Il trentottesimo elefante di Lucio Sandon

Il trentottesimo elefante di Lucio Sandon

(edizioni Creativa, Collana Impronte d’autore, anno 2015)

Ricordate una celebre pubblicità che, più o meno, diceva così: La mia banca è differente?
Bene, la prendo come spunto per definire il romanzo che questa settimana vado a recensire.
Sì, perché Il trentottesimo elefante è una storia veramente differente, diversa non certo da tutte, ma sicuramente da tante altre.
Prima di spiegarvi il perché, come d’abitudine, conosciamo l’autore e brevemente la trama.

CHI E’ LUCIO SANDON

Lucio Sandon, nasce a Padova, ma si trasferisce a Napoli da bambino con la famiglia.tanit

Lì frequenta la facoltà di Medicina Veterinaria all’Università Federico II, dove inizia subito a lavorare come assistente.
In seguito lascia la carriera universitaria per lavorare nel servizio pubblico come sostituto di veterinari condotti per diversi anni, poi nei primi anni ottanta apre una sua struttura privata per la cura dei piccoli animali, attività che svolge tutt’ora.
Fautore della prima ora delle coltivazioni biologiche, oltre che di scrittura è appassionato di botanica. Dipinge e produce olio d’oliva e vino.

Prima di questo romanzo ha scritto Vesuvio Felix, edizioni Kairos e Animal Garden, La Caravella Editrice.

il trentottesimo elefanteDI COSA PARLA

Un ufficiale di polizia penitenziaria in servizio a Poggioreale si ritrova, suo malgrado, invischiato in una strana vicenda dopo aver acquistato un semplice sanitario. Avete capito bene: un sanitario, fatto però di un materiale molto molto particolare.

Mentre l’uomo combatte la sua personale guerra con l’oggetto e con qualcosa di immateriale ma altamente temibile, la dea Tanit, da un’altra parte del mondo un bambino afghano sta per essere immolato alla causa dei terroristi islamici e un gruppo di amici inizia a pagare con gli interessi un fatto delittuoso commesso tanti anni prima.

Ma non è finita. In questo scenario già piuttosto ricco, ecco che arriva il personaggio principale: Annibale.
Ma proprio quell’Annibale, direte voi? Proprio quello, il mitico condottiero punico, con moglie, concubina, amato figlioletto, esercito, Cartagine e elefanti al seguito.

E così l’ufficiale si trova a vivere il proseguo di una vicenda che ha preso le mosse nel duecento avanti cristo quando Annibale Barca partì, cercando nel contempo di salvare la vita del proprio figlio,alla conquista di Roma e di un tesoro immenso sottratto alla dea Tanit (il simbolo nella foto in alto a destra)

COSA NE PENSO

Come ho anticipato, questo è un romanzo veramente particolare.

Tecnicamente non è un romanzo storico. Non è un romanzo d’amore, né un giallo classico né un thriller, tantomeno un noir o un romanzo di avventura. Allora cos’è vi chiederete?

E’ un qualcosa di diverso che riassume tutti questi generi che tuttavia rimangono, intatti, all’interno del libro, senza contaminarsi né svilirsi, ma anzi prendendo forza l’uno dall’altro.

lucio SandonPer piacere e lavoro, leggo moltissimo e senza distinzione di genere, quindi ho una certa dimestichezza con le parole che ormai difficilmente riescono ad ammaliarmi completamente, ma ammetto francamente che questo romanzo mi ha piacevolmente colpito.

In primo luogo mi è piaciuta l’impostazione che l’autore ha saputo dare alla vicenda. Lucio Sandon più che sulla storiografia ha lavorato sull’anima dei personaggi, dimostrando che si può anche fornire nozioni utili senza appesantire il plot.
Quindi prima vengono i loro caratteri, sentimenti, aneliti e desideri, poi viene la logica, l’attendibilità degli eventi e la drammaturgia.

In secondo luogo ho trovato veramente originale il modo con il quale è riuscito a conciliare la storia con la s maiuscola con quella con la s un po’ più piccola, ma non per questo meno importante, ed a compenetrare il tutto con la vicenda.

I numerosi salti temporali, tranelli diabolici per gli scrittori, in questo caso sono stati sapientemente costruiti da Lucio Sandon che ne ha fatto uno delle attrattive del romanzo. Dopo un primissimo momento di smarrimento per lo sbalzo temporale dal 200 a.c. ai nostri giorni, il lettore è accompagnato quasi per mano dall’autore in questo complesso viaggio spazio/tempo che coinvolge completamente con i continui colpi di scena.

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