Il buio, la lunga notte di Stefano Cucchi – ce ne parla lo sceneggiatore

Il buio, la lunga notte di Stefano Cucchi – ce ne parla lo sceneggiatore

Nei prossimi giorni uscirà un’interessantissima graphic Journalism dal titolo: Il Buio, la lunga notte di Stefano Cucchi (Round Robin Ed.) firmato dalla giornalista Floriana Bulfon (L’Espresso) e sceneggiato da Emanuele Bissattini con illustrazioni realizzate da Domenico Esposito e Claudia Giuliani.

Con grande piacere, e grazie alla preziosa collaborazione di Fausto Bailo e della Premiata Libreria Marconi di Bra – Cn , vi presentiamo l’intervista esclusiva a Emanuele Bissattini (a breve pubblicheremo anche quelle a Floriana Bulfon, Domenico Esposito, Claudia Giuliani)

Bissattini Emanuele

Emanuele Bissattini nasce come giornalista di inchiesta sociale con pubblicazioni su il Manifesto, l’Espresso, il Messaggero, sceneggiatore, scrittore di romanzi noir, il primo Glock 17 – la pazienza dell’odio (Round Robin Editrice), il secondo Blu 32 (Robin ed., Biblioteca del Vascello, Giallo e Nero d’Autore), tra pochi giorni uscirà il suo terzo libro 47 (Round Robin Ed.) seguito di Glock 17.

Quando è entrato a far parte del progetto editoriale che ha consentito la realizzazione della graphic novel Il buio, la lunga notte di Stefano Cucchi?

“Sono entrato nel progetto relativamente presto. se ne parlava da tempo con Luigi Politano di Round Robin, il mio editore. Volevamo un racconto potente e fluido che raccontasse non una cosa, ma due: gli ultimi sette giorni di vita di Stefano Cucchi e i nove anni della vicenda giudiziaria. Due piani diversi, ma imprescindibilmente legati”.

Quanto è stato difficile realizzare la sceneggiatura che affronta gli ultimi sette giorni di vita di Stefano Cucchi?

“Scrivere questa sceneggiatura è stato difficilissimo. Da un lato c’è la vicenda di un uomo morto in custodia dello Stato, una vicenda già dura, cruda, ingiusta, su cui non è lecito romanzare. Dall’altro, i nove anni di processo che vuol dire confrontarsi e consultare una grande quantità di documenti – verbali, interrogatori, articoli di giornale, testimonianze – che ovviamente “guidano” il racconto.

 

In ultimo, c’è stata anche una difficoltà, per così dire personale. Ho sentito molto la vicenda di Stefano Cucchi, mi ha scosso profondamente. Da un punto di vista artistico ciò mi ha permesso di toccare le corde migliori, ma contemporaneamente ha implicato una maggiore difficoltà di racconto. Più senti vicino ciò che racconti, maggiori sono le difficoltà per renderlo con obiettività”.

Per la realizzazione del progetto avete collaborato anche con Ilaria Cucchi?

“Sì, in particolare per il tramite della coautrice, Floriana Bulfon de L’Espresso“.

Quale materiale ha consultato prima di realizzare la sceneggiatura definitiva?

“Per la sceneggiatura ho consultato una marea di fonti documentali e testimoniali, dirette e derivate. atti di processo, verbali, testimonianze, dispositivi di udienze, intercettazioni telefoniche, fonti giornalistiche e molto altro ancora. tDobbiamo considerare che esistono, ad oggi, tre filoni di inchiesta giudiziaria – gli stessi che raccontiamo nel graphic novel. Tre filoni implicano una certa moltiplicazione delle fonti”.

Quanto tempo ha impiegato per realizzare la sceneggiatura?

“Ѐ stato un processo lungo, che ha preso complessivamente circa un anno di lavoro – con gli ultimi tre mesi di corsa frenetica e lavoro senza orari”.

Il pubblico come accoglierà questo lavoro, secondo lei?

Stefano Cucchi

“In un certo senso è un problema che non mi pongo, nel senso che raccontare una storia come questa implica la necessità di scriverla, perchè un pubblico ampio la possa leggere. Non per vanità, ma per responsabilità: la storia di Stefano Cucchi deve essere letta, perchè è giusto.

 

Abbiamo trovato il modo di coniugare, mentre scrivevamo, chiarezza espositiva (soprattutto per le varie fasi processuali) con un forte impatto emotivo e drammatico, anche questo necessario.

 

Non va dimenticato che quella di Stefano Cucchi è la storia di un uomo morto a 31, da solo, senza che nessuno che dicesse alla famiglia come e perchè. Siamo contenti (io e gli altri autori, tra testi e disegni) del risultato raggiunto“.

Con tre colori, quali sceglierebbe per descrivere questa graphic novel?

“Questa è facile. Bianco, nero e rosso. Il bianco e il nero delle luci e delle ombre, altrettanto forti, della vicenda; il rosso del sangue, dei lividi e del dolore”.

Progetti per il futuro?

Sono uno scrittore noir e a giorni uscirà il seguito di Glock 17, che si intitola 47, un libro particolare, crudele e nerissimo. A breve tornerò poi a lavorare sul finale di trilogia”.

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