“La danza della vita” il nuovo libro di Carlo Sorgia

“La danza della vita” il nuovo libro di Carlo Sorgia

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La danza della vita di
Carlo Sorgia
Pluriversum editore, 2020


 

Carlo Sorgia

Chi è Carlo Sorgia

Classe 1949, nasce a Cagliari. Prima di dedicarsi completamente alla scrittura è stato dirigente di banca ed imprenditore.

Autore eclettico, spazia dalla narrativa alla poesia, fino alla fotografia e pittura. Inizia il suo percorso letterario con la poesia (ne ha al suo attivo oltre 800) ma con la stessa energia si dedica poco dopo alla narrativa riscuotendo successo di critica e pubblico.

Esordisce così con A cavallo della vita (ed. Booksprint), romanzo autobiografico, prosegue con Il sangue è solo un liquido? Storia di una famiglia ritrovata (ed. La riflessione) che narra la vicenda di una donna che riesce a ritrovare il fratello adottato. Seguono i gialli Delitto a Bosa (ed. Di Buono),Tutta colpa della luna e Il fiore del cappero (LFA Publisher), il libro per ragazzi Il maialetto rapito ed altre storie (LFA Publisher) e Storia di una vita d’amore. La danza della vita è l’ultima, recentissima, pubblicazione (dicembre 2020).

Di cosa parla La danza della vita

E’ la storia di una mamma (ma anche di una intera comunità familiare) che scopre di essere in attesa di un figlio portatore di trisomia 21. Dopo lo shock iniziale e le prime naturali incertezze sull’accettare o meno il nascituro, si deciderà di affrontare con coraggio ed intelligenza la prova che la natura e il destino hanno deciso di porre.

 

Dopo le sue raccolte poetiche, la trilogia di Lo Cascio e gli altri romanzi, Carlo Sorgia si cimenta in un lavoro molto particolare in cui si parla del valore della vita e l’accettazione del nascituro pur nella consapevolezza che questi sarà portatore di una anomalia genetica.

Cosa ne penso

Un libro d’amore questo. Ma non un amore qualunque, una passione, un’infatuazione. Qui si parla di quello con A maiuscola. Quello per la vita. Quello di una madre per la propria figlia, Alice, che ancora non conosce, ma che sente dentro di lei crescere e scalciare, quasi a chiedere di uscire e nello stesso tempo di rimanere lì dentro, protetta.

Carlo Sorgia ci racconta la storia di una famiglia qualunque la cui vita un giorno subisce una drammatica svolta. Così tutti i componenti si ritrovano increduli, impreparati, impauriti, dilaniati dal dubbio di fronte ad una scelta che nessuno vorrebbe compiere.

 

E’ un racconto corale, benché il ruolo principale sia tutto di Claudia, la mamma. Una fraglie, fortissima donna che, a parte un primo momentaneo disorientamento, in cuor suo non ha mai avuto dubbi sul da farsi.

 

L’autore descrive con minuzia di particolari, ma senza cercare effetti speciali o pietistici, la vita quotidiana, gli aspetti medici e riabilitativi, l’integrazione in famiglia della nuova arrivata e gli stati emotivi che comportano l’essere familiari in questa particolare esperienza.

 

Lo fa con la consueta raffinatezza, semplicità e dignità. E con tanto amore.

 

Una storia che vuole essere un simbolo di positività, un importante messaggio di speranza e conforto per i neogenitori e per tutti coloro che proprio come Claudia e il marito Mauro si trovano a gestire un evento completamente imprevedibile. Qui non c’è tempo per piangersi addosso, per chiedersi se avere una bambina portatrice di trisomia 21 sia una disgrazia o un’avventura, per lasciarsi andare alla disperazione, nonostante non siano sottaciute le difficoltà a cui tutta la famiglia dovrà andare incontro.

E’ con sguardo luminoso, positivo ed eticamente corretto che l’autore tratteggia ogni componente della famiglia, genitori in primis. Nulla da censurare o nascondere, quindi, tantomeno una sentenza di condanna all’infelicità, ma un’opportunità offerta dalla vita. Nelle pieghe dell’universo c’è posto solo per l’amore. E spesso l’amore porta con sé anche la sofferenza, ma lasciando una ricchezza interiore che non potrà più essere sottratta.

«Non voglio assolutamente fare quello che hanno proposto.» Una lacrima sul suo viso mi spezzò il cuore.

Come se tu, Alice, fossi semplicemente un fardello ingombrante, un qualcosa di cui vergognarsi, invece di una vita in parte formata. Già in simbiosi con la mamma che non poteva fare a meno di quei tuoi sussulti e che, giorno dopo giorno, diventavano sempre più guizzi di vita. Una fusione tra anima e cuore.

Straordinarie nella loro spontaneità, disarmante innocenza e purezza d’animo, le parole di Alessandro, fratello maggiore di Alice, che firma la Prefazione.

In poche battute, fotografa il suo stato d’animo nei confronti della sorellina accolta con naturalezza e trasmette ancora una volta i senso di solidarietà che accomuna tutta la famiglia.

Una testimonianza che rovescia i luoghi comuni e costringe a guardare la realtà da molti punti di vista. Strappa un sorriso “sono stato per sette anni figlio unico e che per tutto quel tempo ho potuto dettare legge in casa…” ma fa anche tanta tenerezza “Fu poi nei giorni seguenti che vidi uno strano sguardo negli occhi di Alice e chiesi se per caso fosse malata. Da quel momento, mi fu chiaro cosa significasse – sindrome di Down – e la mia reazione immediata fu quella di starle ancora più vicino”.

Un libro che apre il cuore e regala un condensato di umanità, insegnando il rispetto per ogni essere vivente e anche fino a che punto si può arrivare per amore.

 

Un libro dalla forza prepotente, schietto, doloroso, eppure pieno di gioia per la vita.

 

Un libro dove dolore e coraggio, paura e fiducia, danzano nell’ equilibrio delicato e precario che la vita ci impone.


 

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