la prima versione illustrata dell’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters (Mondadori Contemporanea, 2022).


Come è nata la sua passione artistica?

“Disegno da quando ho memoria. Per me è sempre stata una cosa che mi veniva abbastanza facile – guardavo i cartoni animati di Batman su Italia1 (Batman The Animated Series) e mi piacevano così tanto che volevo fermarli, possederli, che fossero un balzo, una scazzottata o un costume.

Mamma mi comprava le VHS vergini al supermercato, io registravo gli episodi e poi me li riguardavo per ore, bloccando sul fotogramma che mi piaceva di più e lo ridisegnavo. A volte mi facevo aiutare da mia sorella, lei disegnava e io coloravo, finché non sono diventato abbastanza indipendente per fare tutto da me (ride)”

Quali sono i suoi autori di riferimento?

“Sarebbe una lista molto lunga. Prendo i riferimenti un po’ da tutto quello che mi piace, dall’illustrazione al fumetto ma anche da pittura, musica, cinema, fotografia. Se dovessi elencarne alcuni direi Bruce Timm, Darwin Cooke, John Romita Jr., Tim Sale, David Mazzuchelli, ma anche Cristophe Blain, Simon Leclerc, Manuele Fior, Orson Welles, Giovanni Fattori, Luigi Ghirri, ai quali guardo con ammirazione e devozione. Poi dipende dal periodo, da quello che mi piace in un certo momento, appena trovo qualcosa che mi incuriosisce cerco di capire come potrei farla mia”.

Quali sono stati i suoi primi passi nel mercato dell’editoria?

“Ho iniziato illustrando degli articoli per una piccola rivista di settore di nome Liber, per arrivare abbastanza presto ad una cover per un inserto di la Repubblica e alcune illustrazioni per un’antologia di italiano per ragazzi.

 

Parallelamente continuavo a lavorare su serie e illustrazioni personali per riempire il mio portfolio. Un lavoro tira l’altro e ben presto le commissioni hanno occupato tutto il portfolio, e anche il tempo lavorativo della settimana.”

Quando è entrato a far parte del progetto che ha consentito la realizzazione di questo volume?

“Quando è arrivata la richiesta di lavorare a questo libro avevo già realizzato un paio di volumi per Rizzoli, uno proprio nella stessa collana (Un Sacchetto di Biglie di Joseph Joffo) e un romanzo per ragazzi su Paolo Borsellino (La Casa di Paolo di Sara Loffredi con Marco Lillo).

Un libro ha bisogno di parecchio tempo per essere realizzato e la lavorazione può interessare diversi mesi (anche se i giorni effettivi di lavoro sono molti meno), ho iniziato a lavorarci la scorsa estate per ultimarlo qualche mese dopo, sul finire dell’autunno”.

Quanta delicatezza ha richiesto realizzare le tavole per Il Diario di Anne Frank?

Piuttosto che delicatezza, penso che l’accento fosse sull’attenzione. Il Diario è un classico della letteratura e come tale, nel corso degli anni, è stato adattato, riadattato, disegnato e ridisegnato molte volte, per non parlare delle versioni cinematografiche, seriali o a strisce.

 

La posizione (scomoda) ma estremamente intrigante di lavorare ad un libro come questo è proprio quella di trovare un proprio modo per restituirlo, perché non sia la copia della copia ma qualcosa di più originale possibile. La forza di un classico è quella di essere sempre attuale e non esaurire mai la propria potenza evocativa.

 

Le illustrazioni di questo volume sono a corredo di ogni capitolo/diario – (questa è stata l’intuizione dell’editore) per cui avevo bisogno di muovermi con attenzione e un po’ di furbizia. Ho lavorato per sintesi cercando di restituire non tanto le scene, quanto la dimensione temporale di questa storia”.

Se potesse scegliere di quale libro le piacerebbe realizzare una graphic novel?

“Sono anni che voglio realizzare un adattamento a fumetti di Uomini e No di Elio Vittorini. È un romanzo che amo tantissimo, modernissimo, dalla prosa ai dialoghi. Ho già in mente quella Milano lì, gli appartamenti e le vie della città, i volti dei personaggi e il tono di fondo, mi divertirei tantissimo”.

Sogni nel cassetto?

Tornare a dove è cominciato tutto. Vorrei disegnare una bella storia su Batman. Questo è il sogno, da sempre – ma devo dire con non so se ne sarei capace. Ecco, là dovrei andarci veramente con delicatezza … planando dall’alto, armato di china e pennello, con la maschera e il mantello nero”.


Intervista a cura di Fausto Bailo, promotore culturale, e Premiata libreria Marconi di Bra (Cn)


 

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