Libro-inchiesta sulle carceri: ‘Il silenzio dentro’

Libro-inchiesta sulle carceri: ‘Il silenzio dentro’


Il silenzio dentro
Quando raccontare diventa un atto di giustizia

di Francesca Ghezzani
(2025, Swanbook Edizioni)


Chi è Francesca Ghezzani

Giornalista, autrice e conduttrice televisiva. Laurea in Scienze Linguistiche e Tecniche dell’Informazione e della Comunicazione e Specializzazione in Tecniche di Produzione nell’Audiovisivo e nel Multimediale. Alla ultraventennale professione nel giornalismo televisivo affianca collaborazioni radiofoniche e con testate nazionali. Ha collaborato in qualità di docente di comunicazione ed eventi. E’ annoverata tra i contributors di diverse pubblicazioni editoriali dedicate al giornalismo e al sociale.

Nel dicembre 2022 all’8^ edizione della kermesse Storie di Donne. Premio Eccellenze in Rosa si aggiudica il Premio per la Categoria Donna & Informazione TV. Nel maggio 2024 riceve il Premio Donna Territorio e Cultura 2024 per la sezione Giornalismo d’Approfondimento (Premio artistico e letterario ideato e promosso dall’Associazione Culturale Swanbook).

Ad aprile 2025 riceve il Premio Eccellenza alla Carriera per volere della Giuria del Premio Letterario Internazionale Omaggio a Pasolini. A maggio dello stesso anno viene premiata a Minori con il riconoscimento MarediCosta comunicazione. È tra i soci fondatori dell’Associazione Constructive Network -APS.

Di cosa parla il libro

Ci sono luoghi che non vediamo mai davvero. E persone che impariamo a conoscere solo quando qualcuno decide di ascoltarle. Questo libro nasce da quella scelta: restituire voce, presenza, umanità a ciò che la
società tende a rimuovere. È un viaggio nel cuore delle carceri italiane, ma soprattutto nelle storie di chi non ha smesso di cercare un significato, neppure nel dolore.’

 

È un libro-inchiesta di giornalismo narrativo che, come si evince bene dalle poche righe riportate sopra e estrapolate dalla prefazione di Assunta Corbo, esplora la realtà delle carceri italiane. Non solo. L’autrice si interroga sul valore della libertà e sul rapporto società/pena attraverso le storie e le riflessioni che ha raccolto sia nelle carceri che fuori.

Francesca Ghezzani

Sovraffollamento, carenza di personale, depressioni e aumento di suicidi caratterizzano molti carceri italiani, tanto che spesso la detenzione si rivela più una pena esistenziale che una opportunità di cambiamento personale.

 

Carcerati e ex detenuti, nomi autorevoli del panorama istituzionale e associazionistico, esperti di criminologia e psichiatria forense, giornalisti e addetti alla comunicazione, esponenti del clero e sociologi hanno contribuito con le loro testimonianze a restituirci un quadro completo di una situazione che riguarda non solo chi è in cella, ma tutti noi.

Cosa ne penso

Con voce autorevole Francesca Ghezzani, forte della sua esperienza in ambito giornalistico, affronta con coraggio e professionalità un argomento ostico e una tematica sociale di grande attualità e impatto civile.

Un giornalismo costruttivo che non si ferma alla denuncia. Tenta soluzioni di giustizia riparativa e percorsi che permettano a chi ha scontato una pena di ritornare nella società con dignità.

Nel testo non emergono mai toni accusatori o assolutistici, perché appare chiaro l’intento dell’autrice di indagare per capire meglio e, se possibile, dare alternative alle attuali dinamiche che non sempre sortiscono l’effetto voluto dal legislatore. Un approccio diverso dal solito, quindi, che verte sulla discussione e sulla conoscenza.

Tantissime le testimonianze raccolte che si alternano ai commenti e alle varie narrazioni di grande profondità e impatto emotivo. I temi trattati in maniera fluida sono molteplici, ma tutti convergono verso il desiderio di riscatto di chi è stato limitato nelle proprie libertà.

Persone che hanno voluto raccontare e condividere esperienze vissute o sognate. Ma sotto la corazza, sotto l’etichetta che gli è stata attribuita ci sono dei cuori pulsanti, pieni di vita nonostante le cadute verticali che la vita gli ha spesso imposto.’ Si legge verso la fine del libro.

Senza dubbio è un libro che non lascia indifferenti. Lo consiglio a tutti coloro che amano le inchieste giornalistiche, la saggistica sociale e civile e non hanno timore di interrogarsi sul senso di giustizia e di libertà.


Recensione a cura di Dianora Tinti, scrittrice e giornalista.


 

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