“La voce dell’anima. Il richiamo di ansia” di Marilena Riggio
La voce dell’anima. Il richiamo di ansia.
di Marilena Riggio
(2026, Emia edizioni)
Chi è Marilena Riggio
Marilena Riggio ha 41 anni e questa è la sua opera prima. Con laurea magistrale in Comunicazione e un Master per l’insegnamento delle materie umanistiche e filosofiche nelle scuole secondarie di II grado, lavora attualmente in Pubblica amministrazione.
È anche diplomat” in diverse discipline olistiche. Appassionata di astronomia e astrologia.
Di cosa parla il libro
In un viaggio oltre i confini della clinica, l’autrice affronta il tema dell’ansia guardandolo attraverso la lente della spiritualità. La storia ruota attorno a una quindicenne che si ritrova a fare i conti con l’abbraccio soffocante di un’ombra senza nome: l’Ansia.
Seguiamo la protagonista nel suo crollo psicologico, ma anche nella sua successiva riscoperta spirituale che le permetterà di accedere all’inconscio. Grazie alla guida archetipica di Nonna Salice e degli Animali Guida, la ragazza affronterà una vera e propria metamorfosi. Smetterà di fuggire l’Ansia e, restando in ascolto di essa, riuscirà a trovare una profonda guarigione e dentro di sé una sicurezza inaspettata.
Cosa ne penso
La nostra è un’epoca di spaventosa espansione della razionalità tecnica. Le emozioni vengono trattate alla stregua di merce. I nativi digitali non hanno guide sull’argomento e la scuola ignora troppo spesso il loro apparato emotivo. Grande errore, perché senza una adeguata educazione ai sentimenti e alle emozioni, anche l’intelligenza non si apre. Molti di noi non sanno più riconoscere cosa stanno provando.
L’ansia è un’emozione universale e naturale che ha sempre svolto un’azione adattiva e di sopravvivenza fungendo da allarme e preparandoci ad affrontare potenziali pericoli. Quando però diventa eccessiva e costante, può trasformarsi in un vero e proprio disturbo, bloccando la nostra vita.
Marilena Riggio accende una luce sul buio dei disturbi d’ansia, spostando l’asse dell’analisi dalla fredda clinica alla profondità della spiritualità. L’approccio olistico, la visione globale, la ricerca delle cause e l’interconnessione tra mente, corpo, emozioni e spirito, sono particolarmente illuminanti.
Oltre i confini della psicologia pratica, che riduce l’ansia a disturbo da controllare, questo testo la riconosce come un’epifania del Sacro. Il disagio diventa così un linguaggio d’emergenza dell’anima, l’ultimo appello per ridestare un essere umano immerso in un mondo privo di trascendenza.
Andando avanti nella lettura, ci troviamo a camminare nella profondità del nostro io, a riconoscere e ritrovare il nostro spazio intimo e la consapevolezza di ciò che siamo.
Tre sono i punti essenziali di questo libro che nulla ha da invidiare a tanti romanzi di formazione:
1 – Dietro il disagio dell’ansia si nasconde spesso una chiamata al cambiamento. Cadono le vecchie sicurezze per fare spazio e dare forma alla nostra forza interiore.
2 – E’ necessario superare i confini della mente per abbracciare l’invisibile. Un viaggio tra coincidenze speciali e intuizioni profonde, dove lo smarrimento e l’ansia si trasformano in una bussola spirituale, indispensabile per affrontare il mistero del vivere.
3 – Guarire dall’ansia non vuol dire tornare come prima, ma evolversi: si raggiunge una nuova maturità che ci permette di capire quanto la nostra vita sia unica e, allo stesso tempo, legata a un piano molto più grande (e ancora sconosciuto).
Scritto in modo semplice, chiaro e accessibile, La voce dell’anima. Il richiamo di ansia, è un’opera capace di prendere per mano il lettore e trasformare un’ombra complessa come l’ansia in un’occasione di profondo ascolto interiore.
Recensione a cura di Dianora Tinti, scrittrice e giornalista.






