La disabilità in “RaccontAbili” di Zoe Rondini

La disabilità in “RaccontAbili” di Zoe Rondini

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Chi è Zoe Rondini

Zoe Rondini è uno pseudonimo, il nome d’arte dell’autrice del saggio RaccontAbili. Certamente non scelto a caso, perché zoe in greco vuol dire vita, non quella semplicemente biologica, bensì la vita vissuta nella sua essenza più profonda. E del resto la sua opera prima, un romanzo autobiografico con il quale ha vinto premi e menzioni d’onore in vari concorsi letterari, si intitola Nata Viva.

 

Zoe Rondini

Zoe è una donna forte e coraggiosa. Ha saputo affrontare e battere la disabilità fisica di cui soffre fin dalla nascita a causa di un’asfissia neonatale, cinque minuti senza respirare proprio nel momento in cui è venuta al mondo. Questo non le ha impedito di avere un’esistenza piena, ricca di soddisfazioni, anche se più faticosa rispetto al normale.

 

Si è laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione, poi in Editoria e Scrittura (giornalismo) all’Università Sapienza di Roma. Ha pubblicato molti articoli sui problemi e sui diritti dei disabili. All’informazione su questi temi ha dedicato il blog Piccologenio.it oltre a un corso annuale all’interno del Master in Neuropsicologia dell’età evolutiva all’Università LUMSA di Roma.

 

Dal 2011, è la promotrice di Disabilità e narrazione di sé: come raccontare le proprie piccole e grandi disabilità. Un progetto pedagogico di contrasto al bullismo e di valorizzazione delle diversità, rivolto ai bambini della scuola primaria e ai ragazzi della secondaria di primo e secondo grado. Fornisce il suo contributo in diversi convegni e seminari di settore, nonché a testate giornalistiche attive nell’ambito del sociale.

Di cosa parla RaccontAbili

RaccontAbili, sottotilo Domande e risposte per raccontare la disabilità è un libro polifonico, come lo definisce la stessa autrice, costituito cioè da tante voci, quelle delle persone che ha intervistato, tutte accomunate dalla disabilità. Non solo per essere loro stessi diversamente abili, come Damiano, Massimo, Dario, Carlo o Javier, ma anche per essersi ritrovati a vivere la disabilità, come amici, parenti, genitori, assistenti, badanti. Oppure a trattarla per lavoro, come psicologi, sessuologi, giornalisti, scrittori.

Un mondo variegato di persone che diventano personaggi dei racconti, testimonianze e punti di vista che Zoe ha raccolto in forma di interviste. Queste chiacchierate – ma non certo per sminuirne il significato – costituiscono la prima parte del libro, intitolata I raccontabili: la comunità. Rappresentano l’ossatura dell’impianto editoriale, affrontando la disabilità nel suo quotidiano, fatto di famiglia, lavoro, routine, arte, diritti, amore e sessualità. Le prime interviste sono quelle che rompono il ghiaccio, abbattendo la difficoltà di raccontarsi, poi gli stessi intervistati prendono forza e si ritrovano a parlare della vita, finalmente – è il caso di dire – dal loro punto di vista.

Il libro è scritto sotto l’attenta supervisione di Matteo Frasca, amico di Zoe Rondini, pedagogista e qui anche consulente letterario, che chiude la prima parte intervistando Zoe e facendosi da lei intervistare quasi a tirare e somme di quanto è stato detto fino a quel punto.

La seconda parte, intitolata La raccontabile: il punto di vista di Zoe cambia completamente registro. Qui l’osservazione si sposta e l’autrice affronta gli stessi temi, ma attraverso articoli tratti dal suo blog. Il risultato complessivo è “una narrazione corale, con le voci rappresentative di tutta la comunità coinvolta nel vivere le tante forme di disabilità – si legge sul portale di Rondini – anche quelle imputabili alle mancanze di un modello culturale che non riesce ancora ad accogliere tutti e tutte. Questo saggio vuole cambiare la narrazione dei e sui disabili, dando loro l’opportunità di parlare in prima persona”.

Cosa ne penso

Se si dovesse pensare a un diverso sottotitolo per questo libro, verrebbe inevitabilmente di parafrasare Woody Allen. RaccontAbili, ovvero tutto quello che avreste voluto sapere sulla disabilità, ma non avete mai osato chiedere.

 

Domande e risposte a riempire il gap tra quello che si immagina sia la vita di una persona diversamente abile e quello che realmente è, nelle piccole-grandi cose di tutti i giorni, raccontato dalla viva voce dei disabili e di chi ha a che fare con la disabilità. Senza la pretesa di affrontare dall’alto i grandi temi e senza far parlare personaggi famosi, ma toccando con delicatezza il quotidiano della disabilità nelle sue infinite sfaccettature e dal punto di vista delle persone intervistate. Soprattutto senza indugiare sulla curiosità con la quale a volte ci si avvicina al problema, che sia una malattia, uno sfortunato accadimento della vita, un handicap fisico o psichico, come a dire per fortuna non è capitato a me.

 

Questo risultato non è solo il frutto della condizione della stessa autrice, ma della sensibilità con cui affronta le domande e scrive le risposte, che si ritrova poi nella parte finale del libro dove riprende riflessioni tratte dal suo blog.

 

L’autrce ha scelto alla perfezione anche il registro linguistico, colloquiale e scorrevole, offrendo al lettore uno spaccato di vita su cui ragionare e riflettere. Pagina dopo pagina, realizza un affresco in cui a riesce a dare spazio e voce alle persone disabili, lasciando che raccontino se stessi dal loro punto di vista. Che non è quello accademico, clinico, scientifico, anche se non manca la parola all’esperto, ma quello del vissuto quotidiano.

Inutile nascondersi dietro al politically correct, sembra dire Zoe, perché il diverso spaventa, mette a disagio. Contro ogni sua volontà è oggetto o di eccessiva attenzione – che è essa stessa una forma di discriminazione – o si trova a fare i conti quotidianamente con un mondo a misura di normodotato. Dall’auto parcheggiata davanti alle rampe sui marciapiedi, pura inciviltà, agli sguardi di commiserazione, al rifiuto dell’idea che il disabile abbia bisogni normali come quello di una sessualità serena e libera da tabù. Il punto, come dice Angelo, uno degli intervistati disabile dalla nascita, è che della sessualità dei disabili se ne occupano i normodotati, ne parlano medici, psicologi, sessuologi. Tutti tranne noi. Zoe si sofferma molto su questo aspetto e lo spiega anche nell’introduzione, poiché tutti amiamo e vogliamo essere amati, tutti abbiamo pulsioni e desideri, non è saggio negarlo.

La scelta dell’intervista si rivela, dunque, vincente. Zoe, peraltro ha avuto questa idea, come racconta nel suo blog, guardando il film The Help. La protagonista Eugenia Phelan è una giornalista della provincia americana degli anni Sessanta che sogna il New York Times e che decide di intervistare un gruppo di domestiche di colore per raccontare la storia del razzismo dal loro punto di vista.

 

All’inizio nessuna intende aderire per la paura di esporsi e di subire ritorsioni, sia da parte dei propri datori di lavoro che dall’intera comunità bianca del paese. Fino a quando una di loro non comincia a raccontarsi facendo da apripista alle altre. Da quel momento ogni casella va al suo posto, fino a realizzare il sogno di Eugenia e se possibile a superarlo.

Mi sono riconosciuta nella protagonista e nella sua passione per la scrittura – scrive Zoe nelle pagine introduttive di RaccontAbili – come lei, ho raggiunto tanti traguardi, ma questo film mi ha dato lo spunto per realizzare un libro che parta dalle storie degli altri, per descrivere ciò che mi circonda. Non voglio essere la protagonista, bensì la portavoce di chi intende mostrate la realtà che viviamo ogni giorno, nelle sue infinite contraddizioni e barriere, che sembrano irremovibili”, ma nelle quali è possibile sempre trovare un varco.

Come cantava Leonard Cohen,c’è una crepa in ogni cosa e è da lì che entra la luce”.


(Recensione a cura della docente e giornalista Lina Senserini)


 

2 Comments

  1. Zoe 15 days ago
    Rispondi

    Raccontabili è disponibile qui https://www.ericksonlive.it/catalogo/disabilita/raccontabili/
    Nata Viva vi aspetta qui: https://www.societaeditricedantealighieri.it/autori-indipendenti/1663-rondini-zoe-nata-viva.html
    Articolo bellissimo! Grazie Dianora 😊😉🤗

    • Dianora Tinti 12 days ago
      Rispondi

      E’ veramente un bellissimo libro Zoe, lo consiglio con onestà a tutti. Complimenti di cuore!

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