‘running club’ di Emanuele Galesi
running club
di Emanuele Galesi
(2026, Santelli editore)
Chi è l’autore
Emanuele Galesi è nato nel 1980 a Brescia, città dove vive. Giornalista, maestro di scuola primaria, esordisce come autore nel 2015, quando dà alle stampe l’Atlante dei classici padani, un libro sull’estetica del Nord Italia, pubblicato assieme all’artista Filippo Minelli.
Segue, nel 2023, Sei tu il figlio, il suo primo romanzo: già vincitore della decima edizione del Premio Zanibelli, sezione inediti, il libro è stato selezionato tra i finalisti del Premio Severino Cesari per le opere prime, classificandosi secondo.
Di cosa parla il libro
Sullo sfondo di una Brescia autentica e vissuta, Running club racconta le fragilità e la rinascita di un quarantenne che, grazie all’amicizia e alla sfida di una maratona, trova nella corsa la forza per superare i propri fallimenti e rimettersi in gioco.
Cosa ne penso
Cosa resta quando crollano tutte le certezze? Per il Curvo, quarantenne schiacciato dal peso dei propri fallimenti personali e lavorativi, la risposta arriva dall’incontro con un vecchio amico e con il bizzarro mondo del Vamos Running Club.
Non fatevi ingannare. Running club è più di un romanzo sullo sport, è una storia di resistenza umana e di seconde occasioni. Il racconto di una generazione imperfetta che scopre nella corsa una via per curare le proprie fragilità e ricominciare a correre verso il futuro.
Emanuele Galesi racconta la crisi dei quarant’anni e la fatica dello sport con un realismo quasi fisico. La corsa non viene idealizzata, non è una formula magica o una disciplina eroica. Viene raccontata per quello che è: sudore, fatica e chilometri da digerire. In un panorama letterario spesso affollato di storie di riscatto fin troppo melense o altisonanti, qui si sceglie la strada dell’onestà intellettuale, offrendo al lettore un racconto autentico.
Ed è proprio rifiutando ogni retorica del successo e dell’eroismo che l’autore riesce a toccare le corde più profonde del lettore. La rinascita non passa da un trionfo spettacolare, ma dalla costanza quotidiana e dalla bellezza dei legami umani del Vamos Running Club.
Ma oltre alla storia ben congeniata, quello che colpisce di questo romanzo è la voce narrativa, straordinariamente fresca, diretta e senza alcuna retorica.
La scrittura si muove con un passo agile e un ritmo serrato, specchio perfetto della corsa stessa, senza orpelli letterari o compiacimenti letterari. Le frasi sono brevi, i dialoghi scattanti e intrisi di una sottile e realistica ironia.
“E tu perché corri?”
“Per vedere dove vanno tutti.”
“Tutti chi?”
“Tutti quelli che corrono.”
Un romanzo che si legge d’un fiato, capace di emozionare proprio grazie alla sua straordinaria semplicità e alla purezza della sua prosa.
Recensione a cura di Dianora Tinti, scrittrice e giornalista.





