Le Sacerdotesse del Dio serpente di De Franco Renata

Le Sacerdotesse del Dio serpente di De Franco Renata

De Franco Renata

Chi è De Franco Renata

Interessata soprattutto agli aspetti sociali, l’autrice ha realizzato l’Enciclopedia delle problematiche sociali in 12 volumi, unica al mondo nel suo genere, riconosciuta come il proseguimento della celebre Encyclopedie illuminista francese di Diderot e D’Alembert, relativamente a questi temi.

 

L’Enciclopedia è illustrata e gli argomenti a sfondo sociale raccontano i vari scenari di degrado e realtà sociali che coinvolgono gli esseri umani e che sono presenti in tutto il mondo. Grazie ad essa, si può accedere in modo mirato e facilitato a temi la cui ricerca spesso richiede molto tempo.

 

Un progetto editoriale utile anche per uso didattico-educativo, socio-artistico-culturale ed etno-antropologico. Quindi un’ottima risorsa, da questo punto di vista, che soddisfa la sempre crescente necessità di conoscere e far conoscere le realtà difficili del nostro tempo.

 

Da essa sono stati estratti gli argomenti per la stesura di questo libro e dell’Atlante dei problemi sociali (ebook) pubblicato su tutti i più importanti store online.

Di cosa parla Le Sacerdotesse del Dio serpente

Ispirato a fatti realmente accaduti, il libro ha come sfondo l’arcipelago indonesiano, crocevia di culture, religioni, popoli e civiltà che, nei secoli, hanno lascito traccia del proprio passaggio con credenze, miti e modi di vita diversi, alcuni dei quali sopravvivono ancora oggi.

Un territorio rigoglioso e maestoso, con le sue inestricabili jungle, pianure alluvionali, imponenti montagne e minacciosi vulcani. Panorami incredibili, misteriosi e selvaggi che spesso fanno da cornice a miseria, analfabetismo e isolamento geografico. E di fronte ad una natura potente, ma spesso crudele, le popolazioni più povere e arretrate non hanno potuto fare a meno di affidarsi a pratiche magiche, a riti tribali e agli spiriti della natura stessa.

Gli argomenti sono narrati, ma anche rappresentati attraverso immagini, tutte corredate da didascalie.

Cosa ne penso

Sono storie di vita e di morte, reali, riti tribali in pratica decenni fa, ma anche sopravvissuti laddove il progresso e lo sviluppo non è ancora del tutto arrivato.

 

Vicende sepolte dalla polvere degli anni, frutto di antichissimi retaggi e ancestrali conoscenze, quando le forze naturali sfuggivano al controllo dell’uomo e per questo bisognava ingraziarsele.

 

L’autrice, con un lavoro certosino, ha ricercato questo corpus dottrinale disperso e frammentato, comune e presente in numerose culture, cercando di assembrarlo. Culti, simboli e miti che risalgono ai tempi più antichi, alle origini del mondo primordiale, che riaffiorare dal lontano passato della razza umana, solo in apparenza sopiti.

 

Con il prevalere della mente razionale e del metodo scientifico nel mondo occidentale, la comunicazione con gli spiriti di natura è caduta nell’ombra, prima condannata dal cristianesimo come pagana, poi dalla scienza come assurda.

La miopia del razionalismo ha condannato la filosofia naturale, quella caratterizzata dal pampsichismo, secondo il quale tutti gli esseri, viventi e non viventi, posseggono delle capacità psichiche analoghe a quella dell’uomo e perciò sentono ed hanno una propria spontaneità.

La Natura non è più viva, animata da forze diversificate e sensibili in continua interazione l’una con l’altra, giusta nella sua crudeltà e magnanimità, ma solo un insieme di oggetti, non più creatura vivente.

Il filosofo Talete

Il filosofo greco Talete affermava in proposito che Tutte le cose sono piene di dei, un assunto ormai quasi relegato al mondo delle fiabe e leggende, se non dove gli uomini vivono ancora così vicino alla Natura da non poterne ignorare il linguaggio.

«Cantiamo le melodie le incoraggia, «e ripetiamole finché il dio serpente non si sarà svegliato. Appena udirà i nostri canti, uscirà dalla grotta e chiederemo di far tornare la pioggia e che nascano bambini maschi nei villaggi, come ci è stato ordinato al tempio dalla Grande Sacerdotessa Hatari

Quando il Dio serpente è adirato chiede il sacrificio umano. Ecco allora che le sacerdotesse, con i loro canti melodiosi, devono presentare al suo cospetto cercando di non essere morse, tentando di incantarlo e ammansirlo. Solo così il villaggio potrà essere salvo dalle catastrofi.

Questa è una delle tante storie che troverete nel libro. In territori dove le popolazioni sopravvivono grazie all’esistenza di forme di economie primitive, attività agricole antiquate e condizioni estreme di indigenza e schiavitù, non è difficile capire come la paura dell’ignoto, delle avverse presenze e delle forze sinistre della natura sia una componente della vita stessa.

Anche quella delle Bambine spose degli spiriti è vera e riguarda l’area del sud est asiatico, l’India in particolare.

I genitori offrono le loro figlie in spose agli spiriti della foresta per ingraziarseli e le destinano, a volte, a una fine tragica. Le bambine vivono isolate senza poter parlare con gli altri abitanti del villaggio per il resto della loro vita. Loro restano immobili per la maggior parte del tempo e si muovono solo per nutrirsi e per le abluzioni. Vestono abiti bianchi e sono molto rispettate dagli abitanti dei villaggi, ma sono condannate a trascorrere la loro vita in solitudine e possono parlare solo con chi si prende cura di loro. È il destino atroce di molte bambine sacrificate dalla famiglia alla venerazione degli dei. Le bambine e le adolescenti, spose degli spiriti, non possono sposare un altro uomo, poiché porta sfortuna e le capanne diventerebbero le loro prigioni.

Un libro sicuramente da leggere: particolare, interessante,scritto bene e chiaro che riporta a galla un mondo sospeso tra religione, culto e credenze. Consigliato a tutti.

 

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