Qualcosa di insolito di Stefano Colli

Qualcosa di insolito di Stefano Colli

(Edizioni Emil, pagg.302, euro 17)

Lo scrittore toscano Stefano Colli mi ha fatto avere il suo libro e ammetto che è stata una piacevole e bella lettura. Mi ha colpito molto perché Qualcosa di insolito ha una trama particolare, insolita…tanto per richiamare il titolo del romanzo.

E quindi eccomi qui per parlarne anche con voi…prima però qualche informazione sull’autore.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAStefano Colli è laureato all’Università di Siena in Filosofia, materia che insegna insieme a storia al liceo scientifico di Grosseto.
L’eclettico autore è anche poeta con ottimi risultati. Sue poesie figurano ne Le strade della poesia, antologia di poeti contemporanei (Book edizioni) nonché nel sito Aphorism e recente è la sua prima raccolta di poesie Non lasciate che uccidano i poeti (Edizioni Tracce)

La cosa certa è che, indipendentemente dal fatto che si tratti di poesie o romanzi, premi o pubblicazioni, la scrittura è per Stefano Colli una compagna di vita che non teme rivali.

 

DI COSA PARLA

Qualcosa di insolito è la storia, articolata in quattro sezioni ben organizzate fra loro, dell’ambigua relazione fra l’enigmatico conte Woyacek e Boranga, commissario schivo e privo di cordialità, capo della squadra omicidi di Grosseto.

indexTutto inizia con alcune persone morte che vengono riportate in vita e condotte nel castello di Cromeniz, tra Brno e Olumouc.

E’ lì che conosceranno un uomo misterioso e potente che prometterà di far riavere loro una forma di vita se riusciranno a superare una serie di prove. Di che tipo?

Dovranno acquisire consapevolezza delle loro fragilità per poi ripartire verso nuove esistenze. Così ognuno di loro dovrà leggere un testo tratto da una tragedia greca che in qualche modo li riguarda, una specie di specchio emotivo. Eschilo, Sofocle, Euripide…

L’avvincente vicenda, vista attraverso lo sguardo lucido e ironico di Kasper, un inquietante felino, si snoda in più luoghi: la Maremma, Catania, Londra e Stonehenge.

COSA NE PENSO

La prima cosa da dire è che questo romanzo è un puzzle composto da generi letterari diversi: giallo psicologico, thriller fantastico e poliziesco, a secondo delle angolazioni di lettura.

Io lo definirei però un fantasy/giallo psicologico e spiego il perché. In Qualcosa di insolito, infatti, viene posta grande attenzione all’aspetto caratteriale dei protagonisti e ai loro rapporti relazionali. Questi non risultano subordinati allo svolgimento della trama così come spesso avviene, ad esempio, nel giallo puro e nemmeno l’elemento sovrannaturale, pur presente, prende mai il sopravvento.

qualcosa di insolito copertina

 

Indubbiamente forte è l’alito della filosofia, un romanzo “dotto” direi, ma senza appesantimenti di alcun genere. La storia scorre fluida e veloce divertendo anche, ma riuscendo comunque ad inquietare l’animo costringendo chi legge a prendere visione, e forse anche coscienza, delle proprie insicurezze ed aberrazioni mentali.
Il lettore viene trascinato dentro la vita dei protagonisti tanto da identificarsi in loro. Gli stessi dubbi e i medesimi misteri lo portano a credere che tutto sia reale, non una storia.

Un romanzo che rassomiglia ad una partita a scacchi, ad una guerra di posizione dove si tende allo sfinimento psicologico.
Per tutti questi motivi la storia risulta senza dubbio coinvolgente fin dal primo momento e riesce a mantenere sempre viva l’attenzione senza cedimenti di alcun genere.
Devo dire che la figura che mi ha affascinato di più è stata quella di Kasper, fedele micio del conte, umanizzato a tal punto che alla fine si fa fatica a vederlo come semplice felino. Acuto, astuto e scaltro è un grillo parlante che invece di elargire consigli si diverte a far emergere in ognuno dei protagonisti (ed anche nel lettore?) fobie, aspirazioni, ansie e visioni del mondo. Vicende ed emozioni personali che diventano emblema della nostra società.

Insomma, Qualcosa di insolito è un romanzo che dà tanto da molti punti di vista, sicuramente da leggere.

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