Cuore di ragno, il nuovo romanzo di Lucio Sandon

Cuore di ragno, il nuovo romanzo di Lucio Sandon

Anche questa storia, come quelle raccontate nei suoi precedenti romanzi Il trentottesimo elefante e La macchina anatomica, è molto particolare.

Prima di spiegarvi il perché, come d’abitudine, conosciamo l’autore e brevemente la trama.

Lucio Sandon

Chi è Lucio Sandon

Lucio Sandon nasce a Padova nel 1956 e si trasferisce a Napoli con la famiglia nel ’68. Veterinario, dopo una breve esperienza nel servizio pubblico, apre a Torre del Greco un ambulatorio per la cura dei piccoli animali, attività che svolge tutt’ora.
Oltre ai romanzi già citati, ha pubblicato anche due raccolte di racconti con protagonisti cani e gatti: Animal Garden e Vesuvio felix, e una di racconti comici : Il libro del Bestiario.

 

Cuore di ragno è il suo ultimo lavoro.

Di cosa parla Cuore di ragno

“Quando mi ero svegliato, quel mattino, la decisione presa mi era sembrata granitica e il piano semplice e lineare, ma ora il terrore mi gelava le ossa e il dubbio mi pesava sul cuore, mentre sentivo come una stretta potente che mi afferrava le budella.”

 

Sullo sfondo degli avvenimenti storici che caratterizzano il passaggio dal Regno delle due Sicilie al Regno d’Italia, la storia prende le mosse dalla vendetta di Angelo. Il giovane, che ha poco più di tredici anni uccide con un colpo di fucile Ciccio, padre del suo amico Gennarino, ma soprattutto stupratore e assassinio della giovane madre, e si riprende il misterioso monile che la donna teneva sempre al collo.

 

“La forma era quella di un piccolo triangolo più alto che largo, sormontato da una barretta orizzontale e sopra a tutto da un cerchietto: il portafortuna che mia madre portava sempre al collo, da cui non si separava mai e del quale mai mi aveva voluto parlare.”

 

A parte questo, la vita a Ieranto, dove Angelo vive con le due zie, scorre tranquilla ma l’arrivo della nave garibaldina Ercole, con un carico di esplosivo e una truppa di militari inglesi, trasforma questo luogo incantevole in un vero inferno.

 

Le zie di Angelo, come molte altre persone, vengono atrocemente uccise, e i pochi abitanti che rimangono in vita sono preda del terrore. Il nonno viene rapito dagli inglesi e usato come guida.

 

Forte delle raccomandazioni della madre che gli appare in sogno, Angelo, insieme agli amici Gennarino e Marianna si mette alla ricerca del nonno che ha con sé un pugnale dagli strani poteri…

 

“Per il momento ti basti sapere che tu discendi direttamente dal grande Annibale, e che il gioiello che in questo momento ti brucia nella tasca è il simbolo di Tanit, una divinità potentissima, ma che non sempre è molto buona con noi uomini: non protegge né te né nessun altro dalla morte, come hai ben potuto vedere, ma potrebbe esserti d’aiuto.

C’è invece un’altra cosa che può veramente aiutarti: il pugnale di nonno Angelo. È quello del tuo antenato, Annibale Barca. Non è potente come la sua spada, ma può avvertire del pericolo e guidarti nelle difficoltà. Prendilo appena puoi, e tienilo sempre con te… Non dimenticarlo!”

 

Fra mille peripezie e pericoli che arrivano anche dallo zio Carmine che vuole appropriarsi dell’eredità di famiglia, i tre arrivano a Napoli e si uniscono ad una banda di briganti che accettano di aiutarli, ma le insidie sono ovunque…

Cosa ne penso

Anche in questo romanzo, Lucio Sandon parte da una base storica o da fatti realmente accaduti per intessere una storia, sì di fantasia, ma logica, credibile e convincente. E’ necessario, per gustarsi al meglio queste pagine, non indugiare sulle ovvie e dichiarate inesattezze cronologiche degli eventi, ma sulla vicenda che fin da subito ammalia e coinvolge.

Lo scenario è una Napoli che assiste, disorientata ma non doma, alla fine del Regno delle due Sicilie e all’avvento dell’Italia unita. I Borboni scompariranno dalla storia, vittime di una indiscriminata damnatio memoriae, nonostante «i fatti non cessino di esistere solo perché vengono ignorati» come disse lo scrittore britannico Aldous Huxley.

 

L’autore utilizzando, come al suo solito, una miscela di generi ben amalgamati fra loro (romanzo storico, mitologico, giallo, thriller), senza dimenticare quel pizzico di esoterismo e mistero che caratterizza tutti i suoi scritti, confeziona ancora una volta un ottimo romanzo.
Scritto in prima persona, fin dalle prime battute, risulta immediato, ritmato ed emozionale. La narrazione si adegua, con la massima aderenza, ai vari personaggi passando da colta a popolana, proprio per sottolineare la differenza di status e cultura.

Nonostante gli avvenimenti siano spesso violenti, l’autore non sottolinea mai eccessivamente la crudezza di situazioni e personaggi ed, anzi, concede spazio a sentimenti ed emozioni. Interessante e psicologicamente ben descritto è il graduale interessamento di Angelo per Marianna che, sulle prime, le appare antipatica, tanto da essere la vittima di molti suoi scherzi e poi invece… Fra l’altro, sarà proprio lei a salvargli la vita.

“Lei, Marianna, ha soltanto pochi mesi meno di me, ma ha già assorbito in tutto e per tutto l’indole mortifera di sua madre e delle zie, e in modo del tutto simile alle altre donne più grandi, deve essersi prefissa come principale missione nella propria vita il dover correggere quelli che a parer loro dovrebbero essere i più gravi difetti del mio carattere.”

Da apprezzare poi l’abilità con la quale Lucio Sandon, non soltanto descrive gli avvenimenti, ma anche i personaggi, spesso  con una certa ironia, tanto che risultano tutti verosimili ed alcuni decisamente simpatici.

La lettura risulta piacevole, non ci sono passaggi improvvisi e disorientanti, né si sente il bisogno di fermarsi per capire cosa stia succedendo, come a volte capita nei romanzi d’azione.

 

Un libro, insomma, che una volta preso in mano non può essere abbandonato; sicuramente consigliato.

 

 

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