‘Ogni rancore è spento’ di Claudio Piersanti

‘Ogni rancore è spento’ di Claudio Piersanti


Ogni rancore è spento
di Claudio Piersanti

(Rizzoli, 2023)


Chi è Claudio Persanti

Classe 1954, ha pubblicato romanzi e racconti che gli sono valsi numerosi premi, tra cui il Premio Viareggio (1997, con Luisa e il silenzio) e il Premio Selezione Campiello (2006, con Il ritorno a casa di Enrico Metz). Con Quel maledetto Vronskij è stato finalista del Premio Strega 2022.

Di cosa parla

Lorenzo Righi è un medico prossimo ai sessanta. Lavora in una clinica di lusso e non si è mai sposato. La sua vita scorre regolare, è un uomo di successo, benestante e di bell’aspetto.
Ma, nonostante le apparenze, non è sereno, vive nella costante paura della malattia e della morte, sottoponendosi ad esami inutili e allarmandosi per sintomi inesistenti. L’unica presenza costante è la fedele governante Betty che lo accudisce e si preoccupa per lui.

 

Lorenzo è inoltre assillato da un altro pensiero: fare testamento. Non vuole infatti che i suoi beni, in caso di morte, vadano al padre che ha abbandonato lui e la madre morente e che vive in Brasile dove si è risposato e ha avuto una figlia. Per questo contatta un vecchio amico, Paolo detto Mezzasventola, ricchissimo ingegnere e manager di successo. Vuole che lui sia il suo fiduciario. Grazie a lui e complici rum caraibici, macchine veloci, piscine riscaldate e altri vizi illeciti custoditi in cassaforte, il protagonista impara ad alleviare la noia e per la prima volta immagina di poter invecchiare senza paura.

 

 

Improvvisamente, però, irrompe nella sua vita la sorellastra adolescente, Rosalba. E tutto cambia ancora una volta.

Cosa ne penso

Con la consueta raffinatezza, Claudio Piersanti indaga non solo le ossessioni di un ipocondriaco, ma anche le paure e fragilità di ciascuno di noi, ricordandoci che esistere è anche rischiare di farsi male.

Molto ben descritto il trasformarsi del rapporto con la sorellastra Rosalba. Dapprima desidera solo allontanarla, poi nel giro di poco tempo sviluppa sentimenti paterni nei suoi confronti e la storia prende tutta un’altra piega. E’ qui che interviene una collega, Gloria, con la quale abbassa le sue difese fino a vivere con lei un rapporto finalmente autentico.

Come ha fatto in Quel maledetto VronsKij, che gli è valso la finale al Premio Strega 2022, anche in questo romanzo l’autore torna ad indagare l’età matura, sempre i bilico tra commedia e tragedia.

Una storia splendida, attuale, che parla di solitudine e paura, ma anche di sentimenti inattesi che l’attempato protagonista scopre e che modificheranno l’esterno e l’interno della sua vita.

Sicuramente da leggere.


Recensione a cura di Fulvia Perillo, scrittrce e operatrice culturale.


 

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