“L’enigma del Führer” uno splendido mistery-thriller

“L’enigma del Führer” uno splendido mistery-thriller

Stefano Mancini

Chi è Stefano Mancini

Giornalista e scrittore, laureato con 100 e lode in Lettere e Filosofia (indirizzo Giornalismo), è nato, vive e lavora a Roma. Molte le esperienze lavorative, legate soprattutto al giornalismo: a Parigi presso la sede Ansa, al Tg3 Lazio e alla sede Ansa di Roma (redazione sport) oltre che presso portali online di cultura sociale.

 

E’ stato anche direttore responsabile per una piccola testata quindicinale dei Castelli Romani: “Fair Play”, ha collaborato con il quotidiano “Il Tempo” e con “Aga” (Agenzia giornali associati).

 

Un grande amore, quindi, quello per il giornalismo che tuttavia non gli ha impedito di dedicarsi a tempo pieno a quello di scrittore e di editor. Fonda così, insieme all’amico-collega Valerio la Martire, l’agenzia di servizi editoriali “Tracce d’Inchiostro”.

 

Come scrittore, ha al suo attivo il fantasy Il labirinto degli inganni ( AndreaOppureEditore), i dark-fantasy Pestilentia (2016 – Astro Edizioni, vincitore del Premio Cittadella) e Ostilium (2017 – DZ Edizioni). Torna quindi all’heroic-fantasy con una nuova saga che comprende tre volumi: L’erede del mago, Vessilli di guerra e La furia dei draghi (Linee Infinite Edizioni).
Nel 2019 il “salto” nella grande editoria, con la pubblicazione del mistery-thriller L’enigma del Führer a opera di Fanucci Editore.

Di cosa parla L’enigma del Führer

Piove. Siamo a Londra, di notte, e il giornalista del “Guardian” Ethan Cooper investe con la sua auto un uomo che, improvvisamente, sembra quasi lanciarsi verso di lui. Nonostante chiami subito i soccorsi, l’uomo non si salva, ma fa in tempo a pronunciare alcune frasi incomprensibili e a consegnargli due oggetti.

Sentendosi in qualche modo responsabile dell’accaduto, ma anche insospettito dall’apparizione di due uomini che, subito dopo l’incidente, si sono precipitati per cercare qualcosa negli abiti dell’uomo investito, Ethan comincia ad indagare.

Le prime scoperte lo portano a Francoforte, dove entra in possesso di un vecchio diario crittografato che, scoprirà poi, essere appartenuto a Günther Kleind, un chimico del Terzo Reich che stava realizzando un progetto straordinario e sconvolgente.

All’inizio, con entusiasmo, Günther aveva fatto parte del Sole Nero, un gruppo scelto di scienziati e studiosi che, quasi segregati, lavoravano per costruire le più invincibili armi di vittoria tedesca. Nel momento in cui, però, l’uomo si trova davanti alla più straordinaria scoperta mai fatta dall’umanità, comincia ad accorgersi della vera natura dei nazisti, della loro follia. Credeva di avere a che fare con menti illuminate ed invece…

Günther provò una fitta. Quello spettacolo era pietoso e quelle creature infelici. Avanzavano a stento, tremanti e indifese.

Heinrich Himmler

Fece un lungo respiro. Come poteva pretendere Himmler che li usasse per gli esperimenti senza alcun riguardo per la vita umana? Aveva chiesto piante e forse qualche topo di campagna. Aveva avuto uomini e donne da sacrificare sull’altare del Reich prima ancora che su quello della scienza.

 

Usava con estrema parsimonia le ‘cavie’ che Himmler continuava a fargli avere a ciclo continuo. Per lo più registrava gli effetti delle radiazioni e dei vapori tossici emessi dallo Xerum sul corpo umano, cercando di fermarsi prima che risultassero letali. Purtroppo, non sempre ci riusciva.

La scoperta del diario conduce il protagonista Ethan al confine con la Polonia dove conosce Kirsten, brillante fisico del CERN, ma soprattutto nipote dell’autore del diario.

Ethan e Kirsten, con l’aiuto dell’amico Larry, riusciranno a decifrare il diario il cui prezioso contenuto interessa, e non poco, anche altre persone che con quelle informazioni potrebbero mettere in pericolo non solo le loro vite, ma tutta l’umanità.

Cosa ne penso

Una storia che prende immediatamente e scorre veloce, alternando due momenti temporali che si incastrano perfettamente nella narrazione: il presente e gli anni trenta. E’ durante quel periodo infatti che Günther Kleind si lascia affascinare dalle promesse di Hitler e del nazionalsocialismo.

 

La scrittura fluida e naturale, i dialoghi chiari e efficaci, la profonda cultura dell’autore e una sorta di soffio apologetico sono gli ingredienti che donano al romanzo una malia alla quale è difficile sottrarsi.

 

(Foto Reccom Magazine)

Stefano Mancini è abile a costruire eventi incalzanti sullo sfondo di uno scenario inedito, nonostante sul periodo del nazismo si sia scritto, e ancora si scriva, molto. Non vi aspettate quindi soltanto una storia di spionaggio e mistero su quel periodo storico. La lettura di queste pagine porta inevitabilmente a riflessioni sul Bene e Male e soprattutto sulla lotta che questi combattono nella coscienza dello scienziato che, alla fine, scopre di avere un eroismo insospettato, molto più grande delle sue debolezze.

 

I salti temporali non risultano fastidiosi e non disorientano chi legge, anche grazie ai titoli e alla datazione di ogni capitolo. La caratterizzazione dei personaggi è ottima e non si percepisce influenze o tracce di altri stili, se non forse quelle derivanti da onnivore letture e comunque sotterranee e molto bene metabolizzate.

 

L’enigma del Führer è un romanzo bello, perfettamente coerente, una lettura entusiasmante, insomma, da acquistare. Una spy story con tratti fantascientifici degna dei film di James Bond dove fortissima è l’empatia che si prova con i protagonisti. Ognuno di noi sarà Ethan, Günther o Kirsten, provando le stesse emozioni, soffrendo e odiando come loro.

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