‘Il sogno di Suzana’ di Ausilio Bertoli

‘Il sogno di Suzana’ di Ausilio Bertoli


Il sogno di Suzana. Amore e morte nel Kosovo del dopoguerra

di Ausilio Bertoli

(2026, Fefè editore)


Chi è Ausilio Bertoli

Vive a Grumolo delle Abbadesse (Vicenza), dov’è nato nel 1945, e a Limena (Padova). Laureato in Sociologia all’Università di Urbino. Ha insegnato discipline aziendali e commerciali negli istituti superiori, è stato assistente di Mascilli Migliorini (Sociologia della comunicazione) e Gabriele Pavolini (Teorie e tecniche delle comunicazioni di massa) nei corsi estivi dell’università di Urbino. Ha collaborato con la Facoltà patavina di Psicologia nell’ambito della criminologia e della devianza. È sociologo opinionista di alcune emittenti televisive, tra cui Canale Italia.

Iscritto dal 1987 all’Albo dei Giornalisti del Veneto, ha collaborato con varie testate, tra cui Il Gazzettino, Il Giornale di Vicenza, La Voce dei Berici, Veneto ieri oggi domani, con articoli di cronaca, critica letteraria, reportage e racconti. Ha anche collaborato con il blog Letteratitudine di Massimo Maugeri.

Ha ottenuto diversi riconoscimenti in ambito letterario, tra cui il Premio alla carriera al concorso De Finibus Terrae, della Giuria al concorso Gian Antonio Cibotto di Rovigo, il Premio speciale della Giuria al concorso dedicato a Raffaele Crovi, il Premio della cultura 2025 al concorso Maria Monteduro-De Finibus Terrae e quello della cultura 2025 al concorso letterario Gallipoli, la Città bella.

Ha pubblicato numerosi libri di narrativa e di saggistica, oltre a antologie e saggi.

Di cosa parla il libro

Ambientato nel Kosovo del 1999, il libro segue il viaggio di Boris, farmacista vicentino insoddisfatto del proprio lavoro, e Giulia, reporter padovana ferita dall’abbandono del marito, dal Veneto a Prizren Bras. Qui si trova un ospedale gestito da volontari, dove lavora come medico Clizia, sorella di Giulia, della quale Boris è invaghito.

 

La situazione è complicata dei sentimenti non ricambiati di Giulia nei confronti dell’uomo e dall’irrompere sulla scena di Suzana, un’infermiera kosovara che lavora nell’ospedale, di cui Boris finisce per innamorarsi. Dolce e generosa, Suzana ha un sogno nel cassetto: diventare un medico e mettere in piedi una struttura per aiutare gli ultimi e i diseredati, soprattutto i bambini.

 

Ausilio Bertoli

Ma il Kosovo è un luogo infido, dove la criminalità organizzata prospera con il traffico di droga, di armi e di gas tossici. Un dramma per il Paese martoriato dalla guerra, che finisce per abbattersi anche su Giulia, Boris e Suzana e che marchierà per sempre la loro esistenza. Sorpresi da una banda di criminali durante una gita a un monastero, si susseguono eventi tragici che portano ad un cambio radicale dell’esistenza di Boris.

Che cosa ne penso

Il sogno di Suzana. Amore e morte nel Kosovo del dopoguerra è un romanzo che unisce tensione narrativa, sentimento e impegno civile. Procedendo su due binari paralleli – il privato dei protagonisti e il dramma collettivo del Kosovo Ausilio Bertoli costruisce una storia con i tratti del noir, nella quale una partenza apparentemente ordinaria si trasforma in una vicenda segnata dalla violenza, dalla perdita e dalla ricerca di un nuovo significato per la propria esistenza.

I turbamenti amorosi dei protagonisti — l’amore non ricambiato di Giulia, l’inquietudine di Boris e il fascino esercitato da Suzana — non sono semplici elementi romantici. Diventano il punto di snodo delle fragilità umane, da cui emergono desideri, gelosie, paure e possibilità di cambiamento, sullo sfondo di una realtà durissima, dove sembra non esserci spazio per i sentimenti.

 

Boris, inizialmente insicuro e incapace di trovare una direzione, è il personaggio che più incarna questa trasformazione. Il dolore lo costringe a confrontarsi con le proprie responsabilità e lo conduce verso una scelta di solidarietà concreta in risposta al “sogno di Suzana”, a sua volta generato dal desiderio di aiutare le vittime del conflitto e di quanto esso ha lasciato dietro di sé.

Il Kosovo non fa soltanto da sfondo. È un luogo vivo, duro e contraddittorio, dove l’eredità della guerra si intreccia con criminalità, traffici e assenza di tutele. In questo scenario, l’azione e il thriller si affiancano a una riflessione sulla dignità umana, sul lavoro dei volontari e sul bisogno di proteggere i più vulnerabili. La tragedia che investe Giulia, Boris e Suzana imprime al romanzo una svolta dolorosa, rendendo evidente quanto la violenza possa spezzare i progetti individuali e, al tempo stesso, generare una reazione morale.

Il valore più significativo del libro sta proprio nella sua tensione verso la speranza. Il sogno di Suzana — creare un luogo di cura per gli emarginati e per i bambini — diventa per Boris un’eredità da raccogliere. Il finale, quindi, non cancella il dolore, ma gli attribuisce una direzione: la memoria si traduce in impegno e l’amore perduto diventa una scelta di vita.

Accompagnato dalla prefazione di Rino Tripodi, Il sogno di Suzana, mescola avventura, sentimento e denuncia sociale. Propone una lettura intensa, adatta a chi cerca un romanzo capace di affrontare i conflitti del dopoguerra senza rinunciare alla dimensione emotiva dei personaggi.


Recensione a cura di Lina Senserini, docente e giornalista.


 

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