Muratti Morbide Grazie di  Michele Mirenna

Muratti Morbide Grazie di Michele Mirenna

L’autore Michele Mirenna ci ha invitato ad inserire queste sue considerazioni, relative al suo ultimo libro, nella rubrica Parlano i lettori. Noi abbiamo accolto con piacere la sua richiesta. Ecco cosa dice…

MURATTI MORBIDE
Grazie

Sono passati quasi due mesi dall’uscita del mio ultimo romanzo. In questo poco tempo ho avuto la fortuna e l’enorme piacere di ricevere pareri, recensioni che mi hanno reso orgoglioso del lavoro fatto e soprattutto, la certezza di esser riuscito a scrivere qualcosa che risultasse riconoscibile per la sua a quanto pare, naturale capacità di attrarre il lettore. Il mio secondo romanzo dunque che porta il titolo “Avanti, entra e che racchiude per la prima volta all’interno dei miei scritti, atmosfere thriller, tendenti al dramma psicologico, mi sta facendo godere della consapevolezza che riesce a regalarti il potere delle parole. Vorrei spiegarmi, non intendo dire che il risultato di quanto scritto sia potente a prescindere, lascio a terzi tale affermazione perché in fin dei conti è così che dovrebbe essere.

Sto parlando dell’umile ma gigantesco metodo di comunicazione quale è la pubblicazione di un romanzo, che ti permette a seguito di quante persone leggeranno quel testo, di far conoscere una verità. Perché strano a dirsi, con il rischio di passare come qualcosa di davvero presuntuoso, quanto si legge in un libro, rappresenta la pura realtà. A seconda della tematica infatti, hai la preziosa possibilità di descrivere situazioni dal tuo punto di vista, posto sopra il piedistallo della soggettività vissuta sulla propria pelle.

Fino ad ora non ho mai scritto nulla che riguardasse in primis la mia vita. Penso sempre che per quanto importante, l’intimità di una persona è preziosa nella sua stessa essenza. Quindi mi pongo sempre la medesima domanda: perché mai le persone dovrebbero voler conoscere un’altra vita quando ad oggi, molti di questi non riesce a gestire la propria? Dico davvero e senza alcuna inclinazione critica. Oggi vivere è diventato davvero difficile se non riesci a comprende i tuoi limiti, il tuo range d’azione. Senza questi continuerai ad autoalimentarti con convinzioni che non ti appartengono intaccando il quotidiano degli altri. Insomma vorrei dire, non tutti possono permettersi il lusso della credibilità all’interno della società perché anch’esso purtroppo, è divenuto un concetto troppo soggettivo. E a parer mio questo è il più grande difetto che cresce nel carattere di molti. Giorno dopo giorno.

Ho sempre raccontato nelle mie presentazioni nei confronti del mio lavoro come musicista/cantautore, di esser soltanto nato in Sicilia 29 anni fa, e di non aver mai avuto la possibilità di viverla la “mia terra”. Paternò nello specifico, un paese nella provincia di Catania. Ma per altrettanto tempo, ho sentito qualcuno vicino a me che ne parlasse con estrema veridicità riflettendo le sue vere storie, a favore di tutta la Sicilia. Quindi, nonostante la mia impossibilità nel maturare i miei anni calpestando il suo terreno, ho voluto concedermi una seconda chance, grazie all’unico fattore che per quanto mi riguarda, è in grado di regalarti il miracolo di ripensare ad un passato che non hai mai avuto. Il romanzo in questione si chiamerà “MURATTI MORBIDE Grazie”.

Il ringraziamento a seguito della generosa citazione nei confronti della nota marca di sigarette ormai orfana del suo design migliore e più iconico, farà da padrone alla gratitudine che personalmente e senza troppo sarcasmo, mostro nei confronti di tutte quelle realtà mediatiche che hanno dipinto nei troppi ultimi anni, la Sicilia come un vecchio sceneggiato televisivo privo di un’anima esente dal marcio che la rappresenta ormai in tutto il mondo.

In conclusione, novembre 2020 per me significherà un simbolico secondo battesimo come persona invece che “semplice” e solo artista, che decide di raccontare la Sicilia attraverso parole che nessuno conosce. Riscrivendo gli usi e costumi che la gente comune non può più conoscere ormai, colpa di un’eredità abbandonata e trascinata con violenza, strattonandone così i suoi aspetti più belli fino al punto di perderli per strada.

 

È vero che ad oggi non posso dire di esser cresciuto nella mia terra, ma qualcuno accanto a me mi ha insegnato il valore di esser parte di quella terra. Valore di cui mi sono sempre preso cura e che mi ha spinto a compiere la decisione di raccontare pubblicamente, il sud di cui nessuno forse ha mai parlato. Almeno non secondo le mie parole.
MURATTI MORBIDE Grazie.

 

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