“Persian Arabesques” di Carlo Gastone

“Persian Arabesques” di Carlo Gastone

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Persian Arabesques

di Carlo Gastone

(Pathos Edizioni)


Chi è Carlo Gastone

Ex dirigente industriale, nasce nel 1950 a Johannesburg in Sud Africa. Proviene da una famiglia internazionale. È poliglotta. Ha trascorso parte della sua infanzia a l’Avana (Cuba) e a New York (Usa) dove ha frequentato le scuole elementari.

All’inizio degli anni ‘60 è rientrato in Italia, dopo aver conseguito la licenza liceale si è laureato a Torino in Giurisprudenza.

Ha vissuto per ragioni di lavoro a Lagos in Nigeria, a Brescia e a Słupsk in Polonia dove ha svolto svariati incarichi per poi rientrare a Torino dove risiede attualmente.

Oggi coltiva vari interessi tra cui quello di ricostruire la storia e la genealogia della propria famiglia, andata in parte dispersa a causa di eventi bellici e rivoluzionari.

Decide di conoscere un po’ meglio le sue radici russe. Alla morte di sua mamma, avvenuta nel gennaio del 2012, trova una valigia appartenuta alla nonna con dentro svariate fotografie, certificati e documenti d’interesse storico, tra i quali un manoscritto inedito del suo bisnonno Ivan Jacovlevich Korostovetz (1862-1932) sul periodo in Persia e la fine della sua carriera prima del forzato esilio dal titolo Persian Arabesques (1913-1918 e oltre).

Di cosa parla Persian Arabesques

È una pagina inedita della storia della diplomazia russa raccontata da un suo brillante protagonista, Ivan J. Korostovetz (1862-1933) così come viene definito dal noto ricercatore russo Pavel N. Dudinone of its brightest representatives”.

 

Egli, a seguito dei successi ottenuti sia in Cina che con il Trattato di Pace di Portsmouth e anche con il trattato di amicizia con la Mongolia, narra dettagliatamente gli ultimi eventi della sua carriera diplomatica 1913-1918, prima di dover andare in esilio per non essere imprigionato, riferendosi principalmente al periodo della sua permanenza in Persia quale Ministro Plenipotenziario Russo (1913-1915) ma non solo.

 

Il testo oltre ad essere considerato un importante documento storico, in quanto classificato quale fonte primaria d’informazione dell’epoca è di gradevole e interessante lettura. Descrive non solo degli eventi temporali politici ma anche usi e costumi locali di varia natura.

 

Ivan J. Korostovetz spazia dalla storia alla geografia, includendo delle pennellate sulle religioni regionali e sulla letteratura bizantino-persiana.

 

In Persian Arabesques si rivelano pienamente i meccanismi della politica estera della Russia imperiale in Persia, così come il quadro delle contraddizioni anglo-russe in quel paese.

 

Confrontando la politica dello zarismo con quella della Russia sovietica in Persia, l’autore giunge alla conclusione che la politica sovietica, in sostanza, era una continuazione della politica della Russia monarchica solo sotto un nuovo schermo ideologico.

Commento di Nugzar K. Ter-Oganov, Ph.D.

Storico orientalista, è autore di 6 monografie e di un massimo di 90 articoli scientifici. Nato a Tbilisi nel 1947, ha studiato all’Università Statale di Tbilisi presso la Facoltà di Studi Orientali. Dopo la laurea, ha trascorso quasi due decenni presso l’Istituto di Studi Orientali dell’Accademia Georgiana delle Scienze, prima come ricercatore, poi come ricercatore senior.

Nel 1999 è emigrato con la sua famiglia in Israele, dove è stato impegnato in ricerche sulla storia degli ebrei georgiani presso l‘Istituto Ben-Zvi (Gerusalemme). Ha lavorato presso l’Alliance Center for Iranian Studies, Università di Tel Aviv,come Senior Research Fellow.

Il suo principale campo di ricerca è la storia militare di Qajar Iran e le relazioni russo-iraniane dal XVIII al XX secolo. Il suo libro più recente è From the History of Intelligence of the Staff of the Caucasian Military District in Turkey and Iran (1870-1918) (2015, in russo).

Ha curato la prefazione questo volume.

La decisione di tradurre e pubblicare il testo di Persian Arabesques, elaborato da Ivan j. Korostovetz nasce e si sviluppa dopo gli studi e approfondimenti che ho dovuto intraprendere per poter realizzare il libro sulle “Memoires” di sua figlia, mia nonna, Olga I. Korostovetz (1895-1993): “Diario di un’Epoca.”

La stesura del testo delle reminiscenze di Olga, che coincide per date al periodo in cui Ivan fu in piena attività diplomatica prima della disgregazione dell’Impero Russo, ha richiesto una verifica storica e un approfondimento sui personaggi e le vicende da lei descritte nel suo racconto in dettaglio e spesso con molta arguzia.

Questa ricerca impegnativa durata più di 3 anni, oltre a costringermi a consultare testi e scritti, mi ha permesso di entrare in contatto telefonico ed epistolare con valenti ricercatori e studiosi di storia che hanno scritto libri e articoli sulla figura di Ivan. Uno di questi, il Professor Dottor Pavel N. Dudin che, parlando in generale della diplomazia russa, lo ha definito come “one of its brightest representatives”. Questo modus operandi mi ha inoltre permesso di scoprire che, nel 2014 alla presenza di Vladimir Putin, è stata inaugurata, in suo onore, una statua a Ulan Bator quale regalo della Mongolia al popolo della Federazione Russa.

Procedendo in questo modo ho potuto, non solo verificare l’esattezza dei racconti di Olga, ma ho avuto anche l’opportunità di ricostruire in modo più dettagliato il suo brillante percorso professionale di diplomatico dell’epoca Tsarista dopo che ebbe frequentato il Liceo Imperiale di Tsarskoje Selo, a San Pietroburgo in Russia.
Questa fama gli viene riconosciuta solamente oggi, a causa dei noti eventi, e solo dopo gli studi che sono stati compiuti in Oriente e in Occidente sulla diaspora russa da studiosi e da varie istituzioni tra cui il museo Alexander Solzhenitsyn di Mosca.

La sua carriera diplomatica è costellata da più successi i cui principali sono, una partecipazione attiva ai negoziati di pace tra la Russia e il Giappone a Portsmouth nel 1905 con la partecipazione del Presidente Americano Theodore Roosevelt, al quale in seguito sarà conferito il premio Nobel per la pace. Egli fu nominato Segretario della Conferenza di pace che originò il Trattato firmato il 5 di settembre del 1905.

Il secondo successo temporale e forse la principale affermazione, é rappresentata dalla stipula del Trattato di Amicizia con i Principi Mongoli sottoscritto nel 1912 a Urgà oggi Ulan Bator, capitale della Mongolia. Questo accordo ha costituito la base giuridica per poter assicurare alla Mongolia la Sovranità di uno Stato Indipendente di pari dignità a quella dei paesi confinanti.

Precisato ciò e a seguito del rinvenimento del testo di Persian Arabesques, tra gli oggetti e documenti appartenuti a mia nonna, ho deciso di leggere il testo di Ivan per approfondire alcuni argomenti e episodi già trattati e descritti da Olga.
Ritenendo il contenuto del testo interessante e verificato in linea di principio la validità storica della narrazione come da comunicazione, riportata in calce, del Professor Dottor Nugzar Ter-Oganov del Department of Middle Eastern and African History, Faculty of Humanities, Tel Aviv University, Israel ho deciso di tradurlo e farlo pubblicare.


Caro Carlo Gastone,
Ho letto quella parte del capitolo con grande interesse. Secondo il contenuto del capitolo, gli arabeschi persiani promettono di essere una delle migliori fonti per studiare non solo le relazioni russo-iraniane, ma anche quelle russo-britanniche sin dalla firma dell’accordo di pace di Portsmuth, nel 1905. Rivela anche il motivo per cui la Russia ha dovuto concludere la convenzione anglo-russa del 1907 e come ha influenzato la politica russa in Iran. Gli appunti di Korostovetz sulla posizione politica di N. Hartwig e del conte Benkerdorff nei confronti dell’Iran sembrano essere veritieri, basandosi sulle fonti d’archivio russe. Pertanto, presumo che la pubblicazione di Persian Arabesques contribuirebbe in modo significativo agli studi iraniani.
Con i migliori saluti,

Nugzar K. Ter-Oganov, Ph.D.


 

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