‘La donna che odiava i corsetti’ di Eleonora D’Errico

‘La donna che odiava i corsetti’ di Eleonora D’Errico


La donna che odiava i corsetti
di Eleonora D’Errico
(2024, Rizzoli)


Chi è Eleonora D’Errico

Giornalista e scrittrice. Ha pubblicato una favola per bambini, Agostino e la leggenda delle stelle (EdiGiò) e il romanzo L’amore sublime (Bookabook).

Nella vita si occupa di comunicazione, ha un blog e una pagina Instagram (La_derrick_racconta) in cui parla principalmente di libri e scrittura.

Di cosa parla il libro

Fine 1800, in piena Bella Epoque, mentre la seconda rivoluzione industriale sta cambiando l’Europa, una bambina di appena 10 anni, Rosa Genoni (nata a Tirano nel 1867 e morta a Varese nel 1954), lascia la Valtellina e si trasferisce a Milano. Qui lavora nella sartoria della zia dove conosce un nuovo mondo ricco di stimoli e fermenti.

 

Con determinazione e sacrificio, Rosa apprende tutti i segreti della moda fino a diventare colei che la rivoluzionerà, inventando il Made in Italy, lo stile che ci ha reso famosi ovunque.

Cosa ne penso

Alle spalle tutto il mondo conosciuto, davanti il mestiere di piscinina (così in dialetto milanese erano definite le piccole apprendiste sarte) nella sartoria della zia. Intorno una città in grande fermento, dove tutto sta cambiando rapidamente. Scoperte scientifiche, le prime automobili, il cinema, la radio, la fotografia, l’Art Nouveau, i tram, i cabaret. Tutto porta verso orizzonti di benessere futuri.

La storia di Rosa non può prescindere dal momento storico in cui si snoda. Grandissimi e repentini mutamenti coinvolgono tutta la società e le donne cominciarono ad emanciparsi da un ‘800 che le aveva viste confinate nell’ambito familiare e la cui femminilità era stata soffocata anche dal punto di vista estetico con abiti penalizzanti e pesanti.

Henri de Toulouse-Lautrec Ballo al Mouline Rouge

Ecco che Rosa con la sua arte trasforma non senza difficoltà questa idea di donna, liberandola da corsetti e stecche che serravano il corpo come una tortura e spesso provocavano deformazioni anatomiche. Sofisticata,

elegante e misteriosa nel proprio fascino, la donna viene celebrata anche nell’arte. Ma l’emancipazione faceva ancora paura a una società borghese e maschilista. Demone da cacciare come per i pittori Franz Von Stuck e Edvard Munch o elemento di seduzione e eleganza come ritroviamo in Henri de Toulouse-Lautrec celebre per i suoi corpi sinuosi di ballerine in movimento?

Intelligente, curiosa, intraprendente e con un innato talento per la moda, Rosa non si sottrae a sacrifici e turni di lavoro massacranti. E’ determinata ad apprendere tutti i segreti della sartoria, studia, cresce, entra in contatto con le nuove idee di libertà e giustizia sociale. Si trasforma in una donna libera, che non ha paura di essere se stessa e di sfidare le regole di una società ferma ad una gestione patriarcale.

Ormai sarta raffinata e brillante, si trasferisce a Parigi, il centro della moda femminile e dell’eleganza, dove porta il proprio stile, quello italiano, un Made in Italy ante litteram, ispirandosi ai dipinti del Rinascimento, ai colori e ai fiori delle Alpi che l’hanno vista bambina. Tra broccati e toilettes di seta, l’impegno sociale e il lavoro trova il tempo di innamorarsi dell’avvocato Podreider e di dare scandalo anche in questo campo.
La storia di Rosa è la storia della ricerca della libertà.

È la storia di tante donne che, come lei, hanno lottato contro i pregiudizi per avere il loro posto nella società e nella storia.

Eleonora D’Errico ci restituisce mirabilmente non solo il ritratto di una sarta geniale, ma soprattutto quello di una donna che con l’abolizione del corsetto vuole giungere all’eliminazione di tutti quei vincoli che costringevano la donna ad essere sottomessa e non pensante. Perché, vedete, l’impossibilità fisica di muoversi, di agire, teneva la donna in una condizione di schiavitù. I vitini da vespa costretti nei corsetti e tirati fino a far mancare il respiro, provocavano continue sofferenze limitando anche i più banali gesti e movimenti.

 

E guai a ribellarsi: chi, a quei tempi, non indossava il corsetto era considerata una poco di buono, additata, messa al bando.

Ho trovato questa storia illuminante. Ci aiuta ad apprezzare la libertà di cui oggi molte di noi godono e ci racconta i sacrifici e il coraggio di chi ci ha preceduto per liberarci non soltanto da una tortura quotidiana, ma anche e soprattutto dai pregiudizi.

Rosa Genoni è riuscita a fare una vera e propria rivoluzione attraverso la creazione di abiti che si adattavano finalmente al corpo di chi li indossava e non il contrario.
Con lei l’abbigliamento diventa strumento di comunicazione e di identità.
Con lei è nata la donna moderna.


Recensione a cura di Lina Senserini, docente e giornalista.


 

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