‘Shinku’ di Francesco Filippi

‘Shinku’ di Francesco Filippi


Shinku – Il colore della rabbia, del sangue e del riscatto

di Francesco Filippi

(Piemme, 2023)


Chi è Francesco Filippi

Laureato in Scienze dell’educazione, sceneggiatore, regista, animatore e docente, Francesco Filippi ha studiato cinema alla School of Visual Arts di New York.

Con i suoi film (animati e non) ha all’attivo centinaia di premi ai festival in tutto il mondo. I suoi corti più conosciuti sono “Mani Rosse” (2018), “Memorial” (2013), “Gamba Trista” (2010) e “Home” (2009).

Tra le collaborazioni più recenti, lo sviluppo narrativo del videogiocoOn Your Tail” per Humble Entertainment (2024), la supervisione delle animazioni del documentario “Metamorphosis” di Michele Fasano (2022), la direzione di tre episodi dei Cartoni dello Zecchino d’oro e alcuni brevi documentari.

Ha pubblicato alcuni saggi tra cui “Fatti un Film: manuale per giovani videomaker” (Giunti, 2016) e “Fare Animazione” (Dino Audino, 2020).

Shinku” (Piemme. 2023) è il suo primo romanzo.

Ulteriori informazioni sull’autore sono reperibili sul suo sito http://www.studiomistral.com

Di cosa parla il libro

Luna ha 15 anni, i capelli bianchi tinti e un taglio scomposto che si è fatta da sola. È iscritta al liceo artistico ma a scuola non ci va, non tanto perché non sia brava come sua madre Haruka (una pittrice giapponese che si è trasferita in Italia per amore), quanto perché, quando suo padre diventa aggressivo, se lei è in casa la situazione non degenera.

 

Ha passato gran parte dei suoi ultimi anni in giro per la città, con una banda di ragazzi più grandi di lei, o casa a difendere se stessa e la madre dalle violenze del padre. Quando finalmente Haruka trova la forza di reagire e decide di lasciare il marito, per lei sembra aprirsi una nuova vita. Ma le sue speranze di fuga si schiantano contro la rete metallica dell’aeroporto sulla quale il padre le schiaccia il viso, prima di correre all’inseguimento della madre.

 

Luna perde le tracce di Haruka e proprio quando si convince che la madre sia in salvo in Giappone, uno strano fluido inizia a sgorgarle dalle mani. Qual è il significato di quel liquido che la mamma avrebbe chiamato shinku,rosso profondo“? E cosa vogliono dire i sogni e le visioni che agitano l’animo di Luna? Una storia di ribellione e riscatto, una resurrezione alla vita che passa dall’affermazione di se stessi e della propria dignità.

Cosa ne penso

La genesi del romanzo “Shinku” inizia con il film d’animazione “Mani Rosse”, nato nel 2018 dalla creatività dello Studio Mistral dello stesso Francesco Filippi, regista e produttore associato della pellicola. Il film parla di violenza sui minori con tatto e sensibilità, la racconta accompagnata a una storia storia d’amore tra adolescenti, portando prima in sala e poi nei circuiti home video un tema tanto delicato quanto scottante, descritto con il linguaggio dei giovani a cui soprattutto “Mani rosse” si rivolge.

Da questa produzione è nata la rielaborazione della sceneggiatura che, pur con alcuni cambiamenti nella trama e nei personaggi, trasferisce dallo schermo alla carta la storia di Luna, Todo, Ernesto, Angelo, Haruka. E lo fa mantenendo intatto il pathos che aveva accompagnato le vicende della giovane protagonista in “Mani rosse”, attraverso il buio della violenza fino alla luce della libertà.

 

Shinku” in giapponese significa “rosso profondo, “il colore della rabbia, del sangue e del riscatto”, si legge nel sottotitolo. Rosso come il misterioso potere cromatico di Luna, di cui non si anticipa altro per non togliere il gusto della lettura.

 

Rosso è anche uno dei colori preferiti di Haruka, che la talentuosa artista stende sulla tela direttamente con le dita, insieme ai bianchi brillanti, i gialli splendenti, all’azzurro più profondo. Il lettore conosce Haruka solo attraverso i flash-back e i ricordi della figlia, ma niente sa del suo destino, che si scoprirà solo alla fine in un crescendo di emozioni e nuovi personaggi.

 

Seguendo Luna nel suo girovagare tra i vicoli della vecchia Bari, insieme alla sgangherata compagnia di ragazzi più grandi di cui è “vicecapo”, nelle rare occasioni in cui va a scuola (dove la comprensiva professoressa Govi è pronta a perdonarle assenze e irriverenze) o insieme al ritrovato amico Ernesto, la storia adolescenziale prende le tinte di un romanzo di formazione.

Luna non è solo una ragazzina vittima di un padre violento, che picchia lei e la madre e che risparmia dalla sua cieca rabbia sono il figlio Todo, remissivo e debole quanto la sorella è forte e ribelle. Luna rappresenta, purtroppo, i tanti adolescenti vittime di violenza domestica. La brutalità con cui Filippi descrive le botte di Angelo alla figlia sono un pugno nello stomaco, non fanno sconti al lettore, che non può sottrarsi dalla riflessione su un tema che, con fatica, in questo romanzo come nella realtà, prova a uscire dal perimetro delle mura domestiche.

 

Ma la ragazza è anche una ribelle, capace di trasformare la paura in coraggio. Non perde mai la speranza di rivedere la madre, non accetta le vessazioni del padre, riesce infine a smuovere anche l’apatia del fratello, succube psicologicamente del genitore, come Luna lo è fisicamente.

 

Il messaggio di Filippi è forte e chiaro. Se la dedica è ai ragazzi (“Alla vostra generazione”, si legge), il pubblico a cui si rivolge il romanzo è molto più ampio. Lo dice lo stesso autore parlando ai lettori: “Non ho scritto Shinku solo per sensibilizzare sul tema della violenza domestica o per la semplice gioia di condividere il mio entusiasmo per una storia. Ho concepito questo romanzo osando sperare qualcosa di più: se Luna riuscirà a prendere per mano una o uno di voi in un momento difficile della vostra vita infondendovi coraggio o ispirandovi in qualche modo, allora Shinku avrà compiuto fino in fondo il suo dovere”.


Recensione a cura di Lina Senserini, docente e giornalista professionista.


 

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