“Stammi vicino” esordio letterario di Barbara Torta

“Stammi vicino” esordio letterario di Barbara Torta


Stammi vicino

di Barbara Torta


Barbara Torta nasce a Bra, sotto il segno della Zizzola, lavora come segretaria, è volontaria AIL da 20 anni e la domenica è una degli speakers su Radio BraonTheRocks.

Stammi vicino è il suo esordio in narrativa. Un romanzo rosa ambientato a Londra, dove i sentimenti sono in primo piano.


Dove hai trovato la forza?
– Siamo donne, tesoro, la forza trova noi.
(Lucy a Charlie Brown, Charles M. Schulz)


Barbara a quale età ha incominciato a coltivare la passione per la letteratura?

“Credo di aver iniziato molto presto ad appassionarmi alla letteratura. Mia nonna, dove passavo i mesi estivi, mi obbligava il pomeriggio dopo pranzo a leggere. Avevo una buona quantità di libri a mia disposizione e quella che era nata come un’imposizione mal digerita alla fine si è trasformata in passione. Una volta trovato il libro giusto diventava un piacere.

Crescendo non ho fatto che alimentare la curiosità e la voglia di leggere e di provare generi diversi. Quando mi sono imbattuta in Piccole Donne sono rimasta affascinata da una delle protagoniste, Jo March, nella quale tutt’ora mi riconosco nel carattere e nelle inclinazioni. Il salto tra leggere e scrivere è stato un attimo. Ho preso la penna in mano e non mi sono più fermata. Ho iniziato con piccoli racconti e sono poi passata a romanzare per le amiche le mie disavventure in chiave comica”.

Quali sono i suoi romanzi preferiti?

“Questa domanda credo diventerà un lungo elenco di titoli e autori. Il primo della lista, a gran sorpresa tenendo conto della mia risposta precedente, non è Piccole Donne, bensì Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen. L’ho letto più volte e ho visto quasi tutte le trasposizioni cinematografiche, persino una con gli zombie! Tra l’altro non era niente male. Segue naturalmente Piccole Donne di Louisa May Alcott, Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde, Dracula di Bram Stoker e La Domatrice di Agatha Christie. Con affetto cito Cuore di Edmondo De Amicis, uno dei primi libri a farmi compagnia nei pomeriggi estivi nella cameretta con la carta da parati azzurra disegnata con margheritine bianche, nella casa di campagna dei nonni.

 

Barbara Torta

Per quanto concerne autori più contemporanei potrei citare i libri di Sophie Kinsella, Anna Premoli e Simona Fruzzetti (per rimanere nel genere che scrivo). Ho adorato La moglie olandese e Le ragazze di Parigi di Pam Jenoff e L’infermiera di Hitler di Mandy Robotham. Sempre per variare nei generi consiglierei anche Il primo fiore di zafferano di Laila Ibrahim Mi impongo di fermarmi, perché potrei veramente continuare per parecchie pagine. Al volo cito ancora Le Nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley”.

Qual è stata la scintilla che l’ha portata a scrivere questo libro?

“Ho deciso di scrivere perché dopo un lockdown passato a divorare libri del genere chick lit (ovvero i rosa, perché avevo voglia di leggere qualcosa di allegro e gioioso dato il periodo assurdo che tutto il mondo si trovava a vivere), ho capito che non sarei mai riuscita a trovare una protagonista che potesse piacermi al 100%. Tutte avevano qualcosa che stonava con la mia idea di donna. Io, le mie amiche, mia sorella, eravamo diverse da quelle ragazze. E così ho pensato che volevo scrivere di una ragazza come quelle che conoscevo e simile a me. Mi son detta: Barbara, se vuoi una cosa fatta come piace a te allora fattela da sola! E così è stato”.

Ci dica qualcosa sulla trama…

Cercherò di non auto spoilerarmi, cosa di cui sarei capace data la mia poca abilità a non sproloquiare. É una storia d’amore ambientata nella Londra dei giorni nostri dove un incontro casuale si trasformerà in una girandola di emozioni e di divertenti siparietti dove l’amicizia e i buoni sentimenti la faranno da padroni. Qualche imprevisto metterà alla prova i nostri innamorati e le mezze verità diventeranno mezze bugie che promettono scintille. Se diventerà un fuoco di passione o un incendio distruttivo tocca a voi scoprirlo”!

Come nasce il suo l’incontro tra letteratura e l’associazione Noi come te?

“L’incontro con l’associazione NOI COME TE nasce da un’idea della mia mamma, Emanuela Giaccardi. Norma (la presidentessa) era una sua amica e la stava supportando con l’associazione nel suo difficile percorso attraverso la malattia. L’associazione fa questo, non può curare la malattia ma di certo lo fa con l’anima delle persone che si sentono meno sole nella guerra personale che stanno combattendo. Innanzitutto poter condividere la propria battaglia con altri che l’hanno già affrontata o come te la stanno vivendo, aiuta moltissimo a non sentirsi persi e a trovare qualcuno che ti capisca a fondo.

La normalità che l’associazione cerca di donare ai malati e ai loro famigliari è un dono prezioso, vivi ogni giorno senza il timore di cosa succeda domani. E scrivo senza timore e non senza pensare, perché non ci sono promesse vane o speranze disilluse, semplicemente si vive l’oggi. Al meglio. Ogni giorno val la pena di essere vissuto pienamente e loro sono lì ad aiutarti a ricordarlo e a non sprecare il tempo che hai a tua disposizione.

Ed è anche un po’ la mia filosofia di vita. Sono volontaria AIL Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma da 20 anni ormai (e anche a loro ho devoluto parte del ricavato della vendita del libro in altre occasioni, come l’ultima presentazione fatta a Narzole ad opera della Biblioteca Civica del paese). Come volontaria ho imparato e ricevuto molto più di quello che ho dato e con questo libro spero di poter regalare allegria e leggerezza e di aver contribuito con un aiuto concreto all’enorme lavoro che queste associazioni compiono per gli altri. É sempre il giorno giusto per fare del bene”!

 

Come descriverebbe il romanzo con tre aggettivi?

“Invece che aggettivi ti propongo quanto una mia amica ha commentato ad una presentazione e che credo sia esattamente quello che ritroverete nel mio libro.

Un BICCHIERE di PROSECCO FREDDO con le BOLLICINE Quella pausa che ti regali a fine giornata, magari con le amiche e che ti distende i nervi e alleggerisce la testa”.

Progetti per il futuro?

“Il mio futuro è tutto da scrivere e ho l’intenzione di esserne io l’autrice! Ho progetti molto ambiziosi. Tanto per cominciare abbandonare il self publishing, perché è stato un bel modo per farmi uscire dal guscio ma miro a trovare una casa editrice che si interessi a me. Per farlo mi sto avvalendo dell’aiuto di un editor di Torino, Massimo Tallone, autore di noir e saggi.

Grazie a lui sto imparando i trucchi del mestiere, essendo io un’autodidatta manco delle basi di uno studio letterario e la sola passione non basta. Inoltre il mio romanzo viene riletto e controllato da occhi esperti che gli rendono una dignità letteraria. Grazie al nostro lavoro congiunto mi auguro che qualche casa editrice si interessi al mio romanzo e mi permetta di proseguire su questa strada fatta di fatica ma anche di grandi soddisfazioni. L’autoproduzione è stato l’inizio ma io punto alle stelle, perché i sogni sono fatti per volare, non per camminare sulla terra. E voi cari lettori e care lettrici, sarete le mie ali”!


Intervista a cura di Fausto Bailo e della Premiata Libreria Marconi di Bra (Cn)


 

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