“E di nuovo mi ritrovo a piangere insieme al cielo” di Aldo Guerrieri

“E di nuovo mi ritrovo a piangere insieme al cielo” di Aldo Guerrieri

 


E di nuovo mi ritrovo a piangere insieme al cielo
di Aldo Guerrieri
(Pegasus Edition, 2021)


Chi è Aldo Guerrieri

Nasce il 25 aprile 1959 a La Spezia, consegue la laurea in Pedagogia presso il Magistero di Genova e nel 1987 vince una borsa di

studio e partecipa, come attore e mimo, ad un seminario sul teatro a Dublino organizzato da Intercultura Dublino”.

Ha lavorato per scuole, teatri, carceri e minorili, case di riposo, progetti nel sociale. Nel 1993 è ospite nel programma Maurizio Costanzo Show.

Nel 2019 è premiato dalla Associazione Culturale “Pegasus Cattolica” Milano. Nel 2021 vince il primo premio Città di Cattolica con il libro di poesie E di nuovo mi ritrovo a piangere insieme al cielo.

Oltre a questo libro, ha pubblicato: Il Poeta Guerriero, nel 2013, Legami, nel 2017, Il Poeta Guerriero, seconda raccolta nel 2019,
Trasformarsi, nel 2020 e Dunque parliamone di notte, nel 2021.

Di cosa parla

Silloge poetica dove, fra le altre tematiche, sullo sfondo campeggia, trama invisibile ma onnipresente, la lotta fra il bene e il male che si svolge dentro l’animo umano per poi proiettarsi all’esterno, nel mondo, dove assumere sembianze precise e dimensioni, a tratti, inquietanti.

Cosa ne penso

E di nuovo mi ritrovo a piangere insieme al cielo è un raffinato concentrato di versi visivi, tattili e musicali, di immagini eloquenti che si affastellano, di realtà e allegoriche visioni.

Versi che trasudano sensibilità esplodendo, con la medesima intensità, ora in grida di gioia ora in toccanti esternazioni di dolore.
La poesia di Aldo Guerrieri è una silenziosa richiesta d’amore, un’affermazione di identità, un ripetere: “Io ci sono. Eccomi. Mi mostro senza infingimenti e senza veli.

Ed è proprio questa candida trasparenza a renderla preziosa al lettore, spingendolo a soffermarsi sulla nitidezza del foglio per apprezzarne anafore, allitterazioni, similitudini, metafore, vergate con un ritmo sostenuto, talora ascendente.
Il verseggiare del poeta è caratterizzato da un andirivieni fra esposizione al mondo esterno e introspezione: azioni complementari e irrinunciabili; nessuna delle due potrebbe esistere/resistere a lungo senza l’altra.

Funambolo di emozioni, dalla sensibilità a fior di pelle, Aldo Guerrieri sa gestire con magistrale sapienza il suo vissuto emotivo convertendolo in poesia, al pari di un alchimista che trasformi il piombo in oro, e ne approfitta per lanciare un’occhiata acuta e disincantata ai tempi attuali che definisce duri, popolati da venditori di morte con la febbre della persuasione.

In questa silloge, della quale, per forma e contenuti, vi consiglio caldamente la lettura, non mancano i riferimenti al passato e all’infanzia, modulati sui toni della nostalgia, come il ricordo del padre, Sirio Guerrieri, insegnante, preside, pubblicista, politico, uomo di cultura e, non ultimo, poeta.


Recensione a cura di Daisy Raisi, scrittrice e editor


 

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