Romanzi di formazione: ‘Quell’estate a Tangeri’ di  Eugenio Cardi

Romanzi di formazione: ‘Quell’estate a Tangeri’ di  Eugenio Cardi


Quell’estate a Tangeri

di  Eugenio Cardi

(Santelli editore, 2026)


Chi è Eugenio Cardi

Eugenio Cardi vive e lavora a Roma. Laureato in Scienze politiche, con indirizzo politico-sociale, all’Università di Perugia. Ha avuto negli anni incarichi apicali in diverse associazioni, sindacati e Ong, acquisendo una lunga esperienza nella comunicazione in ambito no profit. In particolare riguardo all’ambiente carcerario, minori in difficoltà, immigrazione.

Ideatore e responsabile del Laboratorio di scrittura creativa che si è svolto da novembre 2006 a marzo 2007 al carcere di Regina Coeli, ha preso parte ai lavori della Consulta permanente del Comune di Roma per le problematiche penitenziarie. Ha fatto parte del gruppo di lavoro per la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza coordinato da Save the Children.

Ha al suo attivo dodici romanzi, pubblicati in Italia e all’estero (in particolare in Francia, Spagna, Canada, Argentina), tutti basati su un percorso di introspezione psicologica o inerenti temi di forte rilevanza sociale. I suoi libri sono stati presentati da nomi di eccellenza del panorama nazionale e internazionale del mondo accademico, della cultura e del giornalismo, in sedi istituzionali come il Senato della Repubblica, la sala stampa della Camera dei Deputati, la Provincia di Roma.

Di cosa parla il libro

Quell’estate a Tangeri è un romanzo di formazione intenso e poetico. Pierre Bernheim, ventenne parigino annoiato dalla vita dorata ma vuota che conduce nel Marais, viene trascinato controvoglia a Tangeri dai genitori diplomatici. Quello che doveva essere un noioso soggiorno estivo si trasforma in un’iniziazione ai misteri dell’Africa e del desiderio.

 

Nella città di confine dove l’Europa guarda il continente africano, Pierre incontra tre donne che cambieranno per sempre la sua percezione dell’amore e di se stesso: Camille Valois, l’ereditiera parigina dalla bellezza esplosiva e dal fascino distruttivo, che gioca con i cuori come una predatrice; Mercedes, la figlia del console spagnolo, divisa tra l’eleganza diplomatica e una sensualità segreta che si svela nelle notti mistiche della Medina; e Yasmine, la guida berbera dalla saggezza antica, custode dei rituali gnawa e dell’autentica anima africana.

 

Tra i vicoli bianchi della Medina, nelle terrazze che guardano lo Stretto di Gibilterra, nei locali notturni frequentati da contrabbandieri e anime perdute, Pierre scopre che Tangeri è una città dove cadono tutte le maschere. Qui l’amore non segue le regole europee, qui la passione si mescola al sacro, qui ogni certezza borghese si scioglie sotto il sole africano. Ma quando l’estate volge al termine e i destini si separano, Pierre dovrà scegliere: tornare alla sua vita ordinata di figlio modello o lasciarsi per sempre trasformare dalla magia di una città che non perdona, non dimentica e chiama sempre due volte.

Che cosa ne penso

Una storia che intreccia viaggio, scoperta di sé e seduzione in una cornice geografica e simbolica di grande fascino. Ambientato nella Tangeri contemporanea, fin dalle prime pagine si ha la sensazione di entrare in un mondo sospeso, fatto di luce, mare, profumi e incontri destinati a lasciare il segno.

Tangeri non è soltanto lo sfondo della vicenda del giovane Pierre Bernheim, è un luogo dell’anima, una città affascinante e misteriosa che sembra custodire il potere di cambiare chiunque vi arrivi con il cuore aperto. Il protagonista, come molti ragazzi della sua età, vive una fase di passaggio fatta di domande più che di certezze. La sua estate a Tangeri si trasforma così in un percorso di crescita, segnato da emozioni intense, amicizie, passioni e incontri che lo costringeranno a guardarsi dentro e a confrontarsi con i propri desideri più autentici.

 

La sua trasformazione avviene lentamente, attraverso piccoli gesti, conversazioni, sguardi e scoperte che Eugenio Cardi racconta con delicatezza. È proprio la gradualità del cambiamento a rendere la storia credibile e coinvolgente, inducendo il lettore a riconoscersi nelle inquietudini del giovane parigino, nelle sue esitazioni e nella sua voglia di trovare il proprio posto nel mondo.

 

La scrittura è evocativa e ricca di immagini. Alcune pagine sembrano dipinte più che scritte: il sole che illumina le strade di Tangeri, il mare che separa e unisce continenti, le atmosfere dei caffè e dei vicoli della città contribuiscono a creare un forte senso di immersione e diventano parte integrante della narrazione.

Ma il cuore del romanzo non è soltanto il viaggio. È la scoperta che ogni incontro significativo lascia una traccia dentro di noi. Le persone che Pierre conosce durante quell’estate diventano specchi attraverso cui osservare se stesso, comprendere i propri limiti e immaginare nuove possibilità.

Quell’estate a Tangeri è una storia che parla di giovinezza, di libertà e di ricerca della propria identità. È un romanzo malinconico e luminoso allo stesso tempo, capace di trasmettere la nostalgia dolce che accompagna i ricordi delle stagioni più importanti della vita.

Una lettura consigliata a chi ama le storie di formazione, i romanzi ambientati in luoghi carichi di fascino e quei libri che, più che raccontare una vicenda, riescono a catturare un momento dell’esistenza.


Recensione a cura di Lina Senserini, docente e giornalista.


 

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